lunedì 8 febbraio 2016

Il cardinale Parolin al convegno sul celibato ecclesiastico - Il prete ordinato in persona Christi

2016-02-06 L’Osservatore Romano
 
«Il celibato sacerdotale, un cammino di libertà» è il tema del convegno svoltosi dal 4 al 6 febbraio alla Pontificia università Gregoriana. A conclusione dei lavori è intervenuto il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin. Questo il testo integrale del suo intervento.
 
Ho l’onore di concludere questo Convegno sul tema “ Il celibato sacerdotale, un cammino di libertà ”, promosso dalla Pontificia Università Gregoriana, che vorrei ringraziare nella persona del Rettore P. François-Xavier Dumortier, non solo per l’invito rivoltomi, ma soprattutto per aver dedicato spazio, tempo ed energie a un tema tanto importante quanto delicato. Desidero inoltre ringraziare Monsignor Tony Anatrella, psicanalista, specialista in psichiatria sociale, consultore e collaboratore di vari Dicasteri della Curia Romana, anche lui ideatore e organizzatore dell’iniziativa.
Su questa dimensione della vita del prete non mancano numerosi studi che abbracciano le diverse discipline e, anche nel corso degli ultimi decenni, essa è stata oggetto di approfondimento da parte della Chiesa. Tuttavia, al di là dei pronunciamenti del Magistero e degli studi specialistici, la percezione comune sul tema rischia di rimanere su un piano superficiale o, quantomeno, parziale.

sabato 6 febbraio 2016

Roma-Mosca: il secolo difficile tra le due Chiese

Dalla persecuzione sovietica ai gesti di disgelo
FULVIO SCAGLIONE, Avvenire, 6.2.16


Tra un anno esatto ricorrono i cento anni dalla Rivoluzione bolscevica e per raccon­tare i rapporti tra il Vaticano e la Russia pos­siamo quindi partire da lì. L’avvento dell’ateismo comunista in Russia investì fin da subito la Santa Sede. Papa Benedetto XV ricevette persino una let­tera da alcuni vescovi ortodossi della Siberia che si rivolgevano a lui come «padre di tutta la cristia­nità » e lo imploravano di intervenire contro il mas­sacro di sacerdoti e religiosi. Intanto il cardinal Ga­sparri, segretario di Stato poi anche di Pio XI, tele­grafava a Lenin per ribadire che «la Chiesa esige so­lo che gli Stati, qualunque ne sia il sistema, non o­stacolino la libertà della pratica e del ministero sa­cerdotale ». Invano, perché l’unica risposta venne dal ministro degli esteri Cicerin e fu sprezzante.

La Chiesa cattolica, però, non smise di cercare un contatto con le autorità sovietiche e di tendere u­na mano solidale alla gente russa. Nel 1922 papa Ratti, appena asceso al soglio come Pio XI, auto­rizza una missione di soccorso per le popolazioni russe colpite dalla carestia. Ma il gelo avanza a Mo­sca. Nel 1922 è revocata la parziale “apertura” del­la Nuova politica economica, nel 1924 muore Le­nin e Stalin prende il potere. Nel 1925 muore in stato di semi-prigionia il patriarca ortodosso Tikhon, che non viene sostituito. Nel 1931 viene fat­ta saltare con l’esplosivo la cattedrale di Cristo Sal­vatore nel cuore di Mosca. Per tutti gli anni Trenta le “purghe” si succedono senza sosta. Il Vaticano deve ammettere che con l’Urss nessun dialogo è possibile. E fa chiarezza con la
Divini Redempto­ris, l’enciclica che papa Pio XI emana nel 1937 per condannare i crimini del comunismo.

mercoledì 3 febbraio 2016

Maternità surrogata o uteri in affitto (Dizionario)

Uteri in affitto: un’industria miliardaria, spesso illegale
VALENTINA FIZZOTTI, Avvenire, 3.2.16

La chiamano 'gesta­zione per altri', 'ma­ternità surrogata' o 'di sostituzione', 'utero in affitto': definizioni più o meno edulcorate di una pratica, proibita in molti Paesi e regolata in altri, che consiste nel far portare a­vanti una gravidanza – die­tro compenso o 'rimborso spese' – a una donna che cederà per contratto il na­scituro ai richiedenti, che con lui o lei condividono al­meno in parte il patrimo­nio genetico. Pochissimi, e molto pubblicizzati, sono i casi in cui sussiste un lega­me di sangue fra la surro­gata e uno degli aspiranti genitori: sorelle che presta­
no l’utero a fratelli gay, ma­dri che ospitano in pancia i nipoti per sterilità di una fi­glia – etichettati come 'mi­racoli di al­truismo' o 'mostruo­sità' – non incidono sul­le cifre di una industria mi­liardaria del­la riprodu­zione che ar­ruola donne per l’usufrut­to tempora­neo del proprio corpo.

