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giovedì 6 febbraio 2014

La denuncia e l'ingerenza(E. Bianchi)

ENZO BIANCHI, priore di BoseLa Repubblica, 6 febbraio 2014
di ENZO BIANCHI

Solo un anno fa, alla vigilia delle inattese dimissioni di Benedetto XVI, la chiesa cattolica era nel mezzo della bufera a causa da un lato della progressiva e sempre più drammatica emersione dello scandalo degli abusi su minori commessi da suoi membri e, d’altro lato, dell’intrecciarsi di questa piaga con vicende finanziarie e intrighi curiali tutt’altro che cristallini quando non penalmente rilevanti.
Attendersi che un cambio di pontefice – per quanto sorprendente per diversità di stile e di approccio pastorale – fosse sufficiente per completare l’opera di risanamento avviata da benedetto XVI e per rendere giustizia di decenni di silenzi e sottovalutazione della gravità dei comportamenti era sintomo perlomeno di ingenuità se non di volontà di rimozione affrettata della questione.

sabato 28 dicembre 2013

Chiesa e pedofilia (Introvigne)

1.      Antefatto (ovvero: quando la storia insegna)
Ci sono casi di abusi sessuali che vengono alla luce ogni giorno contro un gran numero di membri del clero cattolico. Purtroppo non si può più parlare di casi individuali ma di una crisi morale collettiva che forse la storia culturale dell’umanità non ha mai conosciuto in una dimensione così spaventosa e sconcertante. Numerosi sacerdoti e religiosi sono rei confessi. Non c’è dubbio che le migliaia di casi venuti a conoscenza della giustizia rappresentino solo una piccola frazione dell’ammontare autentico, dal momento che molti molestatori sono stati coperti e nascosti dalla gerarchia”.
Un editoriale del New York Times del 2010? No: un discorso del 28 maggio 1937 di Joseph Goebbels (1897-1945), ministro della propaganda del Terzo Reich. La data è importante: il 10 marzo 1937 con l’enciclica Mit brennender Sorge papa Pio XI (1857-1939) condanna l’ideologia nazista. Alla fine dello stesso mese il Ministero della Propaganda guidato da Goebbels lancia la campagna contro gli abusi sessuali dei sacerdoti. 276 religiosi e 49 sacerdoti secolari sono arrestati nel 1937. Gli arresti si susseguono in tutte le diocesi tedesche, in modo da tenere gli scandali sempre sulla prima pagina dei giornali.
Dei 325 sacerdoti e religiosi arrestati dopo l’enciclica solo 21 sono condannati. È pressoché certo che fra questi ci siano degli innocenti calunniati. Quasi tutti finiranno nei campi di sterminio, dove molti moriranno.

martedì 23 aprile 2013

Chiesa e pedofilia (Introvigne)


1. Antefatto (ovvero: quando la storia insegna)

Ci sono casi di abusi sessuali che vengono alla luce ogni giorno contro un gran numero di membri del clero cattolico. Purtroppo non si può più parlare di casi individuali ma di una crisi morale collettiva che forse la storia culturale dell’umanità non ha mai conosciuto in una dimensione così spaventosa e sconcertante. Numerosi sacerdoti e religiosi sono rei confessi. Non c’è dubbio che le migliaia di casi venuti a conoscenza della giustizia rappresentino solo una piccola frazione dell’ammontare autentico, dal momento che molti molestatori sono stati coperti e nascosti dalla gerarchia”.
Un editoriale del New York Times del 2010? No: un discorso del 28 maggio 1937 di Joseph Goebbels (1897-1945), ministro della propaganda del Terzo Reich. La data è importante: il 10 marzo 1937 con l’enciclica Mit brennender Sorge papa Pio XI (1857-1939) condanna l’ideologia nazista. Alla fine dello stesso mese il Ministero della Propaganda guidato da Goebbels lancia la campagna contro gli abusi sessuali dei sacerdoti. 276 religiosi e 49 sacerdoti secolari sono arrestati nel 1937. Gli arresti si susseguono in tutte le diocesi tedesche, in modo da tenere gli scandali sempre sulla prima pagina dei giornali.
Dei 325 sacerdoti e religiosi arrestati dopo l’enciclica solo 21 sono condannati. È pressoché certo che fra questi ci siano degli innocenti calunniati. Quasi tutti finiranno nei campi di sterminio, dove molti moriranno.

2. Le due gambe malate: il “panico morale” e il dramma reale

lunedì 4 marzo 2013

CHIESA e PEDOFILIA


Chiesa perseguitata e chiesa infedele. Riflessioni in margine allo scandalo della pedofilia

Tempi difficili per la Chiesa, ma quali non lo sono stati?
Da sempre la Chiesa si è dovuta confrontare con nemici e denigratori, persecutori ed indifferenti. Da sempre, già ai tempi di Gesù, ha dovuto fare i conti con l’infedeltà, il tradimento e l’ipocrisia di chi ne fa parte.
Anche lo scandalo della pedofilia si gioca su questi due fronti: quello della Chiesa perseguitata e quello della Chiesa infedele e peccatrice.
E’ indubbio che i “nemici” della Chiesa si trovino, anche in questo caso, fuori e dentro la Chiesa stessa: sono presenti tra gli operatori dei mass-media che hanno gonfiato a dismisura questo scandalo fino a cercare, in tutti i modi, di coinvolgere lo stesso Pontefice. Come mai, dovremmo chiederci, ci si accanisce in questo modo e quasi esclusivamente sulla Chiesa, quando solo una piccola percentuale di essa (anche se enorme è il crimine commesso) è coinvolta da tali scandali e la stragrande maggioranza è sempre in prima linea lì dove l’umanità è malata, ferita, offesa, perseguitata ed oppressa? Come mai solo la Chiesa è processata sommariamente dai mass-media quando percentuali ben più significative e gravi di abusi riguardano gli operatori scolastici e, in particolare, gli stessi familiari?