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domenica 16 dicembre 2012

La fine del mondo nelle maggiori religioni planetarie – Dossier 2012

Fine del mondoUn viaggio tra le religioni, i miti e la scienza sulla data che potrebbe coincidere con la Fine del Mondo.

Antichi miti raccontano di devastazioni e distruzioni che anticamente hanno colpito il nostro pianeta; la scienza conferma che la Terra in passato è stata sconvolta da cataclismi che ne hanno mutato il clima e la morfologia; l’ uomo con le sue attività potrebbe accelerare la sua fine.

Il 21 dicembre 2012 è ormai alle porte. Cosa dobbiamo attenderci? La conferma delle profezie apocalittiche tramandate dalle maggiori religioni del mondo? Ci aspetta la fine, o l’alba di un nuovo inizio segnato dalla pace e dalla giustizia?

Il 21 dicembre 2012, ultimo giorno del calendario ciclico dei Maya, è diventato uno dei temi più controversi del XXI secolo. Internet è satura di migliaia e migliaia di previsioni catastrofiche e profezie apocalittiche. Alcuni sostenitori del 2012 affermano, invece, che quella data segnerà un innalzamento della nostra coscienza collettiva che darà inizio ad un’era definitiva di pace e di concordia.

martedì 27 novembre 2012

2012, tutte le bugie sui vaticini dei maya


di Massimo Introvigne, 5.1.12, www.labussolaquotidiana.it

MayaLa storia, tutta la storia finirà il 21 dicembre 2012, si ripete, lo assicurano i Maya. Vale la pena allora di chiederci che cosa c’è – eventualmente – di vero in questa storia che sta facendo ancora una volta il giro del mondo.
Per rispondere con una parola sola: nulla. Ammettiamo – ma vedremo in seguito che non è così – che gli antichi Maya abbiano davvero previsto la fine del mondo per il 21 dicembre 2012. Questo ci direbbe qualcosa sui Maya, ma nulla sulla fine del mondo. La cultura e le credenze dei Maya non sono “la verità”, ed è strano che qualcuno oggi le prenda come guida infallibile. Per esempio, i Maya credevano che gli dei avessero bisogno di sacrifici umani, un elemento assolutamente centrale nella loro cultura Credevano anche che migliaia di sacrifici umani avrebbero reso i loro regni invincibili ed eterni. Non è successo: i regni Maya sono stati spazzati via dalla conquista spagnola. Elementi non secondari, anzi fondamentali della visione del mondo dei Maya si sono rivelati falsi.
Inoltre, della fine del mondo nel 2012 nessuno aveva sentito parlare fino agli anni d’oro del dopo-1968 e del New Age. Antropologi accademici hanno visitato in lungo e in largo le comunità dei discendenti dei Maya in Messico e in Guatemala e non hanno trovato nessuna particolare aspettativa relativa al 2012. E si tratta di comunità che conservano moltissimi elementi della cultura Maya precolombiana.
La storia della fine del mondo nel 2012 è stata sostanzialmente inventata da un teorico del New Age nato in Messico ma cittadino statunitense, José Argüelles (1939-2011), a partire dagli anni 1970 e illustrata particolarmente nel suo volume del 1987 “Il fattore maya”. (…)

lunedì 26 novembre 2012

La fine del mondo? E' ora


di R. Cascioli e A. Gaspari,       31.12.11, www.labussolaquotidiana.it

Il 2012 è l'anno da molti indicato come quello della fine del mondo. Una credenza fasulla, ma che viene alimentata da diverse fonti e per diversi scopi, e che è diventata un tormentone. In ogni caso, quello della fine del mondo, è un argomento che interroga la nostra fede. Per questo proponiamo un capitolo ("La fine dei tempi") del libro 2012 - Catstrofismo e fine dei tempi, scritto da Riccardo Cascioli e Antonio Gaspari (Piemme 2010).
Anche la Chiesa cattolica crede che la storia umana avrà una fine, che coinciderà con il ritorno definitivo di Cristo. Ma l’insegnamento della Chiesa sulla fine dei tempi è cosa ben diversa dall’ossessione moderna della fine del mondo. A cominciare dal quando, che non è una preoccupazione.
Per la Chiesa vale quanto detto da Gesù: «Non sapete né il giorno né l’ora». Potrebbe essere qualsiasi momento, per questo Gesù invita a vigilare per farsi trovare pronti. La fine dei tempi perciò, per il cristiano, si gioca in ogni istante. Non solo, essa è legata strettamente al ritorno di Gesù, alla resurrezione di tutti i corpi, come anche si prega nel Credo. Commentando la 1° Lettera di San Paolo ai Tessalonicesi (4, 13-18), Benedetto XVI spiegava in una catechesi del mercoledì che il senso del messaggio di Paolo riguardo l’ultimo giorno è «semplice e profondo: alla fine saremo sempre con il Signore. È questo, al di là delle immagini, il messaggio essenziale: il nostro futuro è “essere con il Signore”; in quanto credenti, nella nostra vita noi siamo già con il Signore; il nostro futuro, la vita eterna, è già cominciata».