martedì 17 febbraio 2015

Digiuno, carità e preghiera Ecco perché

di Stefano Bimbi
Preghiera, digiuno e carità: le tre opere della Quaresima
Se a un fedele che va alla Messa o a un ragazzo che frequenta il catechismo chiediamo di dire, magari nell'ordine, i Dieci Comandamenti probabilmente avrà qualche difficoltà. Eppure in confessione dobbiamo accusarci dei peccati mortali e allora ci si chiede come possa farlo chi non sa nemmeno elencare i Comandamenti. Se poi chiediamo a chi va a confessarsi se conosce i precetti generali della Chiesa, forse avremo delle brutte sorprese. Può darsi che nemmeno sappia che sono cinque. Eppure anche questi sono obbligatori per tutti sotto pena di peccato mortale e quindi, al pari dei Comandamenti, da confessare in caso di mancato adempimento.
Eccoli dunque così come sono formulati nel Compendio del Catechismo della Chiesa cattolica:partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate [per l'assoluzione del precetto vale anche la Messa del sabato pomeriggio, anche se è meglio partecipare la domenica, giorno del Signore, n.d.A.] e rimanere liberi da lavori e da attività che potrebbero impedire la santificazione di tali giorni; confessare i propri peccati almeno una volta all'anno; ricevere la Comunione almeno a Pasqua; astenersi dal mangiare carne e osservare il digiuno nei giorni stabiliti dalla Chiesa; sovvenire alle necessità materiali della Chiesa, secondo le proprie possibilità.

giovedì 12 febbraio 2015

«Ecco perché i cattolici non usano i metodi naturali»

Il clima culturale, la diffidenza del mondo medico, l’ostilità dei media. Fisichella: «C’è un boicottaggio laicista». Dopo le parole del Papa su «conigli» e «paternità responsabile», un’inchiesta sui modi per conoscere la fertilità

MAURO PIANTA, http://vaticaninsider.lastampa.it/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/pianificazione-familiare-family-planning-pianificacion-familiar-39085/

I cattolici e la paternità responsabileLa Chiesa, pur senza averli “inventati”, li raccomanda. Le multinazionali della contraccezione li guardano con il fumo negli occhi, perché contrari ai loro interessi economici. La medicina ufficiale, in genere, li snobba. Sono i metodi naturali: un modo per conoscere la fertilità basato sull’osservazione e la valutazione di segnali fisiologici presenti nella donna e che permette di distinguere i periodi fertili da quelli che invece non lo sono. Come funzionano? Le coppie che in un determinato momento della loro vita non desiderano gravidanze si asterranno dai rapporti nei giorni individuati grazie a questi metodi: quello dell’ovulazione (Billings) e quelli Sintotermici (Roëtzer e Camen). Al contrario, chi cerca la gravidanza, sarà aiutato dalla scoperta delle date potenzialmente feconde (qualche giorno al mese). Non si tratta, dunque, di pratiche contraccettive, ma di tecniche e stili di vita grazie ai quali è possibile scoprire quando la donna potrebbe rimanere incinta. E decidere consapevolmente. Nel 1968 Paolo VI scriveva nell’enciclica Humanae Vitae: «La Chiesa è coerente con se stessa sia quando ritiene lecito il ricorso ai periodi infecondi, sia quando condanna come sempre illecito l’uso dei mezzi direttamente contrari alla fecondazione».

mercoledì 28 gennaio 2015

Che cosa significa la parola Islam?

