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sabato 2 marzo 2013

LA CHIESA NEL CINEMA


IL VILLAGGIO DI CARTONE Consigliabile/problematico/dibattiti **
regia :Ermanno Olmi (2011)
Un luogo periferico, da qualche parte nell'Italia di oggi. Una vecchia chiesa viene dismessa. Gli operai lavorano per staccare quadri, togliere addobbi, smontare oggetti sacri. L'anziano parroco osserva tra incredulità e sgomento. Il suo sguardo è levato "...verso il culmine del presbiterio dove la sparizione del Grande Crocefisso è il compimento ultimo dell'atto sacrilego(...). Tuttavia, di fronte allo scempio della sua chiesa, il prete avverte l'insorgere di una percezione nuova che lo sostiene...Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e derelitti".
IL RITO
Complesso/superficialità
regia :Mikael Hafstrom (2011)
Arrivato a Roma per studiare in Vaticano storia e pratica degli esorcismi, il seminarista americano Michael Novak viene indirizzato ad incontare padre Lucas. Sacerdote con lunga esperienza in questo delicato ambito, padre Lucas intuisce ben presto di avere di fronte un giovane profondamente scettico e pieno di dubbi, portato ad affidarsi più alla psicologia che all'esotersimo.
HABEMUS PAPAM
Complesso/superficialità
regia :Nanni Moretti (2011)
Riunito per eleggere il nuovo Pontefice, il Conclave, dopo alcune fumate nere, sceglie il cardinal Melville, il quale accetta ma, al momento della proclamazione ufficiale davanti ai fedeli, cade preda di dubbi e fortissime ansie. Per aiutarlo ad uscire dal forte stato depressivo, i Cardinali si rivolgono al prof. Brizzi, da tutti ritenuto il miglior psicanalista in circolazione. Succede che un giorno il neo eletto, uscito con la scorta dal Vaticano, riesce a far perdere le proprie tracce, e per alcuni giorni gira per Roma, finendo con l'intrufolarsi in una compagnia di attori.
UOMINI DI DIO
Raccomandabile/poetico/dibattiti * * *

giovedì 13 dicembre 2012

Famiglia (2): un film (Fireproof) e un libro (Sposati e sii sottomessa)


IL FILM: FIREPROOF
"Fireproof": un film che esalta l’unità matrimoniale educando all’amore.
Fireproof: la prova del fuoco per i matrimoni
C’è un film del 2010 intitolato
Fireproof, diffuso in Italia solo in edizione home video, ma che ha avuto un successo strepitoso negli Stati Uniti. I suoi effetti sono stati prodigiosi visto che molte coppie in procinto di separarsi ci hanno ripensato dopo aver visto il film.
Fireproof diretto dal regista americano Alex Kendrick, racconta di Caleb Holt, un capitano dei vigili del fuoco, che svolge un lavoro eroico. Nella vita privata però Caleb incontra molte difficoltà. Dopo sette anni di matrimonio, il suo rapporto con la moglie Catherine sta fallendo. I due non si comprendono più, si accusano l’un l’altro, sembrano aver perso la fiducia e l’amore che li ha portati a sposarsi. Caleb sostiene che Catherine è troppo sensibile e non mostra rispetto per lui. Catherine invece racconta ai suoi colleghi di ospedale che suo marito è insensibile e non comprende le sue necessità ed è per questo che vuole chiedere il divorzio. I genitori di Caleb sono preoccupati: dicono al figlio di non rassegnarsi e gli propongono di iniziare un percorso di 40 giorni composto da buone azioni quotidiane. Si comincia dal lavare i piatti, poi comprare fiori e regali per la moglie, rifare i letti, cucinare per la cena, invitare la moglie al ristorante, curarla, accudirla, prestarle amorevole attenzione. Caleb comincia a capire che amare significa vincere l’egoismo e prendersi cura di sua moglie.

venerdì 7 dicembre 2012

Giovani al cinema

SCHEDA su: Come te nessuno mai

 L’attino fuggente
Il celebre film del 1989 L’attimo fuggente, di cui è protagonista un Robin Williams in grande forma è ambientato negli Stati Uniti, nel 1959.
La meglio gioventù
Uno sguardo adulto ma nostalgico degli anni giovanili. È un film del 2003, diretto da Marco Tullio Giordana. Racconta trentasette anni di storia italiana, dall'estate del 1966 fino alla primavera del 2003, attraverso le vicende di una particolare famiglia.
Notte prima degli esami
L’esame di maturità per i giovani è anche l’esame della vita perché apre una finestra su un mondo duro e difficile.
Scoprendo Forrester
Jamal Wallace, sedici anni, è nato e cresciuto nel Bronx. Per scommessa s’intrufola in casa di un anziano solitario e misterioso, che passa le giornate alla finestra, ad osservare i ragazzi del quartiere che giocano a basket.
Tre metri sopra il cielo
Il primo amore non si scorda mai.
Una pellicola fatta apposta per appagare le nostalgie di un pubblico giovanile.
Voglio Essere Profumo
Una domanda di senso e di comprensione della propria esistenza.
Asfalto rosso
Storia di un branco dedito all'alcool e alle gare d'auto clandestine.

venerdì 23 novembre 2012

Vita eterna al cinema (Hereafter e altri)


