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venerdì 12 febbraio 2016

La sfida sul matrimonio dei cristiani

Il tesoro e la cretaIl tesoro e la creta

di Aristide Fumagalli, Queriniana 2014, pp. 176, 12 euro 

La prima impressione ricevuta dalla lettura di questo importante saggio, è che l’autore abbia voluto innanzitutto mostrare il suo equilibrio e “imparzialità” nel ragionare su una questione ampiamente dibattuta e motivo di una profonda scissione tra i (teologi) cattolici: ammettere, nel nome della misericordia, i divorziati risposati ai sacramenti o negare questa possibilità in nome della dottrina?

E’ chiaro che l’autore propenda per la prima posizione, ma lo fa pacatamente, ragionando dei pro e dei contro, lasciando che anche i “contrari” possano sentirsi compresi e coinvolti dalle sue riflessioni.

Se al cuore del libro (in realtà nelle sue conclusioni) c’è questa questione scottante, l’autore, giovane ma già noto moralista milanese, parte da più lontano: dalla considerazione paolina di essere vasi di argilla che contengono un tesoro (cfr. 2 Cor 4,7) all’ “Inquadratura” (primo momento) della situazione presente. Passa poi ad una “Messa a fuoco” (secondo momento) dello sviluppo della dottrina tradizionale sul matrimonio, per indicare poi delle “Prospettive” (terzo momento) che salvaguardino la continuità col passato e, nello stesso tempo, si aprano alle nuove sfide pastorali. 

giovedì 14 maggio 2015

Per una cultura della misericordia (W. Kasper)

Walter Kasper 
Da: Misericordia. Concetto fondamentale del Vangelo - Chiave della vita cristiana, Queriniana 2013, pp. 268-303
Grandezza e limiti del moderno stato sociale
Gesù Cristo ha mandato i suoi discepoli e la chiesa nel mondo. La chiesa non può perciò limitarsi, con il suo messaggio della misericordia, al campo personale individuale e alla sfera intraecclesiale; non può, per così dire, ritirarsi in sacrestia, ma deve essere lievito, sale e luce del mondo (cf. Mt 5,13s.; 13,33) e impegnarsi per la vita del mondo. Essa non possiede però alcuna competenza specifica per le questioni tecniche di politica economica e sociale. Le questioni dell'ordinamento economico e sociale posseggono infatti una legittima e oggettivamente fondata autonomia; competenti in esse non sono i teologi, ma in primo luogo dei laici specificamente preparati [1].
Sarebbe naturalmente sbagliato pensare che, nel caso dell'ordinamento economico e sociale, si tratti solo di questioni oggettive tecniche; si tratta di persone, dell'organizzazione e della cultura di una vita umana, di una convivenza umana e, in molti casi, di sopravvivenza umana. Il pane per vivere è vitalmente necessario, ma l'uomo non vive di solo pane. L'uomo è qualcosa di più di quello che mangia. Egli ha bisogno di calore umano e dipende dal fatto che gli altri si comportino almeno con un po' di misericordia con lui. L'attuale predominante economicizzazione del sociale significa perciò un'amputazione e una riduzione dell'uomo. Quando ciò avviene, una società perde la sua anima e si riduce a un sistema senz'anima.

mercoledì 25 marzo 2015

L’infanzia di Gesù di J. Ratzinger-Benedetto XVI. Appunti di Andrea Lonardo

http://www.gliscritti.it/blog/entry/3056

1/ «Di dove sei tu?» (Gv 19,9)

