Visualizzazione post con etichetta educazione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione. Mostra tutti i post

venerdì 5 luglio 2013

Come educare i bambini alla luce della fede, della speranza e dell'amore (A.Grun)

La spiritualità cristiana, un orientamento per la famiglia

Image Alternative Text
FEDE. Avere fede non significa soltanto credere in Dio, ma anche nell'uomo. La fede in Dio può rappresentare un sollievo nell'educazione. Faccio ciò che è in mio potere ma smetto di chiedermi continuamente se i miei metodi educativi siano perfetti o se non stia per caso nuocendo a mio figlio. Faccio ciò che posso e confido che il mio operato sia benedetto, anche se commetto degli errori. Che i metodi educativi che adottiamo siamo quelli giusti è impossibile dimostrarlo. C'è un'unica certezza: l'incertezza del risultato. Perciò l'educazione è innanzitutto e soprattutto rapporto. Dobbiamo instaurare un rapporto con i figli e fidarci dei nostri sentimenti.
[...]
Spiritualità nella famiglia significa credere che il mio bambino sia unico, cercare di immedesimarmi in lui per scoprire sempre più questa immagine originale. Corriamo continuamente il rischio di proiettare sui figli immagini nostre che però ne offuscano la singolarità e impediscono loro di crescere in quell'unicità che Dio gli ha destinato.

giovedì 6 dicembre 2012

Genitori e figli (2): decaloghi e consigli


  
Un decalogo per il papà, proposto da un bambino

di Antonio Mazzi (da Un'ala di riserva. Adolescenza, terra di qualcuno? Ed. Mondadori, Milano, 2000).
1. Non viziarmi. So benissimo che non dovrei avere tutto quello che chiedo. Voglio solo metterti alla prova.
2. Non essere incoerente: questo mi sconcerta e mi costringe a fare ogni sforzo per farla franca ogni volta che posso.
3. Non fare promesse: potresti non essere in grado di mantenerle. Questo farebbe diminuire la mia fiducia in te.
4. Non correggermi davanti alla gente. Ti presterò molta più attenzione se parlerai tranquillamente con me a quattr'occhi.
5. Non brontolare continuamente: se lo fai dovrò difendermi facendo finta di essere sordo.
6. Non badare troppo alle mie piccole indisposizioni. Potrei imparare a godere di cattiva salute se questo attira la tua attenzione.
7. Non preoccuparti per il poco tempo che passiamo insieme. È come lo passiamo che conta.
8. Non permettere che i miei umori suscitino la tua ansia perché allora diventerei ancora più pauroso. Indicami il coraggio.
9. Non dimenticare che non posso crescere bene senza molta comprensione ed incoraggiamento... ma non ho bisogno di dirtelo, vero?
10. Ricordati, io imparo di più da un esempio che da un rimprovero.

Decalogo di ogni buon genitore ed educatore

martedì 4 dicembre 2012

Genitori e figli (1): mamme che amano troppo

 
I vostri figli non sono i vostri figli.
Essi sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di se stessa.
Essi arrivano grazie a voi, ma non da voi, e sebbene siano con voi, non vi appartengono affatto.
Potete donare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi posseggono i loro pensieri.
Potete dare una casa ai loro corpi ma non alle loro anime, perché le loro anime hanno dimora nella casa del domani, che voi nemmeno in sogno potete visitare.
Potete sforzarvi di farvi simili a loro, ma non pretendete di renderli simili a voi.
Poiché la vita non va all’indietro né indugia su ciò che è stato.
(Kahlil Gibran)

Mamme che amano troppo: sette VIRUS da evitare

Dal libro: Mamme che amano troppo. Per non crescere piccoli tiranni e figli bamboccioni di Osvaldo Poli, Paoline, 2011, p.230, 13 euro
Che cosa trasforma un bambino-pulcino in un piccolo tiranno, capace di tenere in scacco la famiglia, e poi – da ragazzo – in un bamboccione insicuro di sé? E’ possibile “amare troppo” un figlio? In questo libro Osvaldo Poli mette in guardia i genitori: anche l’amore di una mamma (ma anche di un papà) verso un figlio può venire snaturato dall’eccesso. Anche in ambito educativo, e quando si vuole bene, è necessario esercitare la virtù della Temperanza. Il testo individua i “virus” psicologici e relazionali che spingono un genitore ad “amare troppo”; analizza le cause che generano tali “virus” (prima tra tutte: l’assenza del padre, imposta dalla madre o cercata dal padre stesso come un rifugio deresponsabilizzante); presenta alcuni “prodotti educativi” di tali “eccessi d’amore” (tra i quali: bambini tiranni, adolescenti insicuri e disadattati, giovani “bamboccioni”...), ma anche le conseguenze (frustrazione, stanchezza, esaurimento e delusione) per le mamme protagoniste di questo “troppo amore”; suggerisce infine strategie, strumenti e metodi per guarire dal “troppo amore”.