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sabato 1 agosto 2015

Come immagino il paradiso (Enzo Bianchi)

Berndnaut Smilde, Nimbus Sankt Peter, 2014, Sankt Peter Kunst-Station, ColoniaIl Fatto Quotidiano, 18 maggio 2015
di ENZO BIANCHI
Ogni cristiano che recita il “Credo”, la professione di fede, dice: “Credo la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen”, e questo credere non è periferico, ma fondamentale nella fede cristiana. Il cristiano, dunque, crede che ci sia un dopo la morte, una vita piena per sempre, nella quale non vi saranno più pianto, né dolore, né malattia, né morte, ma la gioia eterna della comunione, attraverso Gesù Cristo, con Dio e con gli uomini e le donne da lui salvati. Anch’io, in quanto cristiano e monaco, aderisco a questa speranza, ma confesso che il mio immaginario è molto personale ed è mutato nelle diverse stagioni della mia vita. La domanda che mi viene posta: “Come immagini il paradiso?”, mi spinge dunque a dare diverse risposte. 

venerdì 31 luglio 2015

Cosa vuol dire essere casti oggi

Henri Martin, Gli amanti (particolare)La Repubblica, 1 luglio 2015
di ENZO BIANCHI
«A voi giovani dico: siate casti ... fate lo sforzo di vivere l'amore castamente!.». Queste parole di papa Francesco ai giovani pronunciate domenica scorsa hanno suscitato reazioni di ogni tipo ma tutte rivelative del dato che "castità" è una parola sovente incompresa, anzi misconosciuta e derisa, soprattutto perché è confusa con l'astinenza o la continenza sessuale o con il celibato. L'etimologia ci suggerisce che è casto (castus) colui che rifiuta l'incesto (in-castus). L'incesto avviene ogni volta che non si vive la distanza e non si rispetta l'alterità, che non è solo differenza. Non è casto chi cerca la fusione, l'attaccamento, il possesso: segno di tale ricerca è l'aggressività che, in questi casi, facilmente si accende e si manifesta. Sono sempre più convinto che la sessualità sta nello spazio del dono, perché richiede di dare e di ricevere e si colloca sempre nella relazione tra due soggetti.

giovedì 6 febbraio 2014

La denuncia e l'ingerenza(E. Bianchi)

ENZO BIANCHI, priore di BoseLa Repubblica, 6 febbraio 2014
di ENZO BIANCHI

Solo un anno fa, alla vigilia delle inattese dimissioni di Benedetto XVI, la chiesa cattolica era nel mezzo della bufera a causa da un lato della progressiva e sempre più drammatica emersione dello scandalo degli abusi su minori commessi da suoi membri e, d’altro lato, dell’intrecciarsi di questa piaga con vicende finanziarie e intrighi curiali tutt’altro che cristallini quando non penalmente rilevanti.
Attendersi che un cambio di pontefice – per quanto sorprendente per diversità di stile e di approccio pastorale – fosse sufficiente per completare l’opera di risanamento avviata da benedetto XVI e per rendere giustizia di decenni di silenzi e sottovalutazione della gravità dei comportamenti era sintomo perlomeno di ingenuità se non di volontà di rimozione affrettata della questione.