«Colpisce che Matteo e Luca concordino [nelle rispettive genealogie di Gesù] soltanto su pochi nomi, non abbiano in comune nemmeno quello del padre di Giuseppe. Come spiegare questo? A prescindere da elementi tratti dall’Antico Testamento, ambedue gli autori hanno lavorato con tradizioni le cui fonti non siamo in grado di ricostruire. Ritengo semplicemente inutile avanzare delle ipotesi al riguardo. Per entrambi gli evangelisti non contano i singoli nomi, bensì la struttura simbolica in cui appare la collocazione di Gesù nella storia: il suo essere intrecciato nelle vie storiche della promessa e il nuovo inizio che, paradossalmente, insieme con la continuità dell’agire storico di Dio, caratterizza l’origine di Gesù»[1].
Il III volume della trilogia su Gesù di Nazaret scritto da J. Ratzinger-Benedetto XVI[2] si apre subito utilizzando congiuntamente i diversi Vangeli e mettendone in rilievo i tratti comuni. Le genealogie di Matteo e Luca, pur molto diverse, vogliono entrambe sottolineare che Gesù viene “da molto lontano”.
Il primo capitolo del volume, infatti, si intitola «Di dove sei tu?» (Gv 19,9) e ricorda come i Vangeli segnalino sia i dati certi delle origini di Gesù, sia la consapevolezza dei suoi ascoltatori di essere alla presenza di un “mistero” ben più grande di una qualsivoglia esistenza nata nel tempo.
I Vangeli dell’Infanzia (Mt 1-2 e Lc 1-2) insegnano che di Gesù, infatti, si sanno tante cose. Si sa, ad esempio, che ha vissuto da bambino a Nazaret:
«Si sa, appunto, benissimo chi è Gesù e di dove viene: è uno tra gli altri. È uno come noi. La sua pretesa non può essere presunzione. Si aggiunge poi il fatto che Nazaret non era luogo per il quale esisteva una tale promessa»[3].

domenica 15 marzo 2015

Cosa intende la Chiesa quando parla di “inclinazione disordinata”

Philippe ArinoVi è una diffusa incomprensione su ciò che la Chiesa Cattolica insegna in materia di attrazione per lo stesso sesso. Purtroppo questo equivoco causa spesso isolamento per gli uomini e le donne cattolici che lottano con la propria identità sessuale e si sentono allontanati in un difficile momento della loro vita, quando invece necessitano dell’amore del popolo di Dio.
Una precisazione della posizione della Chiesa in tema di omosessualità è stata offerta da Arland K. Nichols, fondatore e presidente del “John Paul II Foundation for Life and Family”. Nichols ha giustamente preso spunto dal Catechismo e dal documento sulla «cura pastorale delle persone omosessuali» approvato ufficialmente da Giovanni Paolo II e realizzato dal cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

lunedì 24 novembre 2014

Proteggere il matrimonio

L’INTENZIONE POSITIVA
I sostenitori del matrimonio omosessuale si appellano a più di una intenzione positiva: combattere l’emarginazione, promuovere la cultura dell’uguaglianza, favorire i legami umani. Se permettere di sposarsi solo a un uomo e a una donna fosse una forma di discriminazione, che sulla base di un pregiudizio irrazionale esclude quanti non sono conformi alla maggioranza sociale, allora non c’è dubbio che ci troveremmo davanti a una proibizione sbagliata. Parimenti, se lo scopo del matrimonio fosse soltanto quello di promuovere e di incoraggiare i legami tra le persone, allora anche il matrimonio omosessuale assolverebbe questo compito e non ci sarebbe nessun motivo di escludere né gli omosessuali né altre categorie di adulti che conducano una relazione seria. Se l’intenzione che sta dietro alla richiesta di introdurre il matrimonio omosessuale fosse di incoraggiare questo tipo di rapporto amorevole, devoto, duraturo, è chiaro che si tratterebbe di un’intenzione positiva. Il punto è che ci sono altri, più importanti, aspetti da tenere in considerazione.