IL FILM. HEREAFTER
Eastwood raccoglie la sfida di confrontarsi con il tema dell'aldilà 
di Gaetano Vallini,  
Ci sono film che colpiscono pur lasciando interdetti. Da una parte intrigano, raccontando belle storie e toccando le corde giuste, dall'altra inducono qualche perplessità, perché sembrano interlocutori, in qualche modo imperfetti. È il caso di Hereafter, l'ultimo lavoro di Clint Eastwood in cui s'interroga su cosa c'è dopo la morte, spingendo gli spettatori a porsi la sua stessa domanda. E la risposta suggerita - in realtà non proprio convinta e definitiva - è che la morte non è la fine di tutto, ma che esiste un luogo, una dimensione in cui si trasmigra, con la quale peraltro qualcuno riesce a stabilire un contatto sia pure flebile e transitorio. Una tesi consolatoria per chi resta e di speranza per chi se ne va. Ma a Eastwood la fede sembra non interessare. Nel suo aldilà non appare nulla di religioso o di mistico. È un luogo asettico, indefinito e indefinibile, rappresentato così come viene descritto da quanti sostengono di aver vissuto esperienze di pre morte. Nulla di più?
Il film, dai forti e accattivanti richiami dickensiani, racconta in parallelo le storie di tre persone toccate in vario modo dalla morte e che attraversano un periodo di grande solitudine. (…)

giovedì 30 agosto 2012

FILM sulla Shoah


Il bambino con il pigiama a righe di Mark Herman (2008) Gran Bretagna
Tratto dal romanzo omonimo di John Boyne (ed. BUR, 2008)

Germania, anni '40. Bruno è un tranquillo bambino di otto anni che vive con la sua famiglia a Berlino. Quando suo padre, un ufficiale nazista molto apprezzato dai superiori, viene promosso con un nuovo incarico, Bruno, con suo grande disappunto, è costretto a trasferirsi con la famiglia in una desolata zona di campagna. Giunto nella nuova casa, il cambiamento per Bruno si rivela ancor più difficile del previsto. Solo e senza amici, ignorato anche dalla sorella Gretel, più interessata alla compagnia del giovane tenente Kotler, Bruno è sempre più triste e annoiato. Un giorno, spinto dalla curiosità e ignorando le indicazioni della madre che gli proibisce di esplorare il giardino dietro casa, Bruno si avvicina al recinto di filo spinato che divide la sua abitazione da una strana fattoria i cui residenti indossano un pigiama a righe.  

INOLTRE: 

· Il diario di Anna Frank
di George Stevens[1959] - 180 minuti, Usa

Film pluripremiato ( tre Oscar e premio Pulitzer al soggetto) ripercorre, adattandola al grande schermo, la vera storia di Anna Frank - morta nel campo di concentramento di Bergen Belsen - nell'Olanda occupata dalle forze naziste. 

· Schindler's list
di Steven Spielberg [1993] - 195 minuti, Usa

La più nota e la più intensa opera cinematografica dedicata alla Shoah. È l'incredibile storia di Oskar Schindler, avido industriale tedesco che, nel pieno dell'orrore nazista, salvò dallo sterminio oltre mille ebrei. 

· Il pianista
di Roman Polanski [2002] - 148 minuti, Polonia

Palma d'oro a Cannes tratto dall'opera autobiografica di Szpilman (1911-2000), il regista polacco affronta il lutto inevitabile per ogni ebreo polacco, l'olocausto nella Varsavia bellica. E' la risposta di come sia possibile ancora l'arte dopo l'orrore dimostrando la possibilità di raccontare la tragedia personale del più grande pianista polacco dell'epoca che si salva grazie alla musica di Chopin.  

· La vita è bella
di Roberto Benigni [1997] - 120 minuti, Italia

Premiato con l'Oscar come miglior straniero è una delle poche opere che volge alla commedia per trattare il tema dell'odio razziale e della Shoah. È la storia di Guido (ebreo), Dora e Giosuè, il figlio nato dall'allegro amore dei due. Deportati dall'Italia fascista in un campo di concentramento del Terzo Reich, la cupa quotidianità del campo agli occhi del piccolo Giosuè è filtrata dal padre.  

· Train de vie (Un treno per vivere)
di Radu Mihaileanu [1998] - 103 minuti, Francia

Altro film in grado di affrontare il male assoluto cercando di alleggerirlo ed esorcizzarlo senza banalizzarlo. E' la storia degli abitanti di un piccolo villaggio francese, Schlomo, che cerca la fuga dai rastrellamenti nazisti mettendo in scena un viaggio della salvezza con tanto di finti deportati e nazisti.  

· Arrivederci ragazzi ( Au revoir les enfants)
di Louis Malle [1987] -104 minuti, Francia / Germania Ovest

Premiato con il Leone d'Oro alla Mostra di Venezia, è ambientato nel Collegio del Bambin Gesù di un piccolo villaggio francese, dove, sotto mentite spoglie, trovano rifugio alcuni giovani ebrei. Tra di loro nasce un rapporto di complicità ed amicizia così come per Jean, e un suo sodale francese. La soffiata ai nazisti da parte di un inserviente, però, interromperà quel sentimento: il destino dei ragazzi ebrei si compirà in un lager.  

· Kapò
di Gillo Pontecorvo [1960] - 116 minuti, Italia

Tra i primi film italiani sulla Shoah peraltro d'autore. È la storia di una giovanissima ragazza ebrea, Edith, e del suo tentativo di sfuggire al destino per lei segnato in un lager nazista.