Comunione. Quando l’amore diventa comunità
Dagli spesso trascurati
«sommari» degli Atti degli apostoli, il priore di Bose Enzo Bianchi coglie,
nella lectio magistralis che terrà al prossimo Festivalfilosofia di Modena, il
richiamo ai credenti affinché percepiscano la propria chiamata a «essere un
cuore solo e un’anima sola» nel vissuto quotidiano.
Avvenire, 13.9.09
La narrazione di come i credenti vivevano al tempo
degli apostoli indica come i cristiani dovrebbero sempre vivere la comunione
ecclesiale, al di là del mutamento di tempi e condizioni.
Il messaggio che ci giunge dalla Chiesa primitiva di Gerusalemme appare chiaro ed esigente per i cristiani di ogni epoca: chi ha ricevuto il dono dello Spirito santo e ha conosciuto l’irrompere della forza di Dio nella propria vita, è generato a vita nuova Tale novità deve esprimersi concretamente in una differenza che consiste soprattutto in quel tratto ben preciso che siamo venuti riscoprendo a partire dal concilio Vaticano II: la differenza della «koinonía», della comunione
Il messaggio che ci giunge dalla Chiesa primitiva di Gerusalemme appare chiaro ed esigente per i cristiani di ogni epoca: chi ha ricevuto il dono dello Spirito santo e ha conosciuto l’irrompere della forza di Dio nella propria vita, è generato a vita nuova Tale novità deve esprimersi concretamente in una differenza che consiste soprattutto in quel tratto ben preciso che siamo venuti riscoprendo a partire dal concilio Vaticano II: la differenza della «koinonía», della comunione