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mercoledì 4 giugno 2014

Come si può parlare dello Spirito Santo?

Se non era facile parlare ai contemporanei di Dio, ancora più difficile è stato parlare loro del Figlio di Dio. Ma come si deve parlare dello Spirito santo di Dio, che non si può concepire né rappresentare e, certamente, neppure dipingere?
Nella storia dell'arte occidentale c'è un pittore, al quale più che ad altri si attribuisce un anelito di spiritualizzazione. Molti dei suoi dipinti sono pervasi di un'inquietudine estatica. Lo spazio da lui dipinto è spesso più accennato simbolicamente che reale; domina la verticale, il movimento ascensionale; le sue figure sembrano stirate artificialmente, allungate in maniera innaturale; il gioco delle ombre e delle luci è altamente drammatico; i contorni sfumano. La bellezza è qui in larga misura smaterializzata - anche a prescindere dagli occhi espressivi di molte figure.
Questo pittore proviene dall'arte greco-bizantina, tuttavia a Venezia e a Roma, presso i grandi maestri Tiziano, Bassano e Tintoretto, si era appropriato delle acquisizioni del rinascimento e del manierismo. E tutto questo coniugava con la religiosità popolare mistica della Spagna, lui che non era spagnolo e che tuttavia era più spagnolo degli spagnoli: Domenikos Theotokópoulos di Creta detto El Greco (1541-1614), non soltanto pittore, ma anche scultore, architetto e teorico dell'arte.

giovedì 20 settembre 2012

L’ULTIMA CENA secondo Leonardo

Iconografia eucaristica. Leonardo fu lo spartiacque. Sulla mensa i moti dell’animo
di Francesca Bonazzoli, Corriere della Sera, 31.8.11
Dal IV secolo ad oggi l'iconografia dell'eucarestia si può raccontare attraverso un prima e dopo Leonardo da Vinci. La sua Ultima cena, affrescata nel refettorio dove consumavano i pasti i frati domenicani del convento di Santa Maria delle Grazie, a Milano, è l'icona per eccellenza della storia della pittura, la più riprodotta, reinterpretata e copiata nonostante rappresenti il momento emotivamente più labile e ambiguo dell'istituzione del sacramento. Mai, prima di Leonardo, un artista aveva rappresentato quel preciso attimo della Cena che esclude qualsiasi descrizione concreta e si concentra invece sulla psicologia, sull'incertezza, lo stupore e il turbamento da cui sono presi tutti gli apostoli dopo che Cristo ha annunciato: «Uno di voi mi tradirà». Il genio da Vinci è infatti l'unico che dipinge le parole dell'evangelista Giovanni: «I discepoli si guardavano gli uni gli altri non riuscendo a capire di chi egli parlava»: tutti gli altri pittori si erano limitati a narrare la vicenda attraverso dettagli concreti, per esempio il momento in cui Gesù allunga la mano nello stesso piatto di Giuda annunciando il tradimento. (…)