Il cardinal Roger
Etchegaray parlando di quell’evento ricorda come: “non
avevamo dietro di noi alcuna referenza storica, davanti a noi alcun punto di
riferimento. Come dicono gli esegeti, l'incontro è stato una sorta di «hapax» e
lo resterà senza dubbio, unico nella sua originalità ed esemplarità. L'angoscia
della pace tra gli uomini e tra i popoli ci spingeva « ad essere insieme per
pregare ma non a pregare insieme » secondo l'espressione del Papa, la cui
iniziativa, malgrado la sua preoccupazione di evitare ogni parvenza di
sincretismo, non fu allora compresa da taluni che temevano di vedere diluirsi
la loro specificità cristiana”.
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martedì 13 maggio 2014
DIALOGO INTERRELIGIOSO (Dizionario)
giovedì 30 agosto 2012
Dialogo interreligioso
Il cardinal Roger Etchegaray parlando di quell’evento ricorda come: “non avevamo dietro di noi alcuna referenza storica, davanti a noi alcun punto di riferimento. Come dicono gli esegeti, l'incontro è stato una sorta di «hapax» e lo resterà senza dubbio, unico nella sua originalità ed esemplarità. L'angoscia della pace tra gli uomini e tra i popoli ci spingeva « ad essere insieme per pregare ma non a pregare insieme » secondo l'espressione del Papa, la cui iniziativa, malgrado la sua preoccupazione di evitare ogni parvenza di sincretismo, non fu allora compresa da taluni che temevano di vedere diluirsi la loro specificità cristiana”.
La Chiesa cattolica ha fatto molti passi, a partire dal Concilio Vaticano II, nel dialogo interreligioso. Piero Gheddo, missionario del Pime, ritiene che “fra i 16 documenti del Concilio Vaticano II quello che più ha rivoluzionato la missione alle genti non è stato, come si potrebbe immaginare, l’Ad Gentes , ma la Dichiarazione sulle relazioni della Chiesa con le religioni non cristiane ('Nostra Aetate'), il testo più breve (cinque soli numeri), che ha capovolto la mentalità e le prospettive delle giovani Chiese e dei missionari.(…) Nella tradizione missionaria le religioni erano viste come nemiche di Cristo, oggi sono viste come preparazione a Cristo, quasi un 'Antico Testamento' in attesa del Nuovo. (…) Oggi tra i fedeli cattolici e di altre religioni si pratica «il dialogo della vita», come lo definiva Giovanni Paolo II: non il «dialogo teologico» come si immaginava al tempo del Concilio (rifiutato perché visto come tentativo di 'proselitismo'), ma la vita assieme, collaborando per il bene pubblico e la salvaguardia della pace, della giustizia, dell’aiuto ai poveri e della libertà religiosa per tutti”.
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