mercoledì 16 dicembre 2015

Bufale sul Natale: Gesù è una copia di altre divinità

http://www.documentazione.info/bufale-sul-natale-gesu-e-una-copia-di-altre-divinita

di Francesco D'Ugo, 14 dicembre 2015
Ormai ogni anno, in prossimità del Natale, rimbalzano sui social network immagini come questa:

L’intento sarebbe di paragonare le caratteristiche comunemente attribuite a Gesù dai Vangeli e dalla tradizione cristiana a quelle di antiche divinità pagane. La tesi sottointesa è che la figura di Gesù Cristo non è altro che il risultato di un miscuglio di diversi miti e leggende che per qualche motivo ha avuto più successo degli altri. A partire dalla data di nascita, le sue caratteristiche sarebbero solo una rielaborazione di caratteristiche già attribuite a divinità pagane nel corso della storia: Gesù non sarebbe il primo a essere nato da una vergine, ad aver viaggiato insegnando, a fare miracoli, e a morire per poi resuscitare.

Il sito Cattonerd ha fatto un ottimo lavoro di "debunking" sull'argomento: cioè di decostruzione di alcune bufale che fanno il giro di internet da qualche anno. Eccone un sunto.
In questa immagine creata dal sito Cattonerd sono riassunti le principali inesattezz
Vediamo allora in breve se davvero il Cristianesimo ha copiato altre religioni precedenti.

Horus

lunedì 7 dicembre 2015

MARIA Immacolata, PORTA della MISERICORDIA


Gesù – ci ha ricordato il Papa con la Bolla d’indizione del Giubileo che inaugurerà ufficialmente fra poche ore - è il VOLTO della misericordia, colui nel quale possiamo VEDERE e sperimentare la misericordia di Dio nei nostri confronti. Guardando a lui possiamo intuire quanto Dio ci ama, in che modo (smisurato) Dio ci ami: con tenerezza, pronto (infinite volte), al perdono gratuitamente, con tutta la propria vita (che mette a nostra disposizione) e con la generosità di chi non guarda a cosa fa l’altro, ma desidera solo dare, senza attendere di ricevere (e senza fare calcoli).

Se Gesù è il volto della misericordia, MARIA è la PORTA della misericordia:

-       colei che ha permesso a DIO misericordioso di entrare nella nostra storia, nella nostra vita, abbassandosi alla nostra condizione (perché Dio tutto può, ma nulla fa senza il nostro consenso);

-       colei che permette a NOI di accedere, di entrare nella misericordia del Figlio: passando attraverso Maria possiamo arrivare (in “via preferenziale”) al Figlio e ai doni che lui vuole offrirci.

Certo, è “UNA DELLE TANTE” Porte Sante” che possiamo attraversare per giungere a fare esperienza dell’amore di Dio (e non per niente il Papa ha voluto inserire, tra lwe porte sante, anche quella del Santuario mariano del Divino Amore, particolarmente caro a noi romani che, soprattutto negli anni di guerra, abbiamo potuto, attraverso Maria, ricevere tanti doni da parte di Dio Padre del Divino Amore). E’ una delle porta, ma forse la più vicina, amata, sentita ed utilizzata delle porte di accesso per sperimentare la misericordia di Dio: l’amore che spinge Dio a chinarsi sulla nostra miseria e nonostante (o a motivo de) la nostra miseria.

lunedì 30 novembre 2015

I DIECI COMANDAMENTI (una mia introduzione schematica)


o DECALOGO = le 10 parole scritte, secondo la tradizione, sulle tavole della legge (di pietra) da Dio stesso sul monte Sinai e consegnate a Mosè e conservate nell’Arca dell’Alleanza.

Due versioni: Esodo 20,2-17 e Deuteronomio 5,6-21 (con poche varianti).

Due parti: relazione con Dio (1-3) e relazione con gli altri (4-10)

Contesto: Mosè (circa 2000 anni prima di Cristo), libro dell’Esodo: racconta il cammino di LIBERAZIONE dalla schiavitù d’Egitto (dove avevano tutto e che, a momenti alterni, rimpiangono mormorando contro Dio e contro Mosè), cammino che richiede di passare per 40 anni (una vita!) nel deserto (luogo delle tentazioni, dei bisogni, delle privazioni, ma anche luogo dell’intimità, della scoperta di sé, dove assaporano la prima esperienza di libertà e di protezione da parte di Dio che li guida verso la Terra Promessa.

