di Francesco D'Ugo, 14 dicembre 2015
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mercoledì 16 dicembre 2015
Bufale sul Natale: Gesù è una copia di altre divinità
http://www.documentazione.info/bufale-sul-natale-gesu-e-una-copia-di-altre-divinita
mercoledì 25 marzo 2015
L’infanzia di Gesù di J. Ratzinger-Benedetto XVI. Appunti di Andrea Lonardo
http://www.gliscritti.it/blog/entry/3056

1/ «Di dove sei tu?» (Gv 19,9)
«Colpisce che Matteo e Luca concordino [nelle rispettive genealogie di Gesù] soltanto su pochi nomi, non abbiano in comune nemmeno quello del padre di Giuseppe. Come spiegare questo? A prescindere da elementi tratti dall’Antico Testamento, ambedue gli autori hanno lavorato con tradizioni le cui fonti non siamo in grado di ricostruire. Ritengo semplicemente inutile avanzare delle ipotesi al riguardo. Per entrambi gli evangelisti non contano i singoli nomi, bensì la struttura simbolica in cui appare la collocazione di Gesù nella storia: il suo essere intrecciato nelle vie storiche della promessa e il nuovo inizio che, paradossalmente, insieme con la continuità dell’agire storico di Dio, caratterizza l’origine di Gesù»[1].
Il III volume della trilogia su Gesù di Nazaret scritto da J. Ratzinger-Benedetto XVI[2] si apre subito utilizzando congiuntamente i diversi Vangeli e mettendone in rilievo i tratti comuni. Le genealogie di Matteo e Luca, pur molto diverse, vogliono entrambe sottolineare che Gesù viene “da molto lontano”.
Il primo capitolo del volume, infatti, si intitola «Di dove sei tu?» (Gv 19,9) e ricorda come i Vangeli segnalino sia i dati certi delle origini di Gesù, sia la consapevolezza dei suoi ascoltatori di essere alla presenza di un “mistero” ben più grande di una qualsivoglia esistenza nata nel tempo.
I Vangeli dell’Infanzia (Mt 1-2 e Lc 1-2) insegnano che di Gesù, infatti, si sanno tante cose. Si sa, ad esempio, che ha vissuto da bambino a Nazaret:
«Si sa, appunto, benissimo chi è Gesù e di dove viene: è uno tra gli altri. È uno come noi. La sua pretesa non può essere presunzione. Si aggiunge poi il fatto che Nazaret non era luogo per il quale esisteva una tale promessa»[3].
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mercoledì 24 dicembre 2014
25 dicembre, una data storica
http://www.30giorni.it/articoli_id_12293_l1.htm

Non fu una scelta arbitraria per soppiantare antiche feste pagane. Quando la Chiesa celebra la nascita di Gesù nella terza decade di dicembre, attinge all’ininterrotta memoria delle prime comunità cristiane riguardo ai fatti evangelici e ai luoghi in cui accaddero. Tommaso Federici, professore emerito di teologia biblica, fa il punto su indizi e recenti scoperte che confermano la storicità della data del Natale
di Tommaso Federici
Un preambolo
In genere si assumeva e si assume senza discutere la notizia già antica secondo cui la celebrazione del Natale del Signore nella prima metà del secolo IV fu introdotta dalla Chiesa di Roma per motivi ideologici. Infatti sarebbe stata posta al 25 dicembre per contrastare una pericolosa festa pagana, il Natale Solis invicti (fosse Mitra, come è probabile, o fosse una titolatura di un imperatore romano). Tale festa era stata fissata al solstizio invernale (21-22 dicembre), quando il sole riprendeva il suo corso trionfale verso il suo sempre maggiore risplendere. Quindi in ambito cristiano, risalendo di 9 mesi, si era posta al 25 marzo la celebrazione dell’annuncio dell’Angelo a Maria Vergine di Nazareth, e la sua Immacolata Concezione del Figlio e Salvatore. In conseguenza, sei mesi prima della nascita del Signore si era posta anche la memoria della nascita del suo precursore e profeta e battezzatore Giovanni.