Dopo l’attentato alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo e i successivi fatti di cronaca si è tornato a parlare di scontro di civiltà e da più parti si è indicato l’Islam come problema o nemico dell’occidente.
Ma quando si parla dell’Islam di cosa si sta parlando? E’ un blocco monolitico e compatto? Che cosa è l'Islam e in che modo si compone? Se ci ponessero la stessa domanda rispetto alla realtà europea risponderemmo che è un mondo complesso e pieno di differenze. Probabilmente daremmo la stessa risposta se ci chiedessero di definire il cristianesimo, che non è una realtà unica ma che è divisa in almeno 3 macro gruppi (cattolico, protestante, ortodosso) che a loro volta hanno tantissime differenze interne (rito latino e riti orientali, centinaia di chiese riformate e protestanti diverse, chiese acefale etc...) che li rendono scarsamente accomunabili. 
Per provare a fare chiarezza abbiamo pensato a una breve sintesi con un prospetto delle varie articolazioni che danno estrema vivacità allo scenario dell'Islam attuale.

martedì 27 gennaio 2015

L'ALDILA' secondo p. Spidlik

La vita eterna. Si dice che S.Teresa sempre piangeva quando si cantava, e un professore di Teologia diceva: “Sì, sì, piangere è una bella cosa ma spiegare cosa significa, questo è il guaio”. Perché sono due termini: “Vita” e “eterna”. Che cosa è la vita? E che cosa è “eterna”? Non è tanto facile a dire. E poi si parla dell’”escatologismo orientale”. Nel tempo del Concilio c’era il vescovo ortodosso di Parigi, Cassiano, e gli hanno mostrato le università pontificie di Roma, il Vaticano, e lui diceva: “Voi aspettate ancora la venuta di Gesù Cristo o volete fare tutto qua?”. E difatti questa obiezione sulla mancanza dell’Escatologismo, ha spinto i padri del Concilio ad aggiungere nella messa: “Nell’attesa della beata speranza della venuta di nostro Signore Gesù Cristo”. Ma vale anche l’obiezione contraria. Solov’ev dice: “A causa del suo escatologismo la Chiesa orientale ha dimenticato di occuparsi delle cose necessarie, dei poveri e di tutte queste cose”.

venerdì 9 gennaio 2015

Omosessualità, alcuni punti da chiarire

di Massimo Introvigne e Riccardo Cascioli09-01-2015, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-omosessualitaalcuni-puntida-chiarire-11447.htmMatrimonio gay
Caro direttore,
l'improvvido attacco di Giuliano Ferrara contro un convegno sulla famiglia organizzato a Milano, accusato - falsamente - da Repubblica di volere propagandare la tesi secondo cui «l'omosessualità è una malattia da curare», ha suscitato, su queste colonne e altrove, diverse reazioni. Qualcuno ha avuto anche l'impressione che il fronte «pro family» si sia diviso al suo interno. Non ci sarebbe nulla di particolarmente scandaloso - soprattutto in Italia, che è il Paese delle sfumature - ma è importante distinguere le divergenze di opinione reali dai semplici equivoci. A me sembra che siano in corso tre battaglie diverse in tema di omosessualità, che sono ovviamente collegate ma che nello stesso tempo non coincidono. Se non le si distingue, la confusione è inevitabile.

mercoledì 31 dicembre 2014

Omosessuali non si nasce. E neanche lo si diventa

Intervista alla professoressa di bioetica Giorgia Brambilla


di Marina Maset
Gender: le cerveau est-il male ou femelle ?
All’interno del Diploma di Perfezionamento in Bioetica, lo scorso novembre è stata aperta al pubblico la lezione sul tema " Teoria del Gender: storia e fondamenti". Di seguito presentiamo un’intervista fatta alla prof.ssa Giorgia Brambilla, in occasione del suo intervento durante la seconda parte della lezione dedicata agli aspetti scientifici e bioetici dell’omosessualità.
 