Introduzione: “Io sono il Signore tuo Dio che ti fece uscire dalla terra d’Egitto, dalla casa degli schiavi”

1° lezione: I NO CHE AIUTANO A CRESCERE e a diventare liberi: non tutto ciò che vogliamo fa bene e ci fa bene. Non tutto ciò che vogliono i vostri figli fa loro bene. E’ gratificante farli contenti accogliendo le loro inesauribili richieste (un pedagogo parla di “piccoli tiranni” che sanno come ottenere tutto giocando spesso sui sensi di colpa dei genitori)

domenica 22 novembre 2015

GENDER. Uomo, donna o GLBTQ?


Fino a pochi decenni fa era semplice distinguere l’umanità in maschi e femmine: era sufficiente prendere in considerazione gli attributi sessuali per stabilire a quale sesso si appartenesse. Il rischio tuttavia era quello di giustificare come “naturale” (cioè stabilito dalla natura) il fatto che a tale differenziazione corrispondesse anche un primato del maschile e una discriminazione delle donne (ricordiamoci ad esempio che, fino a pochi decenni fa, non potevano votare).

A partire dagli anni ’70 nasce nel mondo anglosassone un movimento di pensiero che complica notevolmente le cose con l’intento di distruggere ogni discriminazione: non si devono considerare solo le differenze fisiche e biologiche[1], ma anche quelle psicologiche e culturali di identità di “genere” o “gender” (ovvero basta eliminare la componente culturale che stabilisce come debbano comportarsi gli uomini e come le donne per lasciare libera la persona di esprimersi così come si percepisce, in accordo o meno con il proprio sesso biologico) e quelle dell’orientamento sessuale (ovvero l’attrazione sessuale verso il proprio o l’altrui sesso o per entrambi) e del comportamento sessuale (cioè il modo con cui esprimo il mio orientamento).

giovedì 19 novembre 2015

Vatileaks 2! Alcune riflessioni

vatileaks 2000 anni fa (colored)
Il mese di novembre non si è aperto solo con il ricordo dei Santi e dei defunti, ma quasi come contraltare, con lo scandalo dei documenti trafugati dal Vaticano (Vati-leaks) e dei due libri che, con quei documenti, sono stati scritti da due giornalisti, libri che pescano nel torbido mondo degli affari e degli affaristi che circolano (o vivono) in Vaticano[1].
Papa Francesco, con la sua peculiare parresia (= coraggio e chiarezza), ha voluto commentare l’episodio nell’angelus dell’8 novembre con queste parole:
Cari fratelli e sorelle, so che molti di voi sono stati turbati dalle notizie circolate nei giorni scorsi a proposito di documenti riservati della Santa Sede che sono stati sottratti e pubblicati.
Per questo vorrei dirvi anzitutto che rubare quei documenti è un reato. E’ un atto deplorevole che non aiuta. Io stesso avevo chiesto di fare quello studio, e quei documenti io e i miei collaboratori già li conoscevamo bene, e sono state prese delle misure che hanno incominciato a dare dei frutti, anche alcuni visibili.

martedì 27 ottobre 2015

Che cos’è una famiglia?, di Fabrice Hadjadj

Riprendiamo dal web una traduzione dal francese a cura di Silvio Brachetta (che abbiamo radicalmente rivisto) dell’intervento tenuto da Fabriche Hadjadj nel corso del primo Grenelle tenutosi a Parigi, presso il Palais de la Mutualité, l’8/3/2015. Restiamo a disposizione per l’immediata rimozione se la sua presenza sul nostro sito non fosse gradita a qualcuno degli aventi diritto. I neretti sono nostri ed hanno l’unico scopo di facilitare la lettura on-line. Per approfondimenti, vedi le sotto-sezioni Famiglia, affettività e sessualità, omosessualità e gender e, per la maternità surrogata, Le nuove schiavitù nella sezione Carità, giustizia e annunzio.
Il Centro culturale Gli scritti (27/10/2015), http://www.gliscritti.it/blog/entry/3418
1. Cos’è una famiglia? Qualcuno si potrebbe stupire che noi siamo qui, insieme, per porre tale questione e alcuni non mancheranno di pensare che il nostro approccio non potrà che condurre o alla ripetizione di cose banali, o alla complicazione delle cose semplici. Noi non avremmo, secondo alcuni, altre possibilità, dopo una simile domanda, se non sfondare porte aperte o tagliare un capello in quattro.
Allo stesso tempo - lo si intuisce -, le evidenze primarie si nascondono sempre nella loro stessa luminosità. La famiglia non è simile solo al naso sulla mia faccia, troppo vicino per essere visto, o al paesaggio cento volte attraversato, così ben noto che svanisce. È, soprattutto, come una sorgente che rischiara e fonda le altre cose, ma che non può, d’altro canto, essere fondata e chiarita da se stessa. Dinanzi a questa sorgente siamo come degli uccelli notturni che volessero guardare il sole in faccia.
Noi tutti proveniamo da una famiglia, siamo tutti riconosciuti da un cognome, abbiamo tutti una certa famiglia d’origine. La famiglia è un fondamento. Ora, se essa è un fondamento, non sapremo come «fondare la famiglia». Se essa si pone al principio delle nostre vite concrete, diviene impossibile giustificarla o esplicarla,perché bisognerebbe richiamare un principio anteriore - e la famiglia non sarebbe più che una realtà secondaria e derivata, non una matrice.

