Non è una fatalità; non è un castigo; ma viene dall'amore e porta all'amore
di p. Bartolomeo Sorge, http://www.aleteia.org/it/religione/contenuti-aggregati/la-sofferenza-un-bene-o-un-male-per-luomo-1-5857269510045696
La sofferenza è compagna inseparabile di ogni esistenza umana. C'è la sofferenza fisica del corpo, con l'esperienza della malattia, del deperimento organico, della morte. C'è la sofferenza morale dell'anima, più dilaniante di quella fisica, causata dall'ingratitudine, dall'abbandono, dal tradimento, dall'emarginazione, dal disprezzo e ancor più dalle proprie colpe. C'è la sofferenza psicologica, che spesso fa da corollario al dolore fisico e al dolore morale e si manifesta sotto forma di tristezza, delusione, pessimismo, scoraggiamento, depressione. Talvolta, poi, queste diverse forme di sofferenza si sovrappongono una all'altra fino a trasformarsi in veri e propri flagelli sociali, come nel caso delle calamità naturali, delle epidemie, delle catastrofi, della fame e della guerra. Che dire dello sterminio di milioni di ebrei nei lager nazisti, delle bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki, delle pulizie etniche, della sopraffazione di milioni di bambini innocenti? Tutte queste forme di sofferenza non sono altro che aspetti particolari del problema più generale del «male», che consiste nell'essere privati di un bene, del quale invece si dovrebbe disporre secondo l'ordine normale delle cose.
Di fronte a questi drammi, la ragione umana non può fare a meno d'interrogarsi: perché il male, perché la sofferenza? Se esiste un Dio buono e onnipotente, perché non interviene? Dov'era Dio ad Auschwitz?
Di fronte a questi drammi, la ragione umana non può fare a meno d'interrogarsi: perché il male, perché la sofferenza? Se esiste un Dio buono e onnipotente, perché non interviene? Dov'era Dio ad Auschwitz?