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venerdì 4 settembre 2015

Sacramenti e carismi

Indicando con il termine generale di "sacramenti" le cose comuni a tutti e con il termine "carismi" le cose proprie a ciascuno, possiamo dire che i sacramenti sono il dono fatto a tutti per l'utilità di ciascuno, il carisma è il dono fatto a ciascuno per l'utilità di tutti. I sacramenti sono dati all'insieme della Chiesa per santificare i singoli, i carismi sono doni dati ai singoli per santificare l'insieme della Chiesa. Lo scopo finale è lo stesso per gli uni e per gli altri: promuovere la comunione, creare la koinonia.
R.Cantalamessa, Amare la Chiesa (2003), p.34

lunedì 2 giugno 2014

Che cos'è l'effusione dello Spirito Santo?

Una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana

L'effusione dello Spirito non è un sacramento, ma si dice in rapporto ad un sacramento, anzi a più sacramenti: ai sacramenti dell'iniziazione cristiana. L'effusione attualizza e, per così dire, rinnova l'iniziazione cristiana. Il rapporto fondamentale è però, con il sacramento del Battesimo. La designazione «battesimo dello Spirito» con cui l'effusione veniva chiamata fino a poco fa e con cui è ancora chiamata dai nostri fratelli americani, non voleva dire altro che questo, cioè che si tratta di qualcosa che si fonda sul sacramento del battesimo. Noi diciamo che l'effusione dello Spirito attualizza e ravviva il nostro battesimo. Per capire come un sacramento ricevuto tanti anni fa, addirittura agli inizi della vita, possa improvvisamente ritornare a rivivere e a sprigionare tanta energia quanta ne vediamo in occasione dell'effusione, bisogna tenere presente alcuni elementi di teologia sacramentale. La teologia cattolica conosce l'idea di sacramento valido e lecito, ma «legato». Un sacramento si dice legato se il suo frutto rimane vincolato, non usufruito per mancanza di certe condizioni che ne impediscono l'efficacia. Un esempio estremo è il sacramento del matrimonio o dell'ordine sacro ricevuto in stato di peccato mortale. In queste condizioni tali sacramenti non possono conferire nessuna grazia alle persone; rimosso però l'ostacolo del peccato, con la penitenza, si dice che il sacramento «rivivisce» (reviviscit) grazie al carattere indelebile o, detto più biblicamente, grazie alla fedeltà e alla irrevocabilità del dono di Dio: "Dio resta fedele anche se noi siamo infedeli perché egli non può rinnegare se stesso" (2Tm 2,13).

domenica 30 marzo 2014

Sai cosa sono i sacramenti?

I sacramenti racchiudono in sé tutte le grazie di cui abbiamo bisogno nella vita affinché l'immagine di Cristo si formi in noi


Gesù Cristo ha redento il mondo con la sua Morte e Resurrezione, e ha istituito la Santa Chiesa, il Suo Corpo Mistico, per portare la salvezza da Lui conquistata a tutti gli uomini di ogni tempo e luogo, fino a quando tornerà per chiudere la Storia, nella Parusia, e giudicare l'umanità. Egli ha dato ai suoi apostoli, oggi i nostri vescovi, la missione di portare la salvezza a tutta l'umanità, attraverso la predicazione del Vangelo e la celebrazione dei sacramenti.

venerdì 28 febbraio 2014

CONFESSIONE (Dizionario)

Cenni storici sul sacramento della Confessione

Tra tutti i sacramenti della Chiesa, la riconciliazione o confessione è forse quello che ha subito più trasformazioni lungo i secoli. E questo non è senza motivo. Da una parte vi è la fede della chiesa che crede e insegna di aver avuto il potere di perdonare i peccati, dall’altra il peccatore concreto con la sua storia, quindi non semplicemente una dottrina da applicare, ma una persona da accogliere, una prassi da inventare.
Nel Nuovo Testamento la prima, vera e più importante, e per alcuni l’unica, remissione dei peccati è il Battesimo: «pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati» (Atti 2,38) dice l’apostolo Pietro nel suo discorso la mattina di pentecoste. Nella professione di fede che recitiamo nella messa domenicale, diciamo di credere «in un solo battesimo per la remissione dei peccati». È nel Battesimo, dunque, che muore l’uomo vecchio con i suoi peccati e le sue concupiscenze e nasce l’uomo nuovo creato secondo Dio.
Il Battesimo, però, non va inteso in senso quasi magico che assicuri la salvezza senza un concreto impegno del credente reso possibile dal Battesimo.