***
Dalla differenza all’indifferentismo sessuale: quali sono le origini di questo dibattito?
 
Chi sostiene che non esista una vera differenza tra uomini e donne crede che il corpo è sì sessuato, ma questo non è determinante. Ciò che conta è come la persona si sente. E la differenza maschile/femminile sarebbe una differenza esclusivamente culturale, cioè gli uomini e le donne sono tali perché da bambini siamo stati educati così. Storicamente, vi è stata l’influenza di varie correnti. Per citarne alcune: il permissivismo edonista e il suo slogan “al sesso non si comanda!”; il pansessualismo di Freud che riconduceva le nevrosi e le sofferenze della personalità alle repressioni della sessualità; il rapporto Kinsey, secondo cui il sesso è un mero meccanismo legato a certi stimoli e dunque non ha senso dire in ambito sessuale che una cosa è sbagliata o che non è normale; la rivoluzione sessuale che ha portato a ridurre il sesso alla mera istintualità. Il filo conduttore consiste nell’idea che l’uomo debba essere liberato e che questo si possa fare attraverso la liberalizzazione del sesso.
 

mercoledì 24 dicembre 2014

25 dicembre, una data storica

http://www.30giorni.it/articoli_id_12293_l1.htm
Presepe_

Non fu una scelta arbitraria per soppiantare antiche feste pagane. Quando la Chiesa celebra la nascita di Gesù nella terza decade di dicembre, attinge all’ininterrotta memoria delle prime comunità cristiane riguardo ai fatti evangelici e ai luoghi in cui accaddero. Tommaso Federici, professore emerito di teologia biblica, fa il punto su indizi e recenti scoperte che confermano la storicità della data del Natale


di Tommaso Federici
Un preambolo 
In genere si assumeva e si assume senza discutere la notizia già antica secondo cui la celebrazione del Natale del Signore nella prima metà del secolo IV fu introdotta dalla Chiesa di Roma per motivi ideologici. Infatti sarebbe stata posta al 25 dicembre per contrastare una pericolosa festa pagana, il Natale Solis invicti (fosse Mitra, come è probabile, o fosse una titolatura di un imperatore romano). Tale festa era stata fissata al solstizio invernale (21-22 dicembre), quando il sole riprendeva il suo corso trionfale verso il suo sempre maggiore risplendere. Quindi in ambito cristiano, risalendo di 9 mesi, si era posta al 25 marzo la celebrazione dell’annuncio dell’Angelo a Maria Vergine di Nazareth, e la sua Immacolata Concezione del Figlio e Salvatore. In conseguenza, sei mesi prima della nascita del Signore si era posta anche la memoria della nascita del suo precursore e profeta e battezzatore Giovanni. 
L’abside centrale della chiesa 
di Sancta Maria Foris Portas 
a Castelserpio, in provincia 
di Varese (VII-VIII secolo). Conserva i resti di un affresco, ispirato ai Vangeli apocrifi
L’abside centrale della chiesa di Sancta Maria Foris Portas a Castelserpio, in provincia di Varese (VII-VIII secolo). Conserva i resti di un affresco, ispirato ai Vangeli apocrifi

giovedì 18 dicembre 2014

«Imporre il gender è un crimine contro l'umanità»

di Robert Sarah*18-12-2014, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-imporre-il-gender-e-un-crimine-contro-lumanita-11262.htmIdentità gender
Pubblichiamo ampi stralci della prefazione al saggio di Marguerite A. Peeters - Il Gender, Una questione politica e culturale, edito da San Paolo - scritta dal cardinale Robert Sarah, nominato lo scorso 24 novembre prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Se il libro è importante, lo sono anche le parole del cardinale Sarah, che riescono con la loro chiarezza a squarciare il velo di ambiguità e ipocrisia che avvolge, purtroppo, anche settori del mondo cattolico. Proprio per questo meritano di essere riportate.
(...) Secondo l’ideologia gender non esiste una differenza ontologica tra uomo e donna. L’identità maschile o femminile non sarebbe insita nella natura, nella realtà, ma sarebbe unicamente da attribuire alla cultura: sarebbe il risultato di una costruzione sociale, un ruolo che gli individui interpretano mediante doveri e funzioni sociali. Secondo i suoi teorici, il gender è performativo e le differenze uomo-donna sono soltanto oppressioni normative, stereotipi culturali e costruzioni sociali che bisogna decostruire per raggiungere la parità tra uomo e donna.