In genere si assumeva e si assume senza discutere la notizia già antica secondo cui la celebrazione del Natale del Signore nella prima metà del secolo IV fu introdotta dalla Chiesa di Roma per motivi ideologici. Infatti sarebbe stata posta al 25 dicembre per contrastare una pericolosa festa pagana, il Natale Solis invicti (fosse Mitra, come è probabile, o fosse una titolatura di un imperatore romano). Tale festa era stata fissata al solstizio invernale (21-22 dicembre), quando il sole riprendeva il suo corso trionfale verso il suo sempre maggiore risplendere. Quindi in ambito cristiano, risalendo di 9 mesi, si era posta al 25 marzo la celebrazione dell’annuncio dell’Angelo a Maria Vergine di Nazareth, e la sua Immacolata Concezione del Figlio e Salvatore. In conseguenza, sei mesi prima della nascita del Signore si era posta anche la memoria della nascita del suo precursore e profeta e battezzatore Giovanni.
L’abside centrale della chiesa di Sancta Maria Foris Portas a Castelserpio, in provincia di Varese (VII-VIII secolo). Conserva i resti di un affresco, ispirato ai Vangeli apocrifi
venerdì 5 dicembre 2014
Semplicità del Natale
di Carlo Maria Martini
Il presepio è qualcosa di molto semplice, che tutti i bambini capiscono. E’ composto magari di molte figurine disparate, di diversa grandezza e misura: ma l'essenziale è che tutti in qualche modo tendono e guardano allo stesso punto, alla capanna dove Maria e Giuseppe, con il bue e l'asino, attendono la nascita di Gesù o lo adorano nei primi momenti dopo la sua nascita.
Come il presepio, tutto il mistero del Natale, della nascita di Gesù a Betlemme, è estremamente semplice, e per questo è accompagnato dalla povertà e dalla gioia.
Non è facile spiegare razionalmente come le tre cose stiano insieme. Ma cerchiamo di provarci.
venerdì 27 dicembre 2013
Quando è "nato" il Natale?
di Raymond Winlig pubblicato su Avvenire del 24 dicembre 2013. La data esatta del giorno della nascita di Gesù non è conosciuta. Su questo punto, i Vangeli dell’infanzia non danno alcuna informazione precisa. Clemente d’Alessandria menziona i calcoli approssimativi di gruppi di cristiani a proposito di questa data: per gli uni sarebbe il 19 o 20 aprile, per altri il 20 maggio. Egli riferisce inoltre che i discepoli di Basilide consideravano il 6 gennaio come data del battesimo di Gesù, nonché della sua nascita, costituendo il battesimo, secondo loro, l’adozione di Gesù a Figlio di Dio. Giuliano l’Africano (prima del 221) designa il 25 marzo giorno dell’annunciazione e della morte di Cristo, per cui conclude che la nascita di Gesù dovette avvenire verso la fine del mese di dicembre. Il computo pasquale del 243 nota che Gesù è nato il 28 marzo, il giorno in cui è stato creato il sole, stando alla Genesi.
La testimonianza più antica per fissare la nascita di Gesù al 25 dicembre è data dal Chronographusredatto da Filocalo nel 354. Ora, la lista dei vescovi di Roma, che ne fa parte, contiene indicazioni che permettono di precisare la data di composizione di questo documento, e cioè il 336. Il documento induce anche a pensare che i cristiani celebravano il 25 dicembre come festa della nascita di Gesù. La festa appare nell’Africa del Nord verso la stessa epoca.
In ogni ipotesi, bisogna distinguere la data della festa del Natale e l’oggetto di questa festa, vale a dire la nascita di Gesù.
A questo proposito si scontrano due tesi:
domenica 22 dicembre 2013
NATALE (dizionario)
come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità
di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver
sbagliato il percorso.