mercoledì 26 febbraio 2014

«Non abbiate paura dell'Estrema Unzione»

di Massimo Introvigne, 26-02-2014, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-non-abbiate-paura-dellestrema-unzione-8541.htm

Papa Francesco con gli ammalatiAll’udienza generale del 26 febbraio, proseguendo nel ciclo di catechesi sui sacramenti, Papa Francesco ha proposto una meditazione sull’Unzione degli infermi, chiamata anche – specie in passato – «Estrema unzione». Il nome che si preferisce oggi, Unzione degli infermi, ha detto il Papa, «ci aiuta ad allargare lo sguardo all’esperienza della malattia e della sofferenza, nell’orizzonte della misericordia di Dio».

giovedì 30 gennaio 2014

Senza Cresima si è cristiani a metà

di Massimo Introvigne, 29-01-2014, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-senza-cresima-si-e-cristiani-a-meta-8312.htm

Papa FrancescoNell'udienza generale del 29 gennaio 2014 — in cui ha anche ricordato la prossima festa di san Giovanni Bosco (1815-1888), che cadrà il 31 gennaio, raccomandando a tutti i genitori cristiani il «metodo preventivo» del santo piemontese per l'educazione dei figli — Papa Francesco ha continuato il suo corso sui sacramenti, passando alla Cresima dopo le due udienze dedicate al Battesimo.
La Cresima, ha detto il Papa, «va intesa in continuità con il Battesimo, al quale è legata in modo inseparabile. Questi due Sacramenti, insieme con l’Eucaristia, formano un unico evento salvifico, — che si chiama l’“iniziazione cristiana” —, nel quale veniamo inseriti in Gesù Cristo morto e risorto e diventiamo nuove creature e membra della Chiesa». In effetti, ha spiegato il Pontefice, nei primi secoli Battesimo, Cresima e prima Comunione si celebravano in un unico momento, al termine del cammino dei catecumeni, normalmente a Pasqua, dopo una formazione che poteva durare anche alcuni anni. 

domenica 18 novembre 2012

E’ giusto battezzare i neonati?

Quante volte mi è capitato di ascoltare l’obiezione, sempre più comune, circa il Battesimo dei bambini: non è giusto imporre al neonato una religione che non ha scelto lui, deciderà da grande se e cosa credere!
“Su questo non c’è dubbio”, ho sempre risposto, facendo notare come ai battezzati non venga tolta né la libertà religiosa né la responsabilità delle proprie scelte. Il rito celebrato in tenerissima età non risparmia affatto dal compiere opzioni consapevoli in età matura.
Alla stessa domanda ha risposto tempo addietro Benedetto XVI:

“La vita stessa ci viene data necessariamente senza consenso previo, ci viene donata così e non possiamo decidere prima: sì o no, voglio vivere o no”. Di conseguenza, potremmo anche chiederci: è giusto donare la vita in questo mondo senza avere avuto il consen­so dell’interessato, senza avergli chiesto:vuoi vivere o no? Risponde Benedetto: “Io di­rei: è possibile ed è giusto soltanto se, con la vita, possiamo dare anche la garanzia che la vita, con tutti i problemi del mon­do, sia buona, che sia be­ne vivere, che ci sia una garanzia che questa vita sia buona, sia protetta da Dio e che sia un vero do­no”. Altrimenti, chi ha il diritto di mettere al mondo un essere umano, vincolandolo a non pochi elementi che non ha certo potuto scegliere?
“Solo l’anticipazione del senso – ha concluso – giustifica l’an­ticipazione della vita”. Solo la certezza che la vita sia un bene in sé legittima il dono di essa. Lo stesso vale per il Battesimo: la coscienza che esso sia un bene in sé per chi lo riceve non solo assolve i genitori dall’accusa di lesa libertà, ma li giudicherebbe se ne privassero coloro che amano così tanto.