venerdì 14 marzo 2014

Misericordia e verità

di Walter Kasper, L’OSSERVATORE ROMANO, 12.3.14

In preparazione al sinodo sulla famiglia

«Il tema del processo sinodale, “Sfide pastorali sulla famiglia nel contesto della evangelizzazione”, indica con evidenza che le questioni pastorali pressanti possono essere trattate non in modo isolato, ma soltanto sulla base e nel contesto complessivo del vangelo e del compito di evangelizzare, comune a tutti i battezzati. Perciò nella discussione dovrebbero partecipare, non ultimi, cristiani che vivono in situazioni familiari e talvolta in situazioni familiari difficili». Così il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, nella premessa al libro Il vangelo della famiglia (Brescia, Queriniana, 2014, pagine 78, euro 9) che contiene la sua relazione introduttiva al concistoro del 20 e 21 febbraio scorsi e due testi inediti che riportiamo quasi per intero. «La pubblicazione - spiega il cardinale sempre nella premessa - non intende anticipare la risposta del Sinodo. Essa vuole piuttosto confrontarsi con le domande e preparare basi per discuterne. A una risposta, che speriamo unanime, possiamo giungere solo attraverso la comune riflessione sul messaggio di Gesù, attraverso uno scambio - disponibile all’ascolto - di esperienze e argomentazioni, e soprattutto attraverso la comune preghiera per ricevere lo Spirito santo di Dio».

giovedì 21 novembre 2013

CATECHESI (Dizionario)

CATECHESI. Il secondo annuncio (E.Biemmi)
“Abbiamo bisogno di mappe
e non sappiamo ancora che la migliore
si costruisce strada facendo,
nel mentre andiamo edificando
quello che ancora ben non sappiamo”
(Duccio Demetrio)

Tre quarti dei catechisti italiani sono depressi, serpeggia nelle nostre comunità un senso di stanchezza e di sfiducia per questo tempo, quasi che ci fosse un tempo più adatto al vangelo di un altro. In una tavoletta assiro-babilonese, risalente a circa tremila anni fa è scritto: “La gioventù di oggi è corrotta nell’anima, è malvagia, empia, infingarda. Non potrà mai essere ciò che era la gioventù di una volta e non potrà mai conservare la nostra cultura”.
La gioventù di oggi è bella, certamente fragile ed esposta, ma carica di attese, di domande, di speranze. Tutti cerchiamo strade per vivere la nostra vita con umanità e senso, con o senza la fede.

C’è un mondo che se n’è andato, ma
-          rimane stabile la stessa forma di catechesi ( di impianto scolastico, preoccupandosi della trasmissione di una serie di contenuti per conoscere bene ciò in cui già si crede);
-          a servizio di un particolare dispositivo di iniziazione cristiana (indirizzato ai piccoli e tutto orientato a ricevere i sacramenti);
-          dentro uno specifico modello di parrocchia (una agenzia di servizi di stampo tridentino, incentrato sulla figura del parroco, che ha come compito essenziale la “cura delle anime” attraverso la predicazione, la catechesi…e tutti quei servizi che nutrono la fede della gente…per gente già credente!).

Tre grembi naturali di generazione della fede

martedì 29 gennaio 2013

FEDE e CALCIO: gli atleti di Cristo e il libro di Cavani


Libri, Cavani, "Quello che ho nel cuore - Vita, calcio e fede

"Considero un privilegio poter utilizzare la mia popolarità di calciatore per testimoniare della mia fede pubblicamente e con notevole risonanza mediatica".

Edinson Cavani, 24enne bomber del Napoli delle meraviglie, protagonista assoluto di una stagione esaltante e straordinaria per gol e prodezze, non nasconde le ragioni della sua maturazione personale e professionale.

Il mio segreto? Credere in Dio come guida della mia vita. Lui è la mia fede e la mia risorsa". Cavani fa parte da qualche anno del movimento di ispirazione evangelico pentecostale Atleti di Cristo, come Kakà, Nicola Legrottaglie e Felipe Melo, per citare solo alcuni dei calciatori che giocano o hanno giocato nel nostro campionato. Tante voci per un unico messaggio: aprite il cuore e seguite gli insegnamenti di Gesù Cristo, la vostra esistenza cambierà in meglio. L'attaccante uruguaiano lo ripete più volte nelle 86 pagine che danno forma al libro "Quello che ho nel cuore - Vita, calcio e fede",  un'autobiografia che racconta l'uomo prima del giocatore. 

