La tesi dei due autori è che «la vicenda di Gesù non è la biografia di un messia storico, ma un mito fondato sulleeterne favole pagane. Il cristianesimo non fu una rivelazione nuova e unica, ma un adattamento ebraico dell’antica religiose dei misteri pagani» (p. 2). Secondo loro al cuore dei tanti misteri pagani ci sarebbe il mito di un uomo-dio che sarebbe morto e risorto, a cui furono attribuiti diversi nomi: Osiride, Dioniso, Attis, Adone, Bacco, Mitra. E anche Apollonio. Ciò che accomunerebbe tutte queste divinità è la loro biografia: sarebbero figli di Dio e di una madre mortale vergine, nacquero il 25 dicembre in una grotta di fronte a tre pastori e uomini sapienti, come primo miracolo trasformarono l’acqua in vino, fecero il loro ingresso in città a dorso d’asino, furono crocifissi per Pasqua allo scopo di emendare i peccati del mondo, il terzo giorno resuscitarono. Avete già sentito questa storia, vero?
Visualizzazione post con etichetta apologetica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta apologetica. Mostra tutti i post
martedì 10 marzo 2015
Nessuna similitudine tra Gesù, Mitra e altre divinità pagane
sabato 8 febbraio 2014
CRISTO E LA CHIESA: UN MATRIMONIO RIUSCITO
di Giacomo Biffi
Quello tra il Signore Gesù e la sua Chiesa non è solo un matrimonio incontestabilmente celebrato: è altresì, per così dire, un matrimonio "riuscito". Potrà meravigliare questo insolito punto di riflessione ecclesiologica; ma va ritenuto opportuno e benefico. Anche perché è abbastanza diffuso un modo di pensare e di parlare, che non disconosce questo coniugio come atto originario costitutivo della Chiesa (diversamente si uscirebbe dalla verità cattolica), ma poi pare quasi supporre che siano intervenuti dei malintesi tra i coniugi e ormai non ci sia tra loro una grande armonia.
Non si spiegherebbe altrimenti come mai molti credenti si esprimano senza simpatia nei confronti della Sposa di Cristo, e talvolta quasi col desiderio di "metterla a posto", come si sarebbe tentati di fare con la moglie troppo invadente di un amico che ci è caro.
LA "CHIESA" O LA "CHIESA"?
Non si spiegherebbe altrimenti come mai molti credenti si esprimano senza simpatia nei confronti della Sposa di Cristo, e talvolta quasi col desiderio di "metterla a posto", come si sarebbe tentati di fare con la moglie troppo invadente di un amico che ci è caro.
LA "CHIESA" O LA "CHIESA"?
mercoledì 5 febbraio 2014
La "ricchezza" della Chiesa come rispondere?
di Corrado Gnerre da Il Settimanale di Padre Pio 06.03.2011
Perché la Chiesa che predica la povertà è tanto “ricca”? Ci sono almeno 4 considerazioni che si possono portare a chi muove ai cattolici questa critica, riflettendo su quel che veramente significano nella Chiesa “povertà” e “ricchezza”.
Una delle questioni che più frequentemente vengono proposte nelle ore di religione cattolica o negli incontri di catechesi è quella riguardante la cosiddetta “ricchezza” della Chiesa. Ma è mai possibile – si chiede solitamente – che la Chiesa possegga tanta ricchezza pur predicando la povertà?
E allora è bene chiarire alcuni punti per saper rispondere a questo interrogativo, che – come abbiamo già detto – è molto diffuso.
Divideremo il discorso in quattro punti:
1) la povertà non va confusa con il pauperismo;
2) la Verità non può essere separata dalla bellezza;
3) la ricchezza della Chiesa... non è della Chiesa;
4) la Chiesa non è del mondo, ma è nel mondo.
Perché la Chiesa che predica la povertà è tanto “ricca”? Ci sono almeno 4 considerazioni che si possono portare a chi muove ai cattolici questa critica, riflettendo su quel che veramente significano nella Chiesa “povertà” e “ricchezza”.
Una delle questioni che più frequentemente vengono proposte nelle ore di religione cattolica o negli incontri di catechesi è quella riguardante la cosiddetta “ricchezza” della Chiesa. Ma è mai possibile – si chiede solitamente – che la Chiesa possegga tanta ricchezza pur predicando la povertà?
E allora è bene chiarire alcuni punti per saper rispondere a questo interrogativo, che – come abbiamo già detto – è molto diffuso.
Divideremo il discorso in quattro punti:
1) la povertà non va confusa con il pauperismo;
2) la Verità non può essere separata dalla bellezza;
3) la ricchezza della Chiesa... non è della Chiesa;
4) la Chiesa non è del mondo, ma è nel mondo.
Iscriviti a:
Post (Atom)