mercoledì 17 dicembre 2014

La donna nel Cristianesimo

http://www.anapscuola.it/visualizza__rubrica.php?id=56&aut=Stefano%20Biavaschi

Fin dall’antichità l’umanità si trascina il fardello di una visione “maschio-centrica” del mondo. In quasi tutte le antiche culture la prospettiva patriarcale prevaleva di gran lunga su quella matriarcale, ed era quasi sempre l’uomo, e non la donna, a tenere le redini del potere politico, dell’arte, della cultura, delle decisioni militari o di quelle familiari. Alla donna restava solamente il ruolo di madre e moglie, ed anche questi due ruoli non erano intesi nel significato pieno che intendiamo oggi, ma la madre era ridotta quasi solo alla funzione procreativa, con poca influenza su quella educativa; e la moglie, anche quando amata, non era certo vista come una compagna sullo stesso piano del marito. Perfino nel popolo ebraico, pur educato dai comandamenti, emergevano spesso atteggiamenti “maschilisti”, ed usiamo le virgolette solo perché il termine “maschilismo” allora non esisteva e non ci si accorgeva nemmeno di quella che ai nostri occhi oggi appare un’ingiustizia; sembrava anzi naturale che le cose andassero così, e nemmeno le donne avvertivano la loro condizione come una discriminazione. 

lunedì 15 dicembre 2014

Famiglia (dizionario)

“Preghiera semplice” della famiglia
 
Signore, fa’ della nostra famiglia uno strumento della tua pace:
dove prevale l’egoismo, che portiamo amore,
dove domina la violenza,
che portiamo tolleranza,
dove scoppia la vendetta,
che portiamo riconciliazione,
dove serpeggia la discordia,
che portiamo comunione,
dove regna l’idolo del denaro,
che portiamo libertà dalle cose,
dove c’è scoraggiamento, che portiamo fiducia,
dove c’è sofferenza, che portiamo consolazione,
dove c’è solitudine, che portiamo compagnia,
dove c’è tristezza, che portiamo gioia,
dove c’è disperazione, che portiamo speranza.

venerdì 5 dicembre 2014

Semplicità del Natale

di Carlo Maria Martini
Il presepio è qualcosa di molto semplice, che tutti i bambini ca­piscono. E’ composto magari di molte figurine disparate, di di­versa grandezza e misura: ma l'essenziale è che tutti in qualche modo tendono e guardano allo stesso punto, alla capanna dove Ma­ria e Giuseppe, con il bue e l'asino, attendono la nascita di Gesù o lo adorano nei primi momenti dopo la sua nascita.
Come il presepio, tutto il mistero del Natale, della nascita di Ge­sù a Betlemme, è estremamente semplice, e per questo è accompa­gnato dalla povertà e dalla gioia.

Non è facile spiegare razionalmen­te come le tre cose stiano insieme. Ma cerchiamo di provarci.

lunedì 24 novembre 2014

Proteggere il matrimonio

L’INTENZIONE POSITIVA
I sostenitori del matrimonio omosessuale si appellano a più di una intenzione positiva: combattere l’emarginazione, promuovere la cultura dell’uguaglianza, favorire i legami umani. Se permettere di sposarsi solo a un uomo e a una donna fosse una forma di discriminazione, che sulla base di un pregiudizio irrazionale esclude quanti non sono conformi alla maggioranza sociale, allora non c’è dubbio che ci troveremmo davanti a una proibizione sbagliata. Parimenti, se lo scopo del matrimonio fosse soltanto quello di promuovere e di incoraggiare i legami tra le persone, allora anche il matrimonio omosessuale assolverebbe questo compito e non ci sarebbe nessun motivo di escludere né gli omosessuali né altre categorie di adulti che conducano una relazione seria. Se l’intenzione che sta dietro alla richiesta di introdurre il matrimonio omosessuale fosse di incoraggiare questo tipo di rapporto amorevole, devoto, duraturo, è chiaro che si tratterebbe di un’intenzione positiva. Il punto è che ci sono altri, più importanti, aspetti da tenere in considerazione.