giovedì 15 novembre 2012

Sacramenti

Con il termine Sacramenti si indicano i segni visibili efficaci della grazia invisibile di Cristo. In ciascuno di essi è lo stesso SignoreRisorto che opera attraverso il ministro, agendo nella vita del credente, che riceve il dono di una nuova dignità e di una nuova grazia santificante per opera dello Spirito Santo.
Dagli scrittori cristiani il termine latino sacramentum è stato adottato per rendere il gr. μυστήριον (mysterion, mistero), che significava ciò che è segreto e soprattutto, al plur., le iniziazioni religiose che imponevano il segreto nelle cerimonie e nelle dottrine, e quindi tutto il complesso dei riti che introducono nella vita della Chiesa e conducono alla salvezza, concetto che, nello sviluppo della riflessione religiosa, si precisa come segno visibile istituito da Cristo per comunicare la grazia derivante dalla sua stessa incarnazione, passione e morte.
"I sette sacramenti distesi nell'arco della vita dicono simbolicamente che tutta l'esistenza umana, dalla sua nascita al suo morire, è custodita da Dio. I sacramenti esprimono la cura di Dio per la vita umana: ci lava, ci profuma e ci nutre con i tre sacramenti dell'iniziazione cristiana; ci rende capaci di amore e dedizione nei due sacramenti del matrimonio e dell'ordine; ci medica nelle esperienze di fragilità morale, di malattia e di fronte alla morte (la confessione e l'unzione dei malati): lavati, profumati, nutriti, resi capaci di amare, presi in cura, accompagnati nel morire"
(E. Biemmi, Il secondo annuncio, p.82).

lunedì 5 novembre 2012

Eucaristia e liturgia

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Come mantiene Gesù questa promessa? Come è possibile per lui rendersi presente sempre e ovunque?
La risposta l’abbiamo proprio dalla solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo presente nel pane e nel vino offerti e celebrati in ogni Eucaristia (e dunque in ogni tempo e in ogni luogo).
Gesù con l’ultima cena inventa qualcosa di geniale: trasforma il rito della Pasqua e prende gli elementi più semplici e comuni di questa, il pane e il vino, per rendersi perennemente presente.
L’Eucaristia ha molteplici significati e aspetti che possono essere messi in rilievo e che sono tra loro strettamente intrecciati:
- è un BANCHETTO, una cena a cui sono invitati tutti i familiari stretti, chiamati a condividere nella gioia un pasto che unisca fraternità, comunione, cibo spirituale.

lunedì 22 ottobre 2012

IL SACRAMENTO della CRESIMA

"La Confermazione completa il Battesimo, perfeziona il cristiano. L’imposizione delle mani e l’unzione con il sacro crisma – l’olio santo di Cristo – sono i segni efficaci del dono dello Spirito Santo. Prima di segnare la vostra fronte col sacro crisma, stenderò le mani su tutti i cresimandi. È il gesto che ci viene da Gesù mediante gli apostoli. Con questo gesto è il Signore che prende possesso di voi, che vi protegge con la sua mano; è lui che vi guida, che vi manda in missione, come se vi dicesse: Non aver paura, Io sono con te. E per ciascuno di voi io pronuncerò le parole: Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono. Voi partecipate alla grazia di Gesù che a Nazaret diceva: Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione. Lo Spirito vi è stato dato perché tutto il vostro essere cristiano sia illuminato e fortificato. Sì, lo Spirito completa la vostra somiglianza con Cristo: vi segna profondamente con la sua impronta (con il segno della croce) come il bambino porta la somiglianza dei suoi genitori e voi sapete che la croce è il segno di Cristo. Esso (lo Spirito) diventa il vostro maestro interiore che vi apporta costantemente la luce di Cristo per guidarvi verso la verità tutta intera". Tutto questo non avviene passivamente, ma richieste la fede, la partecipazione sentita del cresimando”. (Giovanni Paolo II )