domenica 13 gennaio 2013

Giovani e sessualità (2): riflessioni e un libro


Gli studiosi di cose umane affermano che l’innamoramento è una fase “patologica” dove tutto appare bello e piacevole e si crede che duri per sempre. Per questo l’innamoramento viene definito “irrazionale e involontario”. L’amore invece viene definito “volontario e ragionevole”. Il passaggio dall’innamoramento all’amore è analogo al passaggio dall’infanzia - adolescenza alla fase della vita adulta… dove si è consapevoli che tutto non sarà sempre bello e piacevole, tuttavia sarà sempre ragionevolmente possibile abbracciarlo realisticamente per sempre. La parola “amore”, etimologicamente deriva dal latino “a-mors” (non-morte).
E’ meglio “sfogare l’energia istintiva”, quale essa sia, o “dominare l’energia istintiva” finalizzandola ad un progetto? Gandhi affermava: “Ho imparato, dopo amare esperienze, a preservare la mia rabbia e (ho scoperto che) come il calore che non si disperde si trasforma in energia, così la mia rabbia, dominata, si trasforma in forza capace di muovere il mondo”.
Il sesso sta all’amore come la scintilla al falò che ha acceso” (Carrel): il “sesso” sarebbe la scintilla iniziale che accende una relazione. Cosa decidi di fare con questa “scintilla”? Accendere un amore (finalità di natura antropologica) o incendiare una foresta per friggerti due uova (motivazione irrefrenabile senza congruo progetto) ?
Da “stimoli per i lavori di gruppo” di Gigi Avanti, http://gigiavanti.com/

CITAZIONI
  “Non è molto intelligente voler provare cos’è la morte con un lungo sonno; né è cosa più saggia pretendere di sperimentare l’unione coniugale senza prima entrare nel matrimonio”. (Bovet)
“Il sesso da solo è l’amore del niente”. ( Marco Masini, cantautore)
  “Ci sono soltanto due modi di vivere la propria vita. L’una è viverla come se nulla fosse un miracolo. L’altra è viverla come se tutto fosse un miracolo”: (Einstein)
“Se l’aver mangiato un frutto ha rovinato l’umanità, la salvezza sarà nell’atteggiamento contrario, nel guardare un frutto senza mangiarlo”. (Weil) 

IL LIBRO: Gimmi Rizzi, Voglio imparare ad amare. Preadolescenti dentro il labirinto dell'affettività e sessualità, Elledici, 2005, p.88, 7 euro.

giovedì 3 gennaio 2013

GESU’ di NAZARET secondo Benedetto XVI


La Parola spezzata per tutti
La Stampa, 2 aprile 2011
di Enzo Bianchi
E voi, chi dite che io sia?”. A questa domanda di Gesù, è Pietro, voce unificante del gruppo degli apostoli, a rispondere,: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente” (Mt 16,15-16). Se ci pensiamo bene, è proprio innanzitutto a questo interrogativo essenziale che il successore di Pietro è chiamato in ogni tempo e ancora oggi a rispondere, facendosi interprete della fede della chiesa tutta. Ed è quanto papa Benedetto XVI fa anche con la seconda parte della sua opera su Gesù di Nazaret, affrontando la vicenda di Gesù e della fede dei discepoli “dall’ingresso in Gerusalemme fino alla risurrezione”. Come già per la prima parte di quest’opera di ampio respiro, l’approccio mira a far emergere quel consenso ecclesiale, quel sensus fidei nel leggere la figura di Gesù che ha attraversato la storia della chiesa e che, nel corso dei secoli e fino ai decenni più recenti, ha saputo far tesoro di studi, commenti, interpretazioni, metodologie anche assai diverse tra loro. Qualcuno si è chiesto se vale la pena che un papa metta tante energie nello scrivere libri, magari sottraendo tempo al suo “governo”, pensato secondo i criteri politici di tutti i governi del mondo. Ma Benedetto XVI fa ciò che gli compete ed è decisivo per il suo ministero petrino: confermare la fede in Gesù Cristo. Questo è l’insegnamento determinante per un papa: perciò un atto deliberatamente non magisteriale come il libro, è tuttavia una confessione di fede fatta dalla chiesa oggi, in sinfonia con la grande tradizione cattolica.

giovedì 13 dicembre 2012

Famiglia (2): un film (Fireproof) e un libro (Sposati e sii sottomessa)


