mercoledì 5 giugno 2013

Le parole di Papa Francesco: il meglio di maggio 2013 (I parte: 1-15 maggio)


Mer 1 maggio, UDIENZA:  "Il lavoro fa parte del piano di amore di Dio"

...vorrei rivolgermi in particolare a voi ragazzi e ragazze a voi giovani: impegnatevi nel vostro dovere quotidiano, nello studio, nel lavoro, nei rapporti di amicizia, nell’aiuto verso gli altri; il vostro avvenire dipende anche da come sapete vivere questi preziosi anni della vita. Non abbiate paura dell’impegno, del sacrificio e non guardate con paura al futuro; mantenete viva la speranza: c’è sempre una luce all’orizzonte.


La preghiera fatta assieme è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare, l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!

Gio 2 maggio: MESSA (S.Marta): La "Chiesa del sì", la "Chiesa del no" e il bel lavoro d'armonia dello Spirito Santo

Ven 3 maggio: MESSA (S.Marta) Cristiani coraggiosi che trasmettono la fede e "sfidano" Gesù nella preghiera

...è come una “sfida” che Gesù ci lancia, quando dice: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome la farò perché il Padre sia glorificato nel Figlio”.
“È forte questo!” ha commentato il Santo Padre. Il problema è se noi abbiamo realmente il coraggio di affrontare questa ‘sfida’: “Abbiamo il coraggio di andare da Gesù e chiedergli: ‘Ma tu hai detto questo, fallo! Fa che la fede vada avanti, fa che l’evangelizzazione vada avanti, fa che questo problema che ho venga risolto…’. Abbiamo questo coraggio nella preghiera? O preghiamo un po’ così, come si può, spendendo un po’ di tempo nella preghiera?”.
“I cristiani tiepidi, senza coraggio” – ha aggiunto – “fanno tanto male alla Chiesa”.

Sab 4 maggio: S.Rosario (S.Maria Maggiore)

Maria è madre, e una madre si preoccupa soprattutto della salute dei suoi figli, sa curarla sempre con grande e tenero amore. La Madonna custodisce la nostra salute. Che cosa vuol dire questo, che la Madonna custodisce la nostra salute? Penso soprattutto a tre aspetti: ci aiuta a crescere, ad affrontare la vita, ad essere liberi; ci aiuta a crescere, ci aiuta ad affrontare la vita, ci aiuta ad essere liberi.
1. Una mamma aiuta i figli a crescere e vuole che crescano bene; per questo li educa a non cedere alla pigrizia - che deriva anche da un certo benessere -, a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta di avere solo delle cose. La mamma ha cura dei figli perché crescano sempre di più, crescano forti, capaci di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita, di tendere a grandi ideali.
La Madonna fa proprio questo in noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede, ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere con responsabilità, a tendere sempre più in alto.
2. Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non si educa, non si cura la salute evitando i problemi, come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli. La mamma aiuta i figli a guardare con realismo i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e a saperli superare, in un sano equilibrio che una madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di rischio. E questo una mamma sa farlo! Non porta sempre il figlio sulla strada della sicurezza, perché in questa maniera il figlio non può crescere, ma anche non lo lascia soltanto sulla strada del rischio, perché è pericoloso. Una mamma sa bilanciare le cose. Una vita senza sfide non esiste, e un ragazzo o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in gioco, è un ragazzo e una ragazza senza spina dorsale! 
Maria come una buona madre ci è vicina, perché non perdiamo mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati: ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio.
3. Un ultimo aspetto: una buona mamma non solo accompagna i figli nella crescita, non evitando i problemi, le sfide della vita; una buona mamma aiuta anche a prendere le decisioni definitive con libertà. Questo non è facile, ma una mamma sa farlo. Ma che cosa significa libertà? Non è certo fare tutto ciò che si vuole, lasciarsi dominare dalle passioni, passare da un’esperienza all’altra senza discernimento, seguire le mode del tempo; libertà non significa, per così dire, buttare tutto ciò che non piace dalla finestra. No, quella non è libertà! La libertà ci è donata perché sappiamo fare scelte buone nella vita! Maria da buona madre ci educa ad essere, come Lei, capaci di fare scelte definitive; scelte definitive, in questo momento in cui regna, per così dire, la filosofia del provvisorio. È tanto difficile impegnarsi nella vita definitivamente. E lei ci aiuta a fare scelte definitive con quella libertà piena con cui ha risposto “sì” al piano di Dio sulla sua vita (cfr Lc 1,38).
Cari fratelli e sorelle, quanto è difficile, nel nostro tempo, prendere decisioni definitive! A tutti ci seduce il provvisorio. Siamo vittime di una tendenza che ci spinge alla provvisorietà… come se desiderassimo rimanere adolescenti. E’ un po’ il fascino del rimanere adolescenti, e questo per tutta la vita! Non abbiamo paura degli impegni definitivi, degli impegni che coinvolgono e interessano tutta la vita! In questo modo la vita sarà feconda! E questo è libertà: avere il coraggio di prendere queste decisioni con grandezza.
Tutta l’esistenza di Maria è un inno alla vita, un inno di amore alla vita: ha generato Gesù nella carne ed ha accompagnato la nascita della Chiesa sul Calvario e nel Cenacolo.

Dom 5 maggio: S.Messa per le Confraternite: evangelicità, ecclesialità, missionarietà.

Lun 6 maggio: Messa (S.Marta): Lo Spirito Santo: un "compagno di strada" per l'uomo

Mar 7 maggio: Messa (S.Marta) "Chi si lamenta non è un buon cristiano"

Mer 8 maggio: MESSA (S.Marta): Il vero cristiano non fa proselitismo, ma dialoga con tutti senza esclusioni

Il cristiano non alza muri, ma costruisce ponti. “I cristiani che hanno paura di fare ponti e preferiscono costruire muri, sono cristiani non sicuri della propria fede, non sicuri di Gesù Cristo".

“Quando la Chiesa perde questo coraggio apostolico – ha concluso il Santo Padre - diventa una Chiesa ferma, una Chiesa ordinata, bella, tutto bello, ma senza fecondità, perché ha perso il coraggio di andare alle periferie, qui dove sono tante persone vittime dell’idolatria, della mondanità, del pensiero debole…”.


Mer 8 maggio: UDIENZA ALLE SUPERIORI GENERALI: Suore madri, non "zitelle": così funziona la Chiesa

 Che cosa sarebbe la Chiesa senza di voi? Le mancherebbe maternità, affetto, tenerezza!
 È Cristo che vi ha chiamate a seguirlo nella vita consacrata – ha sottolineato - e questo significa compiere continuamente un ‘esodo’ da voi stesse per centrare la vostra esistenza su Cristo e sul suo Vangelo, sulla volontà di Dio, spogliandovi dei vostri progetti” .
Per andare avanti in questo ‘esodo’, però, sono necessarie due condizioni secondo il Papa: “Adorare il Signore e servire gli altri"; due atteggiamenti - ha detto - "che non si possono separare, ma che devono andare sempre insieme”.
Il Santo Padre ha poi ricordato “i tre cardini” su cui si fonda l’esistenza stessa di chi ha abbracciato la vita consacrata. Innanzitutto, l’obbedienza “come ascolto della volontà di Dio, nella mozione interiore dello Spirito Santo autenticata dalla Chiesa”, accettando che essa “passi anche attraverso le mediazioni umane”. Poi la povertà, “come superamento di ogni egoismo nella logica del Vangelo che insegna a confidare nella Provvidenza di Dio”, e “come indicazione a tutta la Chiesa che non siamo noi a costruire il Regno di Dio, non sono i mezzi umani che lo fanno crescere, ma è primariamente la potenza, la grazia del Signore, che opera attraverso la nostra debolezza”.
Questa povertà, ha insistito Papa Francesco, “insegna la solidarietà, la condivisione e la carità” e “si esprime anche in una sobrietà e gioia dell’essenziale, per mettere in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita”. Non si tratta però di una povertà “teorica” che “non ci serve”, bensì di una povertà che “si impara con gli umili, i poveri, gli ammalati e tutti quelli che sono nelle periferie esistenziali della vita” ha aggiunto a braccio.
E a braccio, il Papa ha parlato anche di castità, ribadendo: “E’ importante questa maternità della vita consacrata, questa fecondità. Questa gioia della fecondità spirituale animi la vostra esistenza; siate madri, come figura di Maria Madre e della Chiesa Madre. Non si può capire Maria senza la sua maternità; non si può capire la Chiesa senza la sua maternità. E voi siete icona di Maria e della Chiesa”.
“Pensiamo al danno – ha detto il Papa - che arrecano al Popolo di Dio gli uomini e le donne di Chiesa che sono carrieristi, arrampicatori, che ‘usano’ il popolo, la Chiesa, i fratelli e le sorelle - quelli che dovrebbero servire - come trampolino per i propri interessi e le ambizioni personali. Questi fanno un danno grande alla Chiesa!”.
L’esortazione è quindi ad “esercitare sempre l’autorità accompagnando, comprendendo, aiutando, amando"; specialmente "le persone che si sentono sole, escluse, aride, le periferie esistenziali del cuore umano”.

Mer 8 maggio: UDIENZA: Come l'acqua, lo Spirito Santo è fonte di vita

L’uomo di tutti i tempi e di tutti i luoghi desidera una vita piena e bella, giusta e buona, una vita che non sia minacciata dalla morte, ma che possa maturare e crescere fino alla sua pienezza. L’uomo è come un viandante che, attraversando i deserti della vita, ha sete di un’acqua viva, zampillante e fresca, capace di dissetare in profondità il suo desiderio profondo di luce, di amore, di bellezza e di pace. Tutti sentiamo questo desiderio! E Gesù ci dona quest’acqua viva: essa è lo Spirito Santo, che procede dal Padre e che Gesù riversa nei nostri cuori.




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