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sabato 19 luglio 2014

DOMENICA (Dizionario)

LA DOMENICA, giorno del Risorto

Il primo giorno della settimana”, raccontano i Vangeli, Gesù è Resuscitato e più volte, nello stesso giorno (“l’ottavo giorno”), è apparso ai suoi.
Da allora non è più il sabato il giorno della festa, il giorno del Signore, ma la domenica, giorno del Risorto che si fa presente nell’Eucarestia celebrata dai suoi riuniti in assemblea. La domenica, primo giorno della settimana, diventa il primo giorno della nuova era.
“Giorno del Signore” e “signore dei giorni” (come lo definisce un sermone del secolo V), la domenica è il giorno in cui la Chiesa, per una tradizione che “trae origine dallo stesso giorno della risurrezione” (Sacrosanctum Concilium 106) celebra attraverso i secoli il mistero pasquale di Cristo, sorgente e causa di salvezza per l'uomo. (Nota Pastorale CEI 1984)
Dire Domenica significa pronunciare Giorno del Signore (dies Domini). "Questo è il giorno fatto dal Signore". C'è un'unione profonda tra la Pasqua e la domenica. La Domenica è, infatti, la "Pasqua settimanale" secondo la definizione che risale ai primi secoli, molto amata dai Padri della Chiesa e fortemente professata specialmente nelle Chiese d'Oriente.

giovedì 17 aprile 2014

Pasqua e il suo ciclo

Originariamente la chiesa celebrava la propria festa di Pasqua in un solo giorno: nella notte tra il Sabato santo e la domenica di Pasqua

Testimonianze chiare si hanno solo nel sec. IX. Nella seconda metà di questo secolo assume una particolare importanza la controversia pasquale. Mentre i cristiani dell’Asia Minore e della Siria compivano la celebrazione annuale, indipendentemente da un determinato giorno della settimana, sempre il 14 di nisan, il plenilunio del primo mese di primavera (‘Quartodecimani’), la rimanente parte della cristianità si decise per la domenica dopo il 14 di nisan. Il concilio di Nicea del 325 pose termine a questa controversia interna della chiesa a motivo della data pasquale con la prescrizione di celebrare sempre la pasqua la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Con questo ordinamento dipendente dalle fasi lunari si accettò che questa data di pasqua, in un computo del tempo basato sul sole, avesse un’oscillazione di cinque settimane (22 marzo - 25 aprile) e che così una gran parte dell’anno liturgico fosse caratterizzata da feste mobili. Recenti sforzi per una fissazione (più stabile) della data di pasqua sono rimasti finora senza esito .

mercoledì 4 dicembre 2013

Così il Vaticano II trasformò la liturgia

di Marco Roncalli e Matteo Liut, Avvenire, 4.12.13

I 50 anni della Sacrosanctum Concilium. Magnani: quel cammino che ha avvicinato la Chiesa alla gente

Approvata il 22 novembre 1963 e promulgata nella sessione pubblica del successivo 4 dicembre, esattamente cinquant’anni fa, la costituzione conciliare sulla Divina liturgia Sacro­sanctum Concilium è stata davvero la 'primizia' della grazia di cui la Chiesa ha beneficiato nel XX secolo, cioè del Vaticano II. Questo infatti il testo che ha promosso la più importante riforma liturgica della storia della Chiesa e ha offerto le prime tessere al mosaico rinnovato dell’ecclesiologia cattolica, recependo nuove istanze e riscoprendo la ministerialità, invitando ad una visione della liturgia non come rito o cerimonia, ma realtà teologica del mistero di Cristo celebrato, da vivere con partecipazione attiva e non da spettatori. Non è un caso se proprio Sacrosanctum Concilium, che indubbiamente corrispondeva alle finalità pastorali e di aggiornamento auspicate da Giovanni XXIII – e oggi da leggersi insieme agli altri documenti conciliari nella prospettiva di una nuova alleanza fra la Chiesa e il mon­do contemporaneo – è stata, di fatto, l’unica costituzione passata dalla fase preparatoria a quella conciliare senza troppi problemi. Per la verità, quando, all’avvio delle assise, ci si decise a cominciare proprio con lo schema De Liturgia, non tutti erano d’accordo: perché non iniziare con testi da molti considerati maggiori? Mere ragioni organizzative? Un vasto prevedibile consenso -quasi a rompere il ghiaccio - prima del confronto su nodi più cruciali? O, piuttosto, come disse Paolo VI«il tema esaminato per primo», la liturgia, era «fra tutti in certo modo il più importante, vuoi per la sua natura, vuoi per la dignità che riveste nella Chiesa», o, ancora, per usare le parole di Benedetto XVI «cominciando con l’argomento della liturgia, si poneva inequivocabilmente in luce il primato di Dio, la sua priorità assoluta?». 