lunedì 24 settembre 2012

La relazione dei Sacramenti con il TRIDUO PASQUALE

Il giovedì santo Gesù nell’ultima cena, istituisce l’EUCARISTIA come MEMORIALE della sua imminente morte e Resurrezione (la vita donata come alimento spirituale).
Affida questo sacramento agli APOSTOLI rendendoli SACERDOTI (fate questo in memoria di me).
Secondo Giovanni l’ultima cena è anticipata dal gesto della LAVANDA dei PIEDI che permette di ricevere il suo corpo (dobbiamo lasciarci purificare).
Alla sua morte emise lo Spirito. Dal suo corpo crocifisso e aperto da una lancia scaturiscono SANGUE e ACQUA, segni del dono che il Crocifisso fa dell’Eucaristia (comunione, sacrificio e alleanza) e del Battesimo come ingresso alla nuova vita.
La sua morte accettata e offerta diventa il passaggio doloroso verso la Resurrezione: Gesù dà la forza di seguire con fede questo passaggio (Unzione degli Infermi).
Il BATTESIMO ci fa morire e vivere con Cristo Crocifisso e Risorto rendendoci nuove creature (“c’è un Battesimo che devo ricevere…”) e inserendoci nella realtà divina trinitaria.
- Il Risorto dona il suo SPIRITO (Cresima) e lo Spirito dona forza di testimonianza.
- Tutta la vita di Cristo può essere letta come atto d’amore verso l’umanità, consumato nel talamo della Croce (Gesù sposo della Chiesa e matrimonio come segno e strumento di tale amore: S.Paolo: “questo mistero è grande, lo dico in riferimento di Cristo e della sua Chiesa”).

mercoledì 12 settembre 2012

ESAME DI COSCIENZA

Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore”(Mt.22,37)
Riconosco veramente Dio come l’unico Signore della mia vita?
Mi intrattengo con lui nella preghiera soprattutto al mattino e alla sera e anche nelle varie circostanze della giornata? Vivo alla presenza di Dio cercando di trasformare ogni momento di lavoro, studio, tempo libero, divertimento…in una lode gioiosa a Lui?
Santifico il giorno del Signore, la domenica, con la partecipazione alla S.Messa?
Mi impegno a vivere secondo la Parola di Dio? La conosco? Cosa faccio per approfondire la mia formazione cristiana: la conoscenza della Sacra Scrittura, del Magistero della Chiesa?
“Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Mt.22,39)

martedì 11 settembre 2012

Cenni storici sul sacramento della Confessione

Tra tutti i sacramenti della Chiesa, la riconciliazione o confessione è forse quello che ha subito più trasformazioni lungo i secoli. E questo non è senza motivo. Da una parte vi è la fede della chiesa che crede e insegna di aver avuto il potere di perdonare i peccati, dall’altra il peccatore concreto con la sua storia, quindi non semplicemente una dottrina da applicare, ma una persona da accogliere, una prassi da inventare.
Nel Nuovo Testamento la prima, vera e più importante, e per alcuni l’unica, remissione dei peccati è il Battesimo: «
pentitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo per il perdono dei vostri peccati» (Atti 2,38) dice l’apostolo Pietro nel suo discorso la mattina di pentecoste. Nella professione di fede che recitiamo nella messa domenicale, diciamo di credere «in un solo battesimo per la remissione dei peccati». È nel Battesimo, dunque, che muore l’uomo vecchio con i suoi peccati e le sue concupiscenze e nasce l’uomo nuovo creato secondo Dio.
Il Battesimo, però, non va inteso in senso quasi magico che assicuri la salvezza senza un concreto impegno del credente reso possibile dal Battesimo.

lunedì 10 settembre 2012

IL PERDONO e il Sacramento della Riconciliazione

PER UNA GRAMMATICA DEL PERDONO
di Gianfranco Ravasi, L'Osservatore Romano 21.4.11
«Dio vi perdoni, io non posso»: così avrebbe dichiarato Elisabetta I (1533-1603) (…). Un concetto che sarebbe stato formalizzato in un assioma dal poeta inglese Alexander Pope: «Errare è umano, perdonare è divino». (…) Che la misura dell’autenticità del perdonare sia nel dimenticare fa parte di una convinzione popolare, espressa mediante proverbi e aneddoti anche ironici come questo attribuito allo scrittore statunitense Mark Twain: «Perché continui a parlare dei miei errori passati? - chiese il marito -. Ero convinto che tu ormai avessi perdonato e dimenticato! La moglie replicò: “Ho, sì, perdonato e dimenticato. Ma voglio essere sicura che tu non dimentichi che ho perdonato e dimenticato!”».