Noi leviamo il capo, però, all’amore che non è amato, quello del Cristo, di Andrea Lonardo
Bacio di Giuda, Sant'Angelo in Formis, Foto Bruno Brunelli
Giuda è inutile. Se Giuda non avesse tradito il suo Maestro, Gesù sarebbe stato comunque catturato e ucciso, perché il Sinedrio così aveva già deciso. Giuda è servito solo per un lavoro appena un po’ più “pulito”: una cattura lontano dal clamore della folla, senza il rischio che qualcuno potesse creare problemi all’arresto: «non durante la festa» (Mc 14,2). Giuda è servito solo a trovare “il momento opportuno”, il momento tranquillo (Mc 14,11).
Perché allora tanto inchiostro e tante sequenze cinematografiche, tante speculazioni e dietrologie, per affermare che egli fosse predestinato, che egli avesse un motivo, che egli fosse inconsapevole e pur sempre amico e non vero traditore? La risposta è semplice, evidente. Perché giustificando Giuda ognuno cerca di giustificare se stesso. Se Giuda avesse avuto un motivo e delle attenuanti per essere scusato di ciò che ha fatto, ecco che si potrebbe e dovrebbe difendere colui che non ha onorato la parola data, ecco che sarebbe in fondo normale da parte di chi lavora non eseguire a regola d’arte ciò per cui si è pagati, ecco che si potrebbe in qualche modo giustificare il marito che ha tradito la moglie perché, in fondo, è lei che ha sbagliato. In Giuda è come uno specchio: riflette ciò che ognuno pensa del peccato. Giuda ci dice se pensiamo che il peccato debba essere evitato o, in fondo, abbia sempre una qualche scusante.