sabato 23 novembre 2013

La dottrina politica del Cristo Re

di Stefano Fontana, 23-11-2013, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-dottrina-politica-del-cristo-re-7793.htm

Cristo ReL’anno liturgico si conclude con la Festa di Cristo Re, che quest’anno cade domenica 24 novembre 2013. In questa occasione la Festa di Cristo Re si carica di ulteriori significati, in quanto segna anche la conclusione dell’Anno della Fede, iniziato per volontà di Benedetto XVI l’11 ottobre 2012 e che si concluderà, appunto, domenica 24 novembre 2013. Sembra importante, allora, chiedersi cosa sia questa Festa.
La dottrina di Cristo Re nel Catechismo
È utile innanzitutto precisare che la signoria o regalità di Cristo è un insegnamento della Chiesa contenuto nel Catechismo. Si tratta di una verità della dottrina della fede, come scrisse Pio XI, il Papa che istituì la festa: «è dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui debbono riporre la loro fiducia, ed allo stesso tempo come legislatore a cui debbono obbedire» (enciclica Quas Primas). Il paragrafo 2105 del Catechismo dice: «Il dovere di rendere a Dio un culto autentico riguarda l’uomo individualmente e socialmente. È “la dottrina cattolica tradizionale sul dovere morale dei singoli e delle società verso la vera religione e l’unica Chiesa di Cristo” (Dignitatis humanae, 1). Evangelizzando senza posa gli uomini, la Chiesa si adopera affinché essi possano “informare dello spirito cristiano la mentalità e i costumi, le leggi e le strutture della comunità” (Apostolicam actuositatem, 13) in cui vivono. Il dovere sociale dei cristiani è di rispettare e risvegliare in ogni uomo l’amore del vero e del bene. Richiede loro di far conoscere il culto dell’“unica vera religione che sussiste nella Chiesa cattolica ed apostolica” (Dignitatis humanae, 1). I cristiani sono chiamati ad essere la luce del mondo. La Chiesa in tal modo manifesta la regalità di Cristo su tutta la creazione e in particolare sulle società umane».
Il Regno di Dio è Cristo stesso e la sua regalità si è manifestata nella creazione (“per mezzo di lui tutte le cose sono state fatte” dice il Vangelo di San Giovanni) e nella resurrezione. Essa ha quindi un aspetto anche messianico ed escatologico: la regalità di Cristo si compirà definitivamente col suo Ritorno, quando ricapitolerà in sé tutte le cose.

giovedì 3 ottobre 2013

Anno liturgico (dizionario)

Il Calendario Liturgico è scandito da diversi momenti così suddivisi:
·           TEMPO DI AVVENTO – E’ l’insieme di quattro settimane che precedono il Santo Natale. E’ il momento in cui la Chiesa si prepara all’accoglienza del Figlio di dio e della sua opera redentrice. Colore liturgico VIOLA.
·           TEMPO DI NATALE – E’ il tempo in cui la Chiesa fa memoria dell’incarnazione del Figlio dell’Uomo avvenuta nella grotta di Betlemme e ringrazia il Padre e Maria per aver donato all’umanità il suo Salvatore. Colore liturgico BIANCO.
·           TEMPO ORDINARIO – In questo periodo la Chiesa medita, prega e vive gli insegnamenti del Divino Maestro. Dura 34 SETTIMANE divise in due momenti: il primo, incluso tra la chiusura del tempo di Natale e l’inizio della Quaresima; il secondo dalla fine del tempo Pasquale alla chiusura dell’anno liturgico che coincide con la festa di Cristo Re dell’Universo Colore liturgico VERDE.
·           TEMPO DI QUARESIMA – Dura cinque settimane. In tale periodo la Chiesa, in preparazione alla Pasqua del Signore ci invita a intensificare la preghiera, l’ ascolto della sua Parola e le opere di carità. E’ anche il tempo propizio per la purificazione interiore, attraverso un serio cammino di conversione e un più frequente accostamento ai Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia.Colore liturgico VIOLA.
·           TEMPO DI PASQUA – In questo periodo di cinquanta giorni la Chiesa gioisce per l’opera redentrice operata dal Cristo attraverso il suo sacrificio sulla croce, la sua gloriosa risurrezione e l’invio del Santo Paraclito fonte di ogni grazia e santificazione. Colore liturgico BIANCO.

