Eutanasia (la difesa della vita
morente)
La
parola “eutanasia” deriva dal greco e significa "buona o dolce
morte" (eu= buona e thanatos = morte). Si intende l’uccisione di
una persona umana gravemente invalidata dalla malattia da parte di un medico
per mezzo di una azione o di una omissione che procuri la morte al fine di
eliminargli ogni dolore.
Chiariamo:
da una parte c’è una persona che richiede (o per cui è richiesta) di essere
uccisa da un medico, non essendo in condizioni di farlo da sola, per porre fine
alla sua sofferenza o ad una vita che ritiene indegna di essere vissuta.
Si parla di eutanasia
volontaria o consensuale quando
la richiesta di morte viene chiaramente espressa dal paziente (affetto in molti
casi da emiparesi o dalla SLA, Sindrome
Laterale Amiotrofica, causante
una progressiva perdita delle funzionalità muscolari, fino al sopraggiungere
della piena paralisi e del soffocamento). Si
parla invece di eutanasia non
volontaria quando la
richiesta di morte è espressa dalle persone che hanno in cura il paziente
(generalmente in coma vegetativo) in quanto presumono che, ove egli potesse
esprimersi, la richiederebbe.
