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venerdì 19 aprile 2013

COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO


Sant'Egidio story. Il grande bluff ?
Fanno i demiurghi della pace. Sono candidati al Nobel. Sono nelle grazie del papa. Sono i cattolici italiani più celebrati al mondo. Ma sono strutturati come una monarchia assoluta. Storia non autorizzata di una comunità tutta speciale.
Andrea Riccardi, il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, è diventato anche ministro. Non degli affari esteri, come lui stesso aveva sussurrato qua e là di desiderare, ma pur sempre della cooperazione internazionale, un incarico in rima con l’epiteto di “ONU di Trastevere” applicato ad arte alla sua comunità.
Quello che segue è un ritratto impietoso e decisamente datato, ma non privo di interesse.
di Sandro Magister, "L'Espresso" del 9 aprile 1998

Hanno la loro cittadella a Roma Trastevere, in piazza Sant'Egidio, in un ex convento di monache carmelitane con la chiesa. Ma non tengono nessuna targa sul portoncino. Lì a fianco c'è una caffetteria snob, "
Pane amore e fantasia", con l'insegna tipo pellicola da cinema e la foto di Gina Lollobrigida, ma non c'è scritto che è della comunità. Anche la loro messa del sabato sera è da qualche tempo clandestina. La dicono a porte chiuse dentro la vicina basilica di Santa Maria, che raggiungono attraverso un labirinto di locali e cortili interni. Perché ormai sia la basilica, sia quasi tutti gli edifici attigui sono loro dominio, compresi i due palazzi antichi sulla piazza grande. In uno c'è un mercatino di cose vecchie e curiose, "La soffitta". Anche di questo non c'è scritto che è della comunità.
Sant'Egidio si vede e non si vede. Si sa che servono minestre calde ai barboni e aiutano i vecchi rimasti soli. Si sa che in Mozambico hanno messo d'accordo governo e guerriglieri e che nel Kosovo facevano la spola tra il despota serbo Slobodan Milosevic e gli albanesi maltrattati. Sono candidati al Nobel per la pace. Hanno un efficientissimo servizio di pubbliche relazioni e tutti ne dicono un gran bene.
TRA OPUS DEI E DALAI LAMA

lunedì 15 aprile 2013

CHIARA AMIRANTE e NUOVI ORIZZONTI


Ho fatto un patto con Dio
Intervista a Chiara Amirante a cura di Valerio Pece pubblicata in "Tempi" (ANNO 17, NUMERO 18, 11 maggio 2011,)
Aveva venticinque anni Chiara Amirante, classe ’66, quando iniziò la sua folle avventura tra gli ultimi della terra. Una laurea in Scienze politiche in tasca e il sogno del giornalismo. Ma aveva anche una terribile e progressiva malattia agli occhi, ‘Sindrome di Bechet’, la chiamano: gli anticorpi invece di difendere attaccano. «Sì –ricorda Chiara- avevo dolori atroci agli occhi: avevo già perso otto decimi di vista e per i medici la cecità totale m’avrebbe raggiunta di lì a poco”.
Oggi Nuovi Orizzonti, la realtà fondata da Chiara Amirante, rappresenta una delle realtà cattoliche più creative e più capaci di suscitare curiosità. Se i cardinali Rino Fisichella e Ersilio Tonini vanno annoverati di diritto tra i “fan” di Nuovi Orizzonti, e cantanti come Andrea Bocelli e Nek (entrambi Cavalieri della Luce, ennesima idea evangelizzatrice della vulcanica Chiara) farebbero per lei qualsiasi cosa, è stato proprio Giovanni Paolo II, nel 2004, a nominare Chiara Consultore del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli itineranti, incarico rinnovato poi da Papa Benedetto XVI. Fino ad arrivare a dicembre 2010, quando il Pontificio Consiglio per i Laici, inaspettatamente e bruciando le tappe, ha riconosciuto Nuovi Orizzonti come Associazione internazionale privata di fedeli di Diritto Pontificio.

domenica 17 marzo 2013

Abbè Pierre e la comunità Emmaus


(Pier Giuseppe Accornero, Vita Pastorale)

L' Abbé Pierre, al secolo Henri Antoine Grouès (Lione, 5 agosto 1912Parigi, 22 gennaio 2007) è stato un presbitero, partigiano e uomo politico francese, fondatore nel 1949 dei Compagnons d'Emmaüs, un'organizzazione per i poveri e i rifugiati.
Nel 1928, all'età di sedici anni, ebbe quello che egli stesso definì "un colpo di fulmine con Dio": durante una gita ad Assisi, al Convento Le Carceri, avvertì forte la vocazione per la vita monacale. Henri decise di entrare nell'ordine francescano dei frati minori cappuccini. Nell'ordine assunse il nome di "frate Philippe". Ordinato sacerdote nel 1938, nel 1939 fu costretto ad abbandonare la vita monastica per motivi di salute. Si incardina nella diocesi di Grenoble. Durante la II guerra mondiale è cappellano in Marina. Dal 1942 dalle montagne di Grenoble partecipa alla Resistenza contro l'occupazione nazista, aiuta molti a fuggire in Svizzera: ebrei, perseguitati politici, partigiani che lo ribattezzano "abbé Pierre". Salva tanti bambini e porta sulle spalle il fratello del "generalissimo" Charles De Gaulle, malato e ricercato dalla Gestapo. Membro della Costituente, deputato all'Assemblea nazionale nel Movimento repubblicano popolare (Mrp), fondato dai partigiani cristiani, ha un dialogo serrato e conflittuale con il potere. Nel 1951 si dimette per dedicarsi ai poveri. Nelle discariche di Parigi offre ai disperati un aiuto, lavora con loro nella raccolta e selezione di stracci, abiti, carta, bottiglie, ferro, oggetti di ogni genere - la "raccolta differenziata" ante litteram da rivendere.

giovedì 14 marzo 2013

CHIARA LUBICH e i FOCOLARINI



Vedi: http://focolare.org/It/chiara_i.html
Chiara Lubich riabilitata. Da Scaraffia-Vian


Sulla prima pagina de “L’Osservatore Romano” del 25 marzo 2011 Lucetta Scaraffia ha scritto un profilo entusiastico di Chiara Lubich, la fondatrice del movimento dei Focolari, a tre anni dalla sua morte.

L’articolo ha per titolo: “Una rivoluzione femminile”. E questa è la sua conclusione trionfale, al presente storico:

“Con la sua straordinaria esperienza, Chiara – che parla alle assemblee dei vescovi, è ascoltata dai papi, viene accolta con gli onori di un capo di stato nei paesi che visita – realizza quello che i tempi richiedono anche alla Chiesa: riconoscere l’importanza del ruolo delle donne.

“Ma lo ottiene senza rivendicare diritti, senza nessuna asprezza. Lo ottiene dimostrando di sapersi meritare quell’autorità che le viene riconosciuta, come è stato per le grandi sante nella storia della Chiesa. La sua importanza nel cattolicesimo del Novecento è anche la prova di una rivoluzione femminile compiuta nel silenzio e nella modestia. Rimane il compito di prenderne atto”.

mercoledì 27 febbraio 2013

Movimenti cattolici

Da Cathopedia, l'enciclopedia cattolica.

CENNI STORICI

Fin dal Medioevo i laici cattolici hanno dato vita alle più disparate forme di aggregazione.
Tra le prime forme vi sono state le Congreghe o Confraternite, associazioni di fedeli nate spesso con lo scopo di diffondere la venerazione della Vergine Maria o di un Santo, o per dedicarsi a opere di misericordia.
Tra le prime confraternite a nascere vi furono quelle per la diffusione della pratica del rosario, promosse dai frati domenicani, e le Figlie di Maria, promosse dai Serviti.
Anche se non possono essere qualificate associazioni laicali in senso moderno, vanno annoverate tra queste anche i terz'ordini: essi nacquero per aiutare i laici a vivere la spiritualità di un determinato ordine religioso.
Nel corso del tempo sono nate anche le società di mutuo soccorso, spesso legate ai Monti di Pietà, che assicuravano ai soci assistenza in caso di malattia o di necessità economiche. Nel corso del XIX secolo da queste nacquero le "leghe bianche", che avrebbero poi dato vita ai sindacati cattolici.
Dal secondo dopoguerra in poi sono nati e si sono diffusi molti movimenti cattolici, non legati più all'ambito parrocchiale (come l'Azione cattolica), o a ordini religiosi (come i terz'ordini), ma portatori di una propria specifica spiritualità.
Il Concilio Vaticano II ha riconosciuto nel decreto Apostolicam Actuositatem il ruolo indispensabile svolto dai laici cattolici nell'opera di apostolato. Il decreto cita espressamente un'associazione di laici cattolici, l'Azione Cattolica, quale modello per tutti i laici che vogliono, in forma associata, contribuire al "fine apostolico della Chiesa"
Dopo il Concilio, e sotto impulso dello stesso, sono nati e si sono sviluppati molti movimenti o associazioni, ognuno dei quali è portatore di un carisma specifico.
I lavori del Sinodo dei Vescovi del 1988, dedicato alla Vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo, sono confluiti nell'Esortazione Apostolica post-sinodale Christifideles Laici di Giovanni Paolo II. In essa vengono incoraggiate tutte le forme di vita associativa laicale.

CRITERI DI ECCLESIALITA’

martedì 30 ottobre 2012

Carismi e movimento carismatico

Che cosa sono i carismi?
Fonte: www.amicidomenicani.it

La parola carisma deriva dal greco e significa grazia, dono.
Nella Sacra Scrittura
carisma ha tre significati.
1. Il
primo significato è generale e per carisma si intende qualsiasi grazia, dono o favore.
2. Il secondo significato è un significato largo, e allora i carismi sono intesi come grazie speciali permanenti con le quali i fedeli si rendono adatti e pronti ad assumersi varie opere o uffici, utili al rinnovamento e allo sviluppo della Chiesa (LG 12). Possono essere l’ufficio di catechista, di padre o di madre di famiglia, di sposo o di sposa, di sacerdote, di persona consacrata a Dio, di missionario, di insegnante...
In questo senso ne parla S. Pietro: “
Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta (carisma), mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla lo faccia con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l'energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio” (1 Pt 4,10-11).