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venerdì 10 gennaio 2014

Pace e teologia

l frequente riferimento del magistero e dei credenti alla pace mostra, talora, una scarsa profondità teologica. Il saggio di E. Benvenuto attraversa la storia della teologia e gli scritti più recenti (Jüngel, Molari, Moltmann, Westermann, Weizsäcker, ecc.) per cogliere diversità e consonanze.
Pace e teologia
di Eduardo Benvenuto da Il Regno-attualità, n. 10, 1990, pp. 312-32
 
Il frequente riferimento del magistero e dei credenti alla pace mostra, talora, una scarsa profondità teologica. Il saggio di E. Benvenuto attraversa la storia della teologia e gli scritti più recenti (Jüngel, Molari, Moltmann, Westermann, Weizsäcker, ecc.) per cogliere diversità e consonanze.
La tradizione protestante colloca la pace cristiana non nel progetto storico, ma nella radice della persona. Essa è corpo della verità di Cristo.
Fra la linea interpretativa greco-romana e quella ebraica la proposta di pace del Cristo è
«irrinunciabile contestazione di ogni lungimirante promessa di pace... a sostegno di un progetto umano, per quanto ragionevole e pio».
La conseguente linea del martirio. Gli esempi di Francesco, Bartolomeo de Las Casas, Francisco de Victoria, Erasmo da Rotterdam. La pace è martirio accolto senza riserve e testimonianza disarmata.
1. Dalla pace come «progetto» alla pace come «verità»