Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l'ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d'accordo; il disaccordo nasce quando dall'ideale biblico si passa al concreto. Allora immediatamente anche fra cristiani scoppia il disaccordo, quando si scende al concreto. A me pare che, a proposito della pace e della libertà, ma si potrebbe dire la stessa cosa anche di altre cose, sia ancora tutto di attualità il dialogo tra Gesù e Pietro, che troviamo al cap. 8 del Vangelo di Marco 8-33, nel quale il Cristo parla della sua prassi messianica, che è la prassi della Croce; noi potremmo anche dire che parla della sua Pace, del suo modo di realizzarla, del suo modo di impostare la esistenza ed ecco che Pietro fa resistenza e Gesù gli dice: «Va' via da me Satana perché ragioni non secondo Dio ma secondo gli uomini».
Per noi questo è un episodio attuale, applicabilissimo al nostro discorso sulla pace e sulla libertà. E osservate, portavoce di Satana è il discepolo, non chi non è discepolo! E diventa portavoce di Satana non perché il suo discorso sia particolarmente satanico, tutt'altro! E portavoce di Satana perché ragiona secondo il buon senso degli uomini. Mi sembra una cosa, questa, molto chiara e applicabilissima al nostro discorso biblico sulla pace e sulla libertà. Ma ve diamo di elencare gli elementi principali della concezione biblica della pace e della libertà. Che le due concezioni siano in rapporto direi è ovvio, sarà facilissimo capirlo; il mio compito si limita a chiarire quale pace e quale libertà.
La pace nella Bibbia
Il discorso biblico è sempre un discorso a monte e i discorsi a monte hanno una loro importanza; per il credente, poi, la Bibbia è anche un punto di riferimento, in un certo senso l'ultimo punto di riferimento. Mi pare di poter dire che il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, anche dopo 2000 anni di cristianesimo, non è un discorso scontato, non è diventato il discorso di senso comune; ma comunque, quando si fa il discorso biblico sulla pace e sulla libertà, generalmente si è tutti d'accordo; il disaccordo nasce quando dall'ideale biblico si passa al concreto. Allora immediatamente anche fra cristiani scoppia il disaccordo, quando si scende al concreto. A me pare che, a proposito della pace e della libertà, ma si potrebbe dire la stessa cosa anche di altre cose, sia ancora tutto di attualità il dialogo tra Gesù e Pietro, che troviamo al cap. 8 del Vangelo di Marco 8-33, nel quale il Cristo parla della sua prassi messianica, che è la prassi della Croce; noi potremmo anche dire che parla della sua Pace, del suo modo di realizzarla, del suo modo di impostare la esistenza ed ecco che Pietro fa resistenza e Gesù gli dice: «Va' via da me Satana perché ragioni non secondo Dio ma secondo gli uomini».
Per noi questo è un episodio attuale, applicabilissimo al nostro discorso sulla pace e sulla libertà. E osservate, portavoce di Satana è il discepolo, non chi non è discepolo! E diventa portavoce di Satana non perché il suo discorso sia particolarmente satanico, tutt'altro! E portavoce di Satana perché ragiona secondo il buon senso degli uomini. Mi sembra una cosa, questa, molto chiara e applicabilissima al nostro discorso biblico sulla pace e sulla libertà. Ma ve diamo di elencare gli elementi principali della concezione biblica della pace e della libertà. Che le due concezioni siano in rapporto direi è ovvio, sarà facilissimo capirlo; il mio compito si limita a chiarire quale pace e quale libertà.
La pace nella Bibbia