sabato 22 novembre 2014

EVANGELIZZARE (dizionario)

EVANGELIZZARE. Nuovi stili di evangelizzazione

Cf. E.Bianchi, Nuovi stili di evangelizzazione, San Paolo, 2012

“Evangelizzare vuol dire insegnare l’arte di vivere…
(lasciare che Gesù ci dica:)
io vi mostro la strada della vita, la strada alla felicità, anzi:
 io sono questa strada…”
(J.Ratzinger)

Nuova evangelizzazione: Giovanni Paolo II ne inizia a parlare nel 1979 e da allora diventa motivo ricorrente dei suoi interventi e parola d’ordine dell’intera Chiesa.

Paolo VI, nell’Esortazione apostolica Evangelii nuntiandi così scriveva:
Evangelizzatrice, la Chiesa comincia con l'evangelizzare se stessa. Comunità di credenti, comunità di speranza vissuta e partecipata, comunità d'amore fraterno, essa ha bisogno di ascoltare di continuo ciò che deve credere, le ragioni della sua speranza, il comandamento nuovo dell'amore…
Ciò vuol dire, in una parola, che essa ha sempre bisogno d'essere evangelizzata, se vuol conservare freschezza, slancio e forza per annunziare il Vangelo.

lunedì 17 novembre 2014

Matrimonio, la lezione di san Giovanni Paolo II

18-11-2014, http://www.lanuovabq.it/it/articoli-matrimonio-la-lezione-di-san-giovanni-paolo-ii-10972.htm

Pur senza sminuire il valore naturale del matrimonio, la comprensione vera dell’amore tra un uomo e una donna è possibile solo alla luce del mistero divino. È quanto ha spiegato ieri il vescovo e teologo francese Jean Laffitte (segretario del Pontificio Consiglio per la Famiglia) intervenendo al Colloquio internazionale interreligioso sulla complementarietà tra uomo e donna. Nel Colloquio, aperto ieri mattina da papa Francesco (di cui riferiamo a parte), monsignor Laffitte ha presentato la posizione cattolica, ripercorrendo l’insegnamento di san Giovanni Paolo II sulla “Sacramentalità dell’amore umano”.
«Anche se è necessario approfondire la dimensione naturale del matrimonio – ha detto Laffitte – la Chiesa è chiamata anzitutto a svolgere la sua missione che è specificatamente di natura teologica, e si riferisce alla salvezza dell’uomo». Il mistero sacramentale dell’unione degli sposi, infatti, trova la sua sorgente nell’amore che unisce Cristo alla Chiesa. Per questo, ha ricordato monsignor Laffitte, il matrimonio è stato descritto da San Giovanni Paolo II come un «sacramento primordiale» nel quale tutti i sacramenti trovano il loro «prototipo».

martedì 11 novembre 2014

EUTANASIA (dizionario)

Eutanasia (la difesa della vita morente)

La parola “eutanasia” deriva dal greco e significa "buona o dolce morte" (eu= buona e thanatos = morte). Si intende l’uccisione di una persona umana gravemente invalidata dalla malattia da parte di un medico per mezzo di una azione o di una omissione che procuri la morte al fine di eliminargli ogni dolore.
Chiariamo: da una parte c’è una persona che richiede (o per cui è richiesta) di essere uccisa da un medico, non essendo in condizioni di farlo da sola, per porre fine alla sua sofferenza o ad una vita che ritiene indegna di essere vissuta.
Si parla di eutanasia volontaria o consensuale quando la richiesta di morte viene chiaramente espressa dal paziente (affetto in molti casi da emiparesi o dalla SLA, Sindrome Laterale Amiotrofica, causante una progressiva perdita delle funzionalità muscolari, fino al sopraggiungere della piena paralisi e del soffocamento). Si parla invece di eutanasia non volontaria quando la richiesta di morte è espressa dalle persone che hanno in cura il paziente (generalmente in coma vegetativo) in quanto presumono che, ove egli potesse esprimersi, la richiederebbe.