martedì 13 novembre 2012

Litugia: Chierichetti, Adorazione e liturgia delle ore

CHIERICHETTI e MINISTRI (istituiti o ordinati)

Un tempo tutto era più semplice. Il chierichetto veniva vestito come un piccolo prete, suonava il campanello alla consacrazione e portava il turibolo con l' incenso, così poteva innamorarsi di un futuro in abito talare. Adesso tutto è cambiato (in apparenza). Innanzitutto il nome. Chierichetto è in teoria parola del passato, finita con il Concilio Vaticano II. Oggi si parla dei ministranti, dal latino «ministrans», colui che serve. Non più un prete in miniatura ma un giovane che partecipa attivamente alla liturgia con l' obiettivo principale di diventare un buon cristiano.
Dopo il Concilio, la Chiesa ha aperto le porte alle ragazze e ha capito che quella del ministrante non è una cosa da bambini. Parte degli ex chierichetti resta attiva fino alla fine dell' università o anche oltre.

lunedì 12 novembre 2012

QUESTIONI ATTUALI sulla LITURGIA (2)

Le offerte per le Messe per i defunti
Come mai si devono pagare le Sante Messe per i cari defunti. Da dove viene questa usanza? Qual è il motivo?
Risponde don Gilberto Aranci, docente di Teologia pastorale (Toscana Oggi, 28.4.2009)
L’espressione «pagare la Messa» è impropria anche se comunemente purtroppo è ancora utilizzata dalla gente. Sarebbe più opportuno utilizzare altre espressioni più consone come «dare un’offerta libera per la celebrazione della Messa». In molte chiese, proprio per evitare che si induca nella gente, che chiede di far celebrare la Messa per qualche defunto, a pensare che si tratti di uno scambio commerciale, si sceglie di non accettare direttamente l’offerta ma si invita a porla in una cassetta in fondo di chiesa e si fa in modo che non risulti esserci una tariffa obbligata.

venerdì 9 novembre 2012

QUESTIONI ATTUALI sulla LITURGIA

Seguiamo alcune riflessioni sulla liturgia proposte da Enzo Bianchi e da Christian Albini. Il primo ricorda come “La liturgia che dovrebbe essere luogo di comunione è diventata luogo di conflitto nella chiesa. (…)
In quasi tutte le comunità cattoliche l’eucarestia è celebrata quotidianamente. Nei giorni feriali poche persone vi partecipano: sovente sono donne e anziane – anche loro sempre di meno – pochi gli uomini, praticamente assenti i giovani. Qualcuno potrà lamentarsi che vengono celebrate in modo troppo quotidiano, che manca la ricchezza del canto o della festa, che sono prive di una bellezza capace di meravigliare, che non si impongono e non richiamano spettatori... Eppure, se celebrate seriamente e con consapevolezza, saranno “umili” eucaristie ma sempre con la verità di “cene del Signore”. Il criterio per giudicarle non è la loro capacità di “fascino”, bensì se fanno risuonare per quanti vi partecipano l’“evangelo”,  la buona notizia della morte e risurrezione di Gesù Cristo, se sono fonte di fiducia per la vita, fonte di speranza per il futuro, fonte di amore fraterno nella vita di famiglia e negli incontri, nel tessuto sociale dove i cristiani sono collocati, vivendo e lavorando con gli altri uomini. Sì, questa è la vera domanda che ci dobbiamo porre davanti all’eucaristia: la sua celebrazione determina qualcosa nella nostra vita, cambia i nostri pensieri e i nostri atteggiamenti sempre tentati dalla mondanità, converte le nostre vite?

mercoledì 7 novembre 2012

Schema della Messa o LITURGIA EUCARISTICA

 (rito romano)
Seguiamo lo schema proposto su wikipedia.com:
La celebrazione eucaristica consiste di due parti principali: la Liturgia della Parola e la Liturgia eucaristica; esse sono così strettamente congiunte tra loro da formare un unico atto di culto. Ci sono inoltre alcuni riti che iniziano e altri che concludono la celebrazione.

