Benedetto XVI ha presentato nell’udienza del 6 aprile la figura di santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, Teresa di Lisieux (1873-1897), «una delle sante più conosciute e amate» dai fedeli di tutto il mondo. Il Papa ha messo in guardia contro ogni rappresentazione banalizzante o sentimentale della santa di Lisieux, invitando a studiare «la sua profonda dottrina spirituale», e ricordando come il venerabile Giovanni Paolo II (1920-2005) la definì «esperta della scientia amoris (Novo Millennio ineunte, 27)».
La «scienza dell’amore», ha detto il Papa, è una vera scienza. Il modo della santa di comunicare questa scienza è prevalentemente narrativo: «Teresa la esprime principalmente nel racconto della sua vita, pubblicato un anno dopo la sua morte sotto il titolo di Storia di un'anima. È un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e diffuso in tutto il mondo. Vorrei invitarvi a riscoprire questo piccolo-grande tesoro, questo luminoso commento del Vangelo pienamente vissuto! La Storia di un'anima, infatti, è una meravigliosa storia d'Amore, raccontata con una tale autenticità, semplicità e freschezza che il lettore non può non rimanerne affascinato!».
La «scienza dell’amore», ha detto il Papa, è una vera scienza. Il modo della santa di comunicare questa scienza è prevalentemente narrativo: «Teresa la esprime principalmente nel racconto della sua vita, pubblicato un anno dopo la sua morte sotto il titolo di Storia di un'anima. È un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e diffuso in tutto il mondo. Vorrei invitarvi a riscoprire questo piccolo-grande tesoro, questo luminoso commento del Vangelo pienamente vissuto! La Storia di un'anima, infatti, è una meravigliosa storia d'Amore, raccontata con una tale autenticità, semplicità e freschezza che il lettore non può non rimanerne affascinato!».