Il volto spurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli
uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.(don Tonino Bello)
Natale del Signore. Una speranza per tutti
(E.Bianchi)
L’evento che i cristiani celebrano a Natale non è una
“apparizione” di Dio tra gli uomini, ma la nascita di un bambino che soltanto
Dio poteva dare all’umanità, un “nato da donna” che però veniva da Dio e di Dio
doveva essere racconto e spiegazione. La nascita di colui che è il Signore e
Dio non va presa in senso metaforico, ma in tutto il suo senso reale, storico
che l’Evangelo mette in evidenza quale “segno”. Infatti, per ben tre volte,
nella narrazione della nascita di Gesù, l’evangelista Luca ripete con le stesse
parole l’immagine da guardare senza distrazioni: “un bambino avvolto in fasce
che giace in una mangiatoia” (Lc 2,7.12.16)! Sì, c’è anche la luce che
risplende e avvolge i pastori, c’è la gloria divina che incute timore, c’è il
coro degli angeli che canta la pace per gli uomini amati da Dio, ma tutto
questo è solo la cornice che mette in risalto il quadro e cerca di svelarci il
senso che esso racchiude.
domenica 23 dicembre 2012
Natale: preghiere
Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli!
accarezza il malato e l'anziano!
Spingi gli uomini a deporre le armi
e a stringersi in un universale abbraccio di pace!
Invita i popoli, misericordioso Gesù,
ad abbattere i muri creati
dalla miseria e dalla disoccupazione,
dall'ignoranza e dall'indifferenza,
dalla discriminazione e dall'intolleranza.
Sei Tu, Divino Bambino di Betlemme,
che ci salvi liberandoci dal peccato.
Sei Tu il vero e unico Salvatore,
che l'umanità spesso cerca a tentoni.
Dio della Pace, dono di pace all'intera umanità,
vieni a vivere nel cuore di ogni uomo
e di ogni famiglia.
Sii Tu la nostra pace e la nostra gioia! Amen.
Giovanni Paolo II
PERCHE’ SONO NATO, DICE DIO
venerdì 21 dicembre 2012
Natale: riflessioni e citazioni
Andiamo fino a Betlemme,
come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità
di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver
sbagliato il percorso.
Il volto spurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli
uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.(don Tonino Bello)
come i pastori.
L'importante è muoversi.
E se invece di un Dio glorioso,
ci imbattiamo nella fragilità
di un bambino,
non ci venga il dubbio di aver
sbagliato il percorso.
Il volto spurito degli oppressi,
la solitudine degli infelici,
l'amarezza di tutti gli
uomini della Terra,
sono il luogo dove Egli continua
a vivere in clandestinità.
A noi il compito di cercarlo.
Mettiamoci in cammino senza paura.(don Tonino Bello)
di Claudio Magris sul Corriere della Sera del 24.12.2011
sabato 15 dicembre 2012
Verso il Natale. Le tradizioni dell'Avvento: la corona, l'albero, il presepe
LA CORONA DI AVVENTO
Prima Domenica di Avvento: “E’ ormai tempo di svegliarvi dal sonno”
La prima candela si chiama “Candela del Profeta “ ed è la candela della Speranza!
Accendiamo, Signore, questa luce, come chi accende la sua lampada per uscire, nella notte, incontro all’amico che viene. In questa prima settimana di Avvento vogliamo alzarci per aspettarti preparati, per riceverti con gioia. Molte ombre ci avvolgono. Molte lusinghe ci addormentano. Vogliamo rimanere svegli e vigilanti, perché tu ci porti la luce più chiara, la pace più profonda, la gioia più vera.
Seconda Domenica di Avvento: “Raddrizziamo i sentieri”
La seconda candela si chiama “Candela di Betlemme” candela della chiamata universale alla Salvezza!
sabato 8 dicembre 2012
Babbo Natale? Ha la stoffa del santo
di Cara Ronza 06-12-2012 http://www.lanuovabq.it/it/articoli-babbo-natale-ha-la-stoffa-del-santo-5345.htm
Forse qualcuno ancora non lo sa, ma il vecchio ameno, paffuto e canuto, che scorrazza nel cielo d'inverno su una slitta carica di doni altri non è che san Nicola, vescovo di Myra, venerato a Bari e passato alla storia per la sua straordinaria generosità.
