Visualizzazione post con etichetta spiritualità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta spiritualità. Mostra tutti i post

martedì 12 febbraio 2013

SPIRITALITA’ e PREGHIERA (2)


VITA SPIRITUALE
Da Enzo Bianchi, Le parole della spiritualità

Non si dà vita cristiana senza vita spirituale! Lo stesso mandato fondamentale che la chiesa deve adempiere nei confronti dei suoi fedeli è quello di introdurli a un’esperienza di Dio, a una vita in relazione con Dio. È essenziale ribadire oggi queste verità elementari, perché viviamo in un tempo in cui la vita ecclesiale, dominata dall’ansia pastorale, ha assunto l’idea che l’esperienza di fede corrisponda all’impegno nel mondo piuttosto che all’accesso a una relazione personale con Dio vissuta in un contesto comunitario, radicata nell’ascolto della Parola di Dio contenuta nelle Scritture, plasmata dall’eucaristia e articolata in una vita di fede, di speranza e di carità. Questa riduzione dell’esperienza cristiana a morale è la via più diretta per la vanificazione della fede.
La fede, invece, ci porta a fare un’esperienza reale di Dio, ci immette cioè nella vita spirituale, che è la vita guidata dallo Spirito santo. Chi crede in Dio deve anche fare un’esperienza di Dio: non gli può bastare avere idee giuste su Dio. E l’esperienza, che sempre avviene nella fede e non nella visione, è qualcosa che ci sorprende e si impone portandoci a ripetere con Giacobbe: «Il Signore è qui e io non lo sapevo!» (Genesi 28,16).

sabato 9 febbraio 2013

SPIRITALITA’ e PREGHIERA (1)


Lettera sulla preghiera

di Mons. Bruno Forte

Mi chiedi: perché pregare? Ti rispondo: per vivere.

Sì: per vivere veramente, bisogna pregare. Perché? Perché vivere è amare: una vita senza amore non è vita. È solitudine vuota, è prigione e tristezza. Vive veramente solo chi ama: e ama solo chi si sente amato, raggiunto e trasformato dall’amore. Come la pianta che non fa sbocciare il suo frutto se non è raggiunta dai raggi del sole, così il cuore umano non si schiude alla vita vera e piena se non è toccato dall’amore. Ora, l’amore nasce dall’incontro e vive dell’incontro con l’amore di Dio, il più grande e vero di tutti gli amori possibili, anzi l’amore al di là di ogni nostra definizione e di ogni nostra possibilità. Pregando, ci si lascia amare da Dio e si nasce all’amore, sempre di nuovo. Perciò, chi prega vive, nel tempo e per l’eternità. E chi non prega? Chi non prega è a rischio di morire dentro, perché gli mancherà prima o poi l’aria per respirare, il calore per vivere, la luce per vedere, il nutrimento per crescere e la gioia per dare un senso alla vita.

Mi dici: ma io non so pregare! Mi chiedi: come pregare?

sabato 3 novembre 2012

DESERTO come esperienza spirituale


“FARE DESERTO”
L’espressione è divenuta nota all’interno della spiritualità cattolica ed indica un tempo di ritiro interiore, una esperienza personale di dialogo con sé stesso e con Dio.
Ne parla un maestro di spiritualità, Fr. Carlo Carretto, oggi ultracentenario (è nato nel 1910) Piccolo Fratello di Gesù, autore di molti saggi religiosi. Ne proponiamo un brano tratto da un suo famoso libro, Lettere dal deserto del 1967:
Quando si parla di deserto all'anima, quando si dice che il deserto deve essere presente nella tua vita, non devi intendere solo la possibilità di andare nel Sahara o in altri luoghi desertici. (…) E se tu non potrai andare nel deserto, devi però "fare il deserto" nella tua vita.
Fare un po' di deserto, lasciare di tanto in tanto gli uomini, cercare la solitudine per rifare nel silenzio e nella preghiera prolungata il tessuto della tua anima, questo è indispensabile, e questo è il significato del "deserto" nella tua vita spirituale.
Un'ora al giorno, un giorno al mese, otto giorni all'anno, per un periodo più lungo, se necessario, devi abbandonare tutto e tutti e ritirarti solo con Dio. Se non cerchi questo, se non ami questo, non illuderti; non arriverai alla preghiera contemplativa; perché essere colpevole di non volersi - potendo - isolare per gustare l'intimità con Dio, è un segno che manca l'elemento primo del rapporto con l'Onnipotente: l'amore. E senza amore non c'è rivelazione possibile.

venerdì 26 ottobre 2012

Spiritualità

Vivere nel mondo. Questioni fondamentali della spiritualità cristianaDa Gisbert Greshake Vivere nel mondo. Questioni fondamentali della spiritualità cristiana, Queriniana 2012

L'uso (e l'abuso) della parola "spiritualità" è piuttosto recente nella storia della Chiesa. Gli si preferiva la parola "pietà" (= religiosità, devozione, modo complessivo di vivere la vita alla luce della fede). La parola spiritualità sottolinea l'azione dello Spirito sull'individuo. Per questo la spiritualità è multiforme quanto lo è la vita e quanto lo sono le svariate possibili relazioni con Dio.
"...esiste solo una spiritualità cristiana, cioè quella  che ha il suo documento e la sua base nella sacra Scrittura. Ma pure la sacra Scrittura contiene una tale quantità di affermazioni, direttive, massime, forme di vita e prospettive comportamentali che nessun essere umano è in grado di viverle tutte allo stesso modo e con la stessa intensità" (p.10)