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domenica 26 ottobre 2014

Eucaristia (dizionario)

Eucaristia e liturgia
 
Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Come mantiene Gesù questa promessa? Come è possibile per lui rendersi presente sempre e ovunque?
La risposta l’abbiamo proprio dalla solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo presente nel pane e nel vino offerti e celebrati in ogni Eucaristia (e dunque in ogni tempo e in ogni luogo).
Gesù con l’ultima cena inventa qualcosa di geniale: trasforma il rito della Pasqua e prende gli elementi più semplici e comuni di questa, il pane e il vino, per rendersi perennemente presente.
L’Eucaristia ha molteplici significati e aspetti che possono essere messi in rilievo e che sono tra loro strettamente intrecciati:

giovedì 19 settembre 2013

ADORAZIONE EUCARISTICA (Dizionario)

Papa Francesco: dall'OMELIA Basilica di San Paolo Fuori le Mura (14 aprile 2013)

Bisogna vivere un rapporto intenso con Gesù, un’intimità di dialogo e di vita, così da riconoscerlo come “il Signore”. Adorarlo!
Vorrei che ci ponessimo tutti una domanda: Tu, io, adoriamo il Signore? Andiamo da Dio solo per chiedere, per ringraziare, o andiamo da Lui anche per adorarlo? Che cosa vuol dire allora adorare Dio? Significa imparare a stare con Lui, a fermarci a dialogare con Lui, sentendo che la sua presenza è la più vera, la più buona, la più importante di tutte. Ognuno di noi, nella propria vita, in modo consapevole e forse a volte senza rendersene conto, ha un ben preciso ordine delle cose ritenute più o meno importanti. 
Adorare il Signore vuol dire dare a Lui il posto che deve avere; adorare il Signore vuol dire affermare, credere, non però semplicemente a parole, che Lui solo guida veramente la nostra vita; adorare il Signore vuol dire che siamo convinti davanti a Lui che è il solo Dio, il Dio della nostra vita, il Dio della nostra storia.

Questo ha una conseguenza nella nostra vita: spogliarci dei tanti idoli piccoli o grandi che abbiamo e nei quali ci rifugiamo, nei quali cerchiamo e molte volte riponiamo la nostra sicurezza. Sono idoli che spesso teniamo ben nascosti; possono essere l’ambizione, il carrierismo, il gusto del successo, il mettere al centro se stessi, la tendenza a prevalere sugli altri, la pretesa di essere gli unici padroni della nostra vita, qualche peccato a cui siamo legati, e molti altri. 


COSA E’ L’ADORAZIONE

lunedì 5 novembre 2012

Eucaristia e liturgia

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Come mantiene Gesù questa promessa? Come è possibile per lui rendersi presente sempre e ovunque?
La risposta l’abbiamo proprio dalla solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo presente nel pane e nel vino offerti e celebrati in ogni Eucaristia (e dunque in ogni tempo e in ogni luogo).
Gesù con l’ultima cena inventa qualcosa di geniale: trasforma il rito della Pasqua e prende gli elementi più semplici e comuni di questa, il pane e il vino, per rendersi perennemente presente.
L’Eucaristia ha molteplici significati e aspetti che possono essere messi in rilievo e che sono tra loro strettamente intrecciati:
- è un BANCHETTO, una cena a cui sono invitati tutti i familiari stretti, chiamati a condividere nella gioia un pasto che unisca fraternità, comunione, cibo spirituale.