I riti introduttivi

I riti che precedono la Liturgia della Parola, cioè l'introito, il saluto, l'atto penitenziale, il Kyrie eleison, il Gloria e l'orazione di colletta, hanno un carattere di inizio, di introduzione e di preparazione. Scopo di questi riti è che i fedeli, riuniti insieme, formino una comunità, e si dispongano ad ascoltare con fede la parola di Dio e a celebrare degnamente l'eucaristia.

La liturgia della Parola

lunedì 5 novembre 2012

Eucaristia e liturgia

Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Come mantiene Gesù questa promessa? Come è possibile per lui rendersi presente sempre e ovunque?
La risposta l’abbiamo proprio dalla solennità del Ss. Corpo e Sangue di Cristo presente nel pane e nel vino offerti e celebrati in ogni Eucaristia (e dunque in ogni tempo e in ogni luogo).
Gesù con l’ultima cena inventa qualcosa di geniale: trasforma il rito della Pasqua e prende gli elementi più semplici e comuni di questa, il pane e il vino, per rendersi perennemente presente.
L’Eucaristia ha molteplici significati e aspetti che possono essere messi in rilievo e che sono tra loro strettamente intrecciati:
- è un BANCHETTO, una cena a cui sono invitati tutti i familiari stretti, chiamati a condividere nella gioia un pasto che unisca fraternità, comunione, cibo spirituale.

martedì 25 settembre 2012

Divina Misericordia (II domenica dopo Pasqua)

Il disegno essenziale di questo quadro è stato mostrato a suor Faustina nel 1931. "La sera, stando nella mia cella - scrive suor Faustina - vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire mentre l'altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, rosso l'uno e l'altro pallido (...) Dopo un istante, Gesù mi disse, Dipingi un'immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù confido in Te" (Q. I, p. 26). Tre anni dopo a Vilnius Gesù ha spiegato il significato dei raggi: "I due raggi rappresentano il Sangue e l'Acqua" (Q. I, p. 132). Non si tratta qui di un qualche effetto artistico, ma di una simbologia del quadro estremamente profonda.
Agli elementi essenziali del quadro appartengono le parole poste in basso: "Gesù, confido in Te". Gesù parlava di ciò già durante la prima apparizione a P*ock e poi a Vilnius: "Gesù mi ricordò (...) che queste tre parole dovevano essere messe in evidenza" (Q. I, p. 138). Non si tratta qui del numero delle parole, ma del loro senso integralmente legato al disegno e al contenuto del quadro.

sabato 22 settembre 2012

LA DOMENICA, giorno del Risorto

Il primo giorno della settimana”, raccontano i Vangeli, Gesù è Resuscitato e più volte, nello stesso giorno (“l’ottavo giorno”), è apparso ai suoi.
Da allora non è più il sabato il giorno della festa, il giorno del Signore, ma la domenica, giorno del Risorto che si fa presente nell’Eucarestia celebrata dai suoi riuniti in assemblea. La domenica, primo giorno della settimana, diventa il primo giorno della nuova era.
“Giorno del Signore” e “signore dei giorni” (come lo definisce un sermone del secolo V), la domenica è il giorno in cui la Chiesa, per una tradizione che “trae origine dallo stesso giorno della risurrezione” (Sacrosanctum Concilium 106) celebra attraverso i secoli il mistero pasquale di Cristo, sorgente e causa di salvezza per l'uomo. (Nota Pastorale CEI 1984)
Dire Domenica significa pronunciare Giorno del Signore (dies Domini). "Questo è il giorno fatto dal Signore". C'è un'unione profonda tra la Pasqua e la domenica. La Domenica è, infatti, la "Pasqua settimanale" secondo la definizione che risale ai primi secoli, molto amata dai Padri della Chiesa e fortemente professata specialmente nelle Chiese d'Oriente.