In effetti, a vederlo oggi su cartoline e carta da pacco, o a trovarselo davanti, gigantesco pupazzo, all'ingresso dei centri commerciali, non si direbbe proprio che sia un alto prelato. La casacca rossa e il cappello bordati di pelliccia, gli stivali adatti ad affondare nella neve accreditano piuttosto la fiaba globale del simpatico grassone che vive al Polo Nord e che, con l'aiuto di mille folletti, confeziona e poi distribuisce i regali ai bambini buoni. La storia, invece, è diversa.
Di Nicola, uno dei santi più venerati dalla Chiesa – cattolica, ortodossa, protestante – non abbiamo in realtà molte notizie. Sappiamo che nacque intorno alla metà del III secolo a Patara, in Licia, regione dell’antica Grecia, e che nel 300 divenne vescovo di Myra. Sappiamo che nel 325 prese parte al Concilio di Nicea, che negli ultimi anni della sua vita visitò il papa a Roma, e che morì il 6 dicembre. Di quale anno esattamente però non si sa. Gli storici non si sbilanciano e dicono soltanto "tra il 345 e il 352". Fu seppellito a Myra (oggi Demre, Turchia) e lì restarono le sue ossa fino al 1087, quando le sue reliquie furono saccheggiate e portate a Bari. Qui, secondo la leggenda, Nicola si era fermato nel suo pellegrinaggio verso Roma.
In effetti, a vederlo oggi su cartoline e carta da pacco, o a trovarselo davanti, gigantesco pupazzo, all'ingresso dei centri commerciali, non si direbbe proprio che sia un alto prelato. La casacca rossa e il cappello bordati di pelliccia, gli stivali adatti ad affondare nella neve accreditano piuttosto la fiaba globale del simpatico grassone che vive al Polo Nord e che, con l'aiuto di mille folletti, confeziona e poi distribuisce i regali ai bambini buoni. La storia, invece, è diversa.
Di Nicola, uno dei santi più venerati dalla Chiesa – cattolica, ortodossa, protestante – non abbiamo in realtà molte notizie. Sappiamo che nacque intorno alla metà del III secolo a Patara, in Licia, regione dell’antica Grecia, e che nel 300 divenne vescovo di Myra. Sappiamo che nel 325 prese parte al Concilio di Nicea, che negli ultimi anni della sua vita visitò il papa a Roma, e che morì il 6 dicembre. Di quale anno esattamente però non si sa. Gli storici non si sbilanciano e dicono soltanto "tra il 345 e il 352". Fu seppellito a Myra (oggi Demre, Turchia) e lì restarono le sue ossa fino al 1087, quando le sue reliquie furono saccheggiate e portate a Bari. Qui, secondo la leggenda, Nicola si era fermato nel suo pellegrinaggio verso Roma.
sabato 1 dicembre 2012
Natale e società: tradizioni e opposizioni
Vietato dire Natale. E' l'ultima follia del politicamente corretto
di Luca Doninelli - 18 dicembre 2011, Il Giornale
Dalle scuole alle affissioni fino agli auguri: il termine è scomparso in nome del politicamente corretto. Eccesso di riguardo per la sensibilità dei non cristiani
Sembra che espressioni come «Vacanze di Natale», «panettone natalizio» o perfino «Buon Natale» non si debbano più usare. Unica deroga: i film con Boldi, De Sica & co., ultimo baluardo, verrebbe da dire, del cattolicesimo in questa società senza dio.
Ma provate a dirlo in una scuola elementare italiana. Provate a proporre di allestire una bella «recita di Natale». Subito spunta questa cosa che non si trova mai da nessun’altra parte: la «sensibilità» di chi appartiene ad altre religioni. (…)
Alla gente bisognerebbe dare le tradizioni un po’ favolose, qualcosa su cui fantasticare, le fate, gli elfi, Babbo Natale, il Principe Azzurro. Un sano divertimento senza corpo, tutto anima, tutto innocenza allegra e piena di tenerezza («dolcetto o scherzetto!»). (…)
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