sabato 22 settembre 2012

LA DOMENICA, giorno del Risorto

Il primo giorno della settimana”, raccontano i Vangeli, Gesù è Resuscitato e più volte, nello stesso giorno (“l’ottavo giorno”), è apparso ai suoi.
Da allora non è più il sabato il giorno della festa, il giorno del Signore, ma la domenica, giorno del Risorto che si fa presente nell’Eucarestia celebrata dai suoi riuniti in assemblea. La domenica, primo giorno della settimana, diventa il primo giorno della nuova era.
“Giorno del Signore” e “signore dei giorni” (come lo definisce un sermone del secolo V), la domenica è il giorno in cui la Chiesa, per una tradizione che “trae origine dallo stesso giorno della risurrezione” (Sacrosanctum Concilium 106) celebra attraverso i secoli il mistero pasquale di Cristo, sorgente e causa di salvezza per l'uomo. (Nota Pastorale CEI 1984)
Dire Domenica significa pronunciare Giorno del Signore (dies Domini). "Questo è il giorno fatto dal Signore". C'è un'unione profonda tra la Pasqua e la domenica. La Domenica è, infatti, la "Pasqua settimanale" secondo la definizione che risale ai primi secoli, molto amata dai Padri della Chiesa e fortemente professata specialmente nelle Chiese d'Oriente.

giovedì 20 settembre 2012

L’ULTIMA CENA secondo Leonardo

Iconografia eucaristica. Leonardo fu lo spartiacque. Sulla mensa i moti dell’animo
di Francesca Bonazzoli, Corriere della Sera, 31.8.11
Dal IV secolo ad oggi l'iconografia dell'eucarestia si può raccontare attraverso un prima e dopo Leonardo da Vinci. La sua Ultima cena, affrescata nel refettorio dove consumavano i pasti i frati domenicani del convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano, è l'icona per eccellenza della storia della pittura, la più riprodotta, reinterpretata e copiata nonostante rappresenti il momento emotivamente più labile e ambiguo dell'istituzione del sacramento. Mai, prima di Leonardo, un artista aveva rappresentato quel preciso attimo della Cena che esclude qualsiasi descrizione concreta e si concentra invece sulla psicologia, sull'incertezza, lo stupore e il turbamento da cui sono presi tutti gli apostoli dopo che Cristo ha annunciato: «Uno di voi mi tradirà». Il genio da Vinci è infatti l'unico che dipinge le parole dell'evangelista Giovanni: «I discepoli si guardavano gli uni gli altri non riuscendo a capire di chi egli parlava»: tutti gli altri pittori si erano limitati a narrare la vicenda attraverso dettagli concreti, per esempio il momento in cui Gesù allunga la mano nello stesso piatto di Giuda annunciando il tradimento. (…)

mercoledì 19 settembre 2012

Giovedì Santo (l'Eucaristia e la lavanda dei piedi)

Il Papa Benedetto XVI ha dedicato diverse udienze a parlare della settimana santa. Nel 2011 (20 aprile) si sofferma in particolare sul Giovedì santo e ricorda:
Nel pomeriggio del Giovedì Santo inizia effettivamente il Triduo pasquale, con la memoria dell’Ultima Cena, nella quale Gesù istituì il Memoriale della sua Pasqua, dando compimento al rito pasquale ebraico. Secondo la tradizione, ogni famiglia ebrea, radunata a mensa nella festa di Pasqua, mangia l’agnello arrostito, facendo memoria della liberazione degli Israeliti dalla schiavitù d’Egitto; così nel cenacolo, consapevole della sua morte imminente, Gesù, vero Agnello pasquale, offre sé stesso per la nostra salvezza (cfr. 1 Cor 5, 7). (…) Sotto le specie del pane e del vino, Egli si rende presente in modo reale col suo corpo donato e col suo sangue versato. Durante l’Ultima Cena, gli Apostoli vengono costituiti ministri di questo Sacramento di salvezza; ad essi Gesù lava i piedi (cfr Gv 13,1-25), invitandoli ad amarsi gli uni gli altri come Lui li ha amati, dando la vita per loro.
Il Giovedì Santo, infine, si chiude con l’Adorazione eucaristica, nel ricordo dell’agonia del Signore nell’orto del Getsemani. Lasciato il cenacolo, Egli si ritirò a pregare, da solo, al cospetto del Padre. In quel momento di comunione profonda, i Vangeli raccontano che Gesù sperimentò una grande angoscia, una sofferenza tale da fargli sudare sangue (cfr. Mt 26, 38). (…)