martedì 20 ottobre 2015

Polemica: gli omosessuali non hanno diritto di essere sacerdoti?

La risposta è tassativa: no. E neanche gli eterosessuali. Essere sacerdote non è un diritto. E c'è altro da sapere.
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Di tanto in tanto, emerge nei media qualche caso di un sacerdote omosessuale che innalza la bandiera dei cosiddetti “diritti gay”, tra i quali il “diritto al sacerdozio”.
In primo luogo, bisogna chiarire che il sacerdozio cattolico non è un “diritto” per nessuno: né per gli omosessuali né per gli eterosessuali. Il sacerdozio cattolico è una vocazione, una chiamata personale e intrasferibile, fatta da Cristo a chi vuole.

sabato 10 ottobre 2015

Vi racconto com’era la Chiesa prima del Concilio Vaticano II

E poi l’11 ottobre del 1962 cominciò la grande svolta

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Era la fine degli anni Ottanta, al Sinodo i vescovi discutevano dei “christifideles laici”, e forse per questo il parroco mi aveva chiesto di parlare a un gruppo di giovani-adulti che si preparavano alla Cresima. A un certo punto, per sottolineare la responsabilità che essi si sarebbero assunti ricevendo quel sacramento, mi riferii al nuovo modo di partecipazione alla Messa: una partecipazione più attiva, piena, comunitaria. “Vedete? Ora voi pregate in italiano, ascoltate brani della S. Scrittura. Il sacerdote celebra di fronte a voi, e di fronte a voi consacra il pane e il vino…”.
Mi guardavano come se fossi un alieno, e con un’aria quasi divertita. Non capivo, e non capiva neanche l’amico parroco. Ci mettemmo un bel po’ a scoprirlo. Quei giovani non sapevano nulla del Concilio, della riforma liturgica. La prima volta che erano entrati in chiesa, la Messa era già così. Non avevano mai visto quella di prima. Quando il prete, protagonista assoluto, celebrava in latino con le spalle all’assemblea. E l’assemblea restava muta, passiva, salvo rispondere con un Amen alle preghiere che il sacerdote rivolgeva a un Dio, con il quale lui soltanto sembrava essere in confidenza. E intanto le vecchiette, noncuranti di tutto, recitavano per conto loro il rosario.
Ma non era solo questa, la Chiesa, prima del Concilio Vaticano II. Era una Chiesa che si portava ancora dietro i “residui” di un passato difficile, tormentato. La Chiesa della cosiddetta “epoca costantiniana”, e cioè di quando i Pontefici erano diventati detentori di un potere temporale. La Chiesa che, della Controriforma, aveva finito con l’accentuarne un certo spirito negativo, difensivo, e soprattutto gli aspetti giuridici, clericali. La Chiesa che dall’inizio del XX secolo, in reazione alle minacce da fuori e ai pericoli interni, si era caratterizzata per una eccessiva uniformità sul piano del governo, su quello liturgico e pastorale.

venerdì 25 settembre 2015

Falso dire che Gesù non ha condannato l’omosessualità. I Vangeli dimostrano il contrario

 
L’assordante propaganda omosessualista e omofila, sostenuta da tutti i grandi mezzi d’informazione, in crescendo nell'imminenza del Sinodo sulla Famiglia del 5 ottobre p.v., continua a ripetere a beneficio dei cattolici un vieto ritornello e cioè che Gesù Cristo non avrebbe mai parlato dell’omosessualità, ragion per cui la sua condanna non si potrebbe reperire nei Vangeli ma solo nelle