IL FILM: FIREPROOF
"Fireproof": un film che esalta l’unità matrimoniale educando all’amore.
Fireproof: la prova del fuoco per i matrimoni
C’è un film del 2010 intitolato
Fireproof, diffuso in Italia solo in edizione home video, ma che ha avuto un successo strepitoso negli Stati Uniti. I suoi effetti sono stati prodigiosi visto che molte coppie in procinto di separarsi ci hanno ripensato dopo aver visto il film.
Fireproof diretto dal regista americano Alex Kendrick, racconta di Caleb Holt, un capitano dei vigili del fuoco, che svolge un lavoro eroico. Nella vita privata però Caleb incontra molte difficoltà. Dopo sette anni di matrimonio, il suo rapporto con la moglie Catherine sta fallendo. I due non si comprendono più, si accusano l’un l’altro, sembrano aver perso la fiducia e l’amore che li ha portati a sposarsi. Caleb sostiene che Catherine è troppo sensibile e non mostra rispetto per lui. Catherine invece racconta ai suoi colleghi di ospedale che suo marito è insensibile e non comprende le sue necessità ed è per questo che vuole chiedere il divorzio. I genitori di Caleb sono preoccupati: dicono al figlio di non rassegnarsi e gli propongono di iniziare un percorso di 40 giorni composto da buone azioni quotidiane. Si comincia dal lavare i piatti, poi comprare fiori e regali per la moglie, rifare i letti, cucinare per la cena, invitare la moglie al ristorante, curarla, accudirla, prestarle amorevole attenzione. Caleb comincia a capire che amare significa vincere l’egoismo e prendersi cura di sua moglie.

martedì 4 dicembre 2012

CATECHESI. Il secondo annuncio (E.Biemmi)

“Abbiamo bisogno di mappe
e non sappiamo ancora che la migliore
si costruisce strada facendo,
nel mentre andiamo edificando
quello che ancora ben non sappiamo”
(Duccio Demetrio)

Tre quarti dei catechisti italiani sono depressi, serpeggia nelle nostre comunità un senso di stanchezza e di sfiducia per questo tempo, quasi che ci fosse un tempo più adatto al vangelo di un altro. In una tavoletta assiro-babilonese, risalente a circa tremila anni fa è scritto: “La gioventù di oggi è corrotta nell’anima, è malvagia, empia, infingarda. Non potrà mai essere ciò che era la gioventù di una volta e non potrà mai conservare la nostra cultura”.
La gioventù di oggi è bella, certamente fragile ed esposta, ma carica di attese, di domande, di speranze. Tutti cerchiamo strade per vivere la nostra vita con umanità e senso, con o senza la fede.

C’è un mondo che se n’è andato, ma
-          rimane stabile la stessa forma di catechesi ( di impianto scolastico, preoccupandosi della trasmissione di una serie di contenuti per conoscere bene ciò in cui già si crede);
-          a servizio di un particolare dispositivo di iniziazione cristiana (indirizzato ai piccoli e tutto orientato a ricevere i sacramenti);
-          dentro uno specifico modello di parrocchia (una agenzia di servizi di stampo tridentino, incentrato sulla figura del parroco, che ha come compito essenziale la “cura delle anime” attraverso la predicazione, la catechesi…e tutti quei servizi che nutrono la fede della gente…per gente già credente!).

Tre grembi naturali di generazione della fede

lunedì 26 novembre 2012

La fine del mondo? E' ora


di R. Cascioli e A. Gaspari,       31.12.11, www.labussolaquotidiana.it

Il 2012 è l'anno da molti indicato come quello della fine del mondo. Una credenza fasulla, ma che viene alimentata da diverse fonti e per diversi scopi, e che è diventata un tormentone. In ogni caso, quello della fine del mondo, è un argomento che interroga la nostra fede. Per questo proponiamo un capitolo ("La fine dei tempi") del libro 2012 - Catstrofismo e fine dei tempi, scritto da Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari (Piemme 2010).
Anche la Chiesa cattolica crede che la storia umana avrà una fine, che coinciderà con il ritorno definitivo di Cristo. Ma l’insegnamento della Chiesa sulla fine dei tempi è cosa ben diversa dall’ossessione moderna della fine del mondo. A cominciare dal quando, che non è una preoccupazione.
Per la Chiesa vale quanto detto da Gesù: «Non sapete né il giorno né l’ora». Potrebbe essere qualsiasi momento, per questo Gesù invita a vigilare per farsi trovare pronti. La fine dei tempi perciò, per il cristiano, si gioca in ogni istante. Non solo, essa è legata strettamente al ritorno di Gesù, alla resurrezione di tutti i corpi, come anche si prega nel Credo. Commentando la 1° Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (4, 13-18), Benedetto XVI spiegava in una catechesi del mercoledì che il senso del messaggio di Paolo riguardo l’ultimo giorno è «semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore. È questo, al di là delle immagini, il messaggio essenziale: il nostro futuro è “essere con il Signore”; in quanto credenti, nella nostra vita noi siamo già con il Signore; il nostro futuro, la vita eterna, è già cominciata».

venerdì 16 novembre 2012

FELICITA’. Un libro


La felicità possibile

Francesco Occhetta

«Tutti [...] vogliono vivere felici, ma hanno l'occhio confuso quando devono discernere ciò che rende felice la vita. Giungere a una vita felice è impresa difficile a tal punto che ciascuno, se appena esce di strada, se ne allontana tanto più, quanto più in fretta cammina». Il noto passo di Seneca (La vita felice, 1,1) è stato scelto come epigrafe da Zygmunt Bauman per aprire l'ultimo suo volume, L'arte della vita.

L'intento dell'Autore, tra i più noti sociologi viventi, è quello di aiutare a «discernere ciò che rende felice la vita», che dal latino cernere significa vagliare, setacciare o distinguere. L'arte della vita, dunque, è la capacità di comprendere «chi» diventare per poter vivere felice. Ogni uomo si chiede dove andare e quali scelte fare per essere felice. Bauman avverte però di non lasciarsi ingannare: la ricchezza di un Paese non produce felicità, anzi «il Pil misura tutto, tranne quello che rende la vita degna di essere vissuta» (p. 7).

L’identità moderna

martedì 9 ottobre 2012

Maria. Il libro: Ave Mary

E’ del 2011 un saggio molto interessante che ha Maria e la donna come soggetti di analisi. L’autrice è una giovane scrittrice sarda di talento (autrice anche del romanzo Accabadora, 2010, Einaudi, vincitore del Premio Campiello). Proponiamo una recensione apparsa su L’Osservatore Romano firmata da Cristina Dobner: “Con una scrittura accattivante, Michela Murgia nel libro Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna (Torino, Einaudi, 2011, pagine 170, euro 16) affronta una tematica di fondamentale importanza. (…) La stessa autrice ne è il filtro principale. Attraverso le sue scelte, dapprima legate all’infanzia e poi, via via, sempre più quelle di donna consapevole, veniamo a scoprire questi piani diversi: la donna Michela, la donna evangelica Maria, che si affrontano e confrontano con la storia di oggi, quella quotidiana della donna nella società e nella Chiesa.
(…) Pagine incisive sulla morte e sul suo rifiuto, si alternano ad altre dove l’equilibrio teologico e riflessivo risuona quantomeno limitato e compromesso da una narrazione teologica unilaterale. (…) Occorre poi ricordare alla scrittrice la valorizzazione del sesso perché regolamentare il sesso tra coniugi significa dargli valore e non mortificarlo, perché la Chiesa non è sessuofobica. E, ancora, va sottolineata la grandezza di Giovanni Paolo II con la sua apertura al genio femminile, che non è trovata propagandistica ma realmente un dono alla donna di oggi. (…)
Seguiamo un brano particolarmente significativo del libro:

venerdì 7 settembre 2012

Tentazioni (libro)

«C’è all’orizzonte un persecutore insidioso: un nemico che lusinga, non flagella la schiena, ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni, ma ci fa ricchi; non ci imprigiona spingendoci verso la libertà, ma ci onora nel palazzo spingendoci alla schiavitù; non ci stringe i fianchi con catene, ma vuole il possesso del nostro cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro, il potere, il successo, i primi posti nella società». Ilario di Poitiers(ca. 315-367).
IL LIBRO
TENTAZIONI. Quando si fa quel che si odia
Nel 2011 il prolifico e profondo monaco Enzo Bianchi ha pubblicato un saggio per le Paoline (p. 242, 16 euro) dal titolo “Una lotta per la vita. Conoscere e combattere i peccati capitali”. Ne seguiamo alcuni brani tratti dall’introduzione e dal primo capitolo.
Uno degli aspetti oggi più disattesi della vita cristiana è certamente quello della lotta spirituale, elemento fondamentale in vista dell’edificazione di una personalità umana, prima ancora che cristiana, salda e matura. (…) Si tratta del combattimento invisibile in cui l’uomo oppone resistenza al male e lotta per non essere vinto dalle tentazioni, quelle pulsioni e suggestioni che sonnecchiano nel profondo del suo cuore, ma che sovente si destano ed emergono con una prepotenza aggressiva, fino ad assumere il volto di tentazioni seducenti. (…)

giovedì 30 agosto 2012

Libri sull'Accoglienza


IL LIBRO

Chi non è ospitale non è degno di vivere.
Suggestioni per una spiritualità dell’accoglienza

Di Alfio Mariano Pappalardo, EDB 2011,  p.254, 19.50 euro

Descrizione dell'opera

Quando si parla di ospitalità necessariamente viene chiamata in causa la propria visione di Dio, il modo di rapportarsi con lui, con se stessi e con gli altri.

«Non è spirituale solo il credente che sa ospitare Dio, lo è anche chi sa ospitare l'uomo. Anzi proprio partendo dalla capacità di ospitare quest'ultimo si ha la certezza di ospitare Dio (Mt 25,40). Per queste ragioni è bene riflettere sul tema dell'ospitalità, cercando di coglierne le dinamiche e le caratteristiche nella convinzione che la spiritualità cristiana si radica sull'ospitalità» (dall'Introduzione).

L'autore disegna la mappa di una spiritualità dell'accoglienza, ricavando dai testi biblici suggestioni ed evocazioni che aiutano a delineare il volto di un'autentica disposizione all'ospitalità.

In un tempo in cui spesso gli atteggiamenti di xenofobia tradiscono la paura del diverso, ripercorrere il vangelo dell'accoglienza significa dire una parola di umanità e di fede al cuore e alla mente dei cristiani.

Sommario

Introduzione. Testi e contesti di ospitalità: un pretesto per ripensare una spiritualità a partire dall'accoglienza. I. Ospitalità e ostilità: una scelta tra vita e morte. II. La relazione col simile e col diverso: una tensione sempre presente nell'Antico Testamento. III. Quando l'accoglienza inaugura una storia di salvezza. IV. Gesù straniero. V. Gesù e i diversi. VI. Betania: la casa dell'ospitalità. VII. Quando l'ospitalità sconvolge la vita. VIII. Il faticoso cammino della Chiesa nell'accogliere il diverso. IX. Le antiche querce di Mamre: testimoni di un'ospitalità che genera vita. X. Essere ospitali a rischio della vita: la vedova di Sarepta. XI. Maria icona dell'accoglienza. XII. L'accoglienza nella tradizione benedettina. XIII. Beati gli invitati alla mensa del Signore. Conclusione. Bibliografia.

Note sull'autore

ALFIO MARIANO PAPPALARDO (1958), entrato nel monastero benedettino di Pontida, compie gli studi filosofici e teologici presso il Pontificio Ateneo Sant'Anselmo a Roma (specializzazione in dogmatica-sacramentaria). Dopo lunga attività in parrocchia, nel 1997 inizia un'esperienza eremitica presso il tempio votivo San Francesco al Terminillo (RI); nel 2000 vi fonda la Fraternità monastica della Trasfigurazione, nella Regola di S. Benedetto e nella spiritualità del monte Tabor. Insegna teologia dogmatica per la Scuola di formazione teologica della diocesi di Rieti ed è parroco al Terminillo. Presso le EDB ha pubblicato Con olio di letizia. Itinerario catechistico per la preparazione alla cresima dei pre-adolescenti (122010) eL'eucaristia sorgente della Chiesa? Scrittura, liturgia, teologia: consenso e congedo (2009).