Chiara Lubich (dal discorso ai Vescovi amici del Movimento dei Focolarini, 24.2.2002)
Come mai alla parola “evangelizzazione” è stato aggiunto l’aggettivo “nuova”?
Lo ha fatto Giovanni Paolo II per la prima volta nel 1983. Durante gli anni seguenti, poi, ha formulato dei principi, delle caratteristiche di questa “nuova evangelizzazione”.
Intanto occorre dire che, fin dai primi decenni del ’900, aveva in certo modo pronunciato questa parola “nuova” lo Spirito Santo, quando ha iniziato a mandare sulla terra – come fa di tempo in tempo – carismi particolari, per una rievangelizzazione della cristianità, che ne aveva bisogno, ed una più estesa evangelizzazione dell’umanità, dando origine così a vive e vibranti nuove forme associative, come i Movimenti e le Comunità ecclesiali.
I principi e le caratteristiche più importanti della “nuova evangelizzazione” annunciata da Giovanni Paolo II nell’enciclica Redemptoris Missio (1990) sono una decina.
L’evangelizzazione deve essere:
1. nuova nel suo ardore;
2. nuova nei suoi metodi;
3. nuova nelle sue espressioni;
4. il primo annuncio che deve fare è: “L’uomo è amato da Dio”;
5. è destinata alla formazione di comunità ecclesiali mature;
6. occorre prima evangelizzare se stessi;
7. la Parola del Vangelo che metterà in rilievo sarà l’amore;
8. dovrà attuare e far attuare il Comandamento Nuovo di Gesù;
9. non la si potrà realizzare senza puntare sulla santità;
10. per una “nuova evangelizzazione” necessiterà naturalmente anche la Parola detta.
Tutti chiamati ad evangelizzare