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martedì 7 ottobre 2014

Un filosofo e la questione Dio

«... non si può affermare che Dio è impossibile solo perché noi uomini non possiamo conoscerlo: Dio sfugge alla nostra conoscenza per definizione! Quando si dice che non è possibile che Dio esista, semplicemente si abbatte una rappresentazione di Dio che ci eravamo fatti. Ma non si risolve certo la questione di Dio dimostrando che non esisterebbe. La questione di Dio non può essere mai risolta al negativo, resta aperta per definizione. Sopravvive sempre alla 'morte di Dio', la storia del pensiero ne è testimone. Dio è sempre almeno 'possibile'. Questa è una certezza, e già dice molto!».

«Ho sempre pensato che la realtà fosse solo una questione d’amore. Uno dei motivi per i quali trovo che sia razionale diventare cristiani è perché vi si parla al meglio dell’amore. Tutto quello che facciamo è per rispondere a un’interrogazione amorosa, per sapere se amo e sono amato.
Anche il motore della conoscenza è l’amore. Dunque trovo irrazionale partire da un punto di vista diverso dall’amore, quando la vita quotidiana ci mostra che solo l’amore è determinante per l’uomo».

sabato 20 settembre 2014

"Dio": cosa suscita in noi questa parola?

Cosa suscita in voi la parola Dio?
Quali certezze, dubbi, emozioni?
Leggiamo insieme da Sri RamakrishnaIl libro degli esempi, Gribaudi Editore:
"Quante discussioni si sono fatte e si fanno ancora su Dio. Tu che ne pensi?", chiese un giorno un discepolo al grande maestro. 
"Vedi quell'ape?", rispose il maestro. "Senti il suo ronzio? Esso cessa quando l'ape ha trovato il fiore e ne succhia il nettare. 
Vedi quest'anfora? Ora vi verso dell'acqua. Ne senti il glu-glu? Cesserà quando l'anfora sarà colma. Ed ora osserva questo biscotto che pongo crudo nell'olio bollente. Senti come frigge e che rumore fa? Quando sarà ben cotto tacerà. 
Così è degli uomini. Fino a quando discutono e fanno del gran rumore su Dio, è perché non l'hanno ancora trovato. Chi invece l'ha trovato tace e, nel silenzio, adora ed agisce". 

Vi propongo la testimonianza di Fabrice Hadjadjche da ateo si è convertito al cristianesimo.


sabato 13 settembre 2014

Di Dio

giuduniv
Capitolo VI
In cui il lettore assiste alla nascita dell'idea di Dio nella mente degli uomini e alla sua gloria ineguagliabile.
Non oserò dire che anche Dio sta cambiando. Ma l'immagine che gli uomini si fanno di Dio si modifica profondamente. Occorre affrontare certe questioni con prudenza. Della fine dei viaggi, della contrazione dello spazio, dell'allungamento della vita, nel rigore della scienza che, nelle vesti della relatività generale - e perfino di quella ridotta - o della teoria dei quanti, passa oggi lontanissimo al di sopra delle nostre teste, è permesso parlare liberamente. La religione si confonde così strettamente con noi che la minima parola, il minimo oltraggio, il minimo scarto può aprire delle ferite che faticano a richiudersi.

sabato 31 maggio 2014

Dio (Dizionario)

"Se dicessi che credo in Dio, direi troppo poco perchè gli voglio bene. E voler bene a uno è qualcosa di più che credere nella sua esistenza".
don Lorenzo Milani

"Se si trattasse solo di un Dio del quale fosse possibile parlare, anch'io non crederei; ma dato che si tratta di un Dio al quale si può parlare, per questa ragione io credo in lui".
Martin Buber, filosofo ebreo austriaco

DIALOGO SU DIO
Tu credi in Dio?” domandò repentinamente il giovane agente.
Sejer arricciò le labbra in una smorfia buffa. “Bah…no, immagino di no. Credo piuttosto a una qualche forza”, rispose con un po’ di titubanza.
Skarre sorrise. “Questo l’ho già sentito altre volte. Questa “forza” è evidentemente più accettabile. Però trovo strano che finora non si sia riusciti a darle un nome. Ma si sa, la parola “Dio” ha senza dubbio molte connotazioni. E dove credi che ci conduca , questa forza?”

giovedì 22 maggio 2014

DIO, PADRE e MADRE (Dizionario)

Dio padre e madre?
(Gianfranco Ravasi,Questioni di fede, Mondadori, 2010)
 
Giovanni Paolo I disse che Dio è madre. Le femministe americane cancellano dalla Bibbia le forme "maschiliste". D'altra parte la Bibbia forse non è così radicale nella supremazia maschile, e Giovanni Paolo II ha parlato di "reciprocità e complementarità" dei sessi, partendo proprio dalle Sacre Scritture. Perché, allora, temere di dire che Dio è papà e mamma? Accanto a un'ottantina di immagini maschili di Dio offerte dalla Bibbia, troviamo almeno una ventina di rappresentazioni femminili. Ecco solo due esempi dal libro di Isaia: "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai" (49, 15); "Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò" (66, 13). Ripetutamente nell'Antico Testamento sono attribuite a Dio "viscere materne" (rahamim), segno di amore spontaneo, istintivo, assoluto.

lunedì 26 agosto 2013

Dio

Ø  Chi è per te Dio? Elenco di “definizioni”
Ø  Le immagini di Dio (Padre): uomo anziano con la barba bianca? Occhio scrutatore che tutto e tutti vigila?
E’ l’uomo ad essere stato creato a immagine di Dio e non Dio (Padre) a dover essere rappresentato a somiglianza dell’uomo.
Ø  D-IO o IO?
Ø  I maestri del dubbio[1]:
-          FEUERBACH, filosofo tedesco dell’800: Dio è una PROIEZIONE dell’uomo. Una rappresentazione del suo desiderio di trascendere se stesso.
Risponde Hans Kung, teologo tedesco contemporaneo: “naturalmente una cosa non esiste solo perché io la desidero. Ma vale anche il contrario: non è che una cosa necessariamente non esiste, perché io la desidero.
-          MARX: Dio (e la religione) è l’oppio dei popoli[2].
-          NIETZSCHE: “Dio è morto”[3]: l’agnosticismo/relativismo e l’indifferenza che regna nella nostra società/cultura[4].
-          FREUD: la religione è un’illusione infantile e una fonte di nevrosi[5].
Ø  Dio non è il nome proprio (ma generico) di Dio[6]

domenica 21 aprile 2013

Perché non posso vedere Dio? La fede raccontata ai ragazzi

Perché non posso vedere Dio? http://www.credere.it/numero-3/la-fede-raccontata-ai-ragazzi.html
Perché non vedo Dio?

NONNO, QUALCUNO HA MAI VISTO DIO IN FACCIA?

Conoscere Gesù significa conoscere intimamente il mistero di Dio.

 COME FACCIO A SAPERE COSA DIO PENSA DI ME?

Dio è contento di noi quando ci abbandoniamo fiduciosi a lui.


L'Amore di Dio è ovunque

NONNO, MA QUALCUNO L'HA MAI VISTO DIO?

Questa è una domandona monumentale! Tutti se la pongono, perché tutti, in ogni epoca, si sono messi alla ricerca di Dio, ognuno in modo differente. Quello che normalmente non si considera è che non esiste soltanto la ricerca dell’uomo, che tenta di penetrare il mistero di Dio con tutti i suoi mezzi: la ragione, la filosofia, le scienze... Esiste anche la libertà di Dio, che è venuto incontro all’uomo, rivelandosi gradualmente. Tutta la Bibbia non è altro che il racconto dei tanti modi in cui Dio si è manifestato al popolo di Israele, e poi al mondo intero, presentandosi a poco a poco, manifestando la sua identità, il suo piano di salvezza. La risposta più chiara, semplice e diretta l’ha data Gesù nel Vangelo, quando dice ai suoi discepoli: «Chi vede me, vede il Padre». Conoscere Gesù significa conoscere intimamente il mistero di Dio.
 

giovedì 31 gennaio 2013

Dio, Padre e Madre, onnipotente nell’amore...


Dio padre e madre?

(Gianfranco Ravasi, Questioni di fede, Mondadori, 2010)

Giovanni Paolo I disse che Dio è madre. Le femministe americane cancellano dalla Bibbia le forme "maschiliste". D'altra parte la Bibbia forse non è così radicale nella supremazia maschile, e Giovanni Paolo II ha parlato di "reciprocità e complementarità" dei sessi, partendo proprio dalle Sacre Scritture. Perché, allora, temere di dire che Dio è papà e mamma? Accanto a un'ottantina di immagini maschili di Dio offerte dalla Bibbia, troviamo almeno una ventina di rappresentazioni femminili. Ecco solo due esempi dal libro di Isaia: "Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai" (49, 15); "Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò" (66, 13). Ripetutamente nell'Antico Testamento sono attribuite a Dio "viscere materne" (rahamim), segno di amore spontaneo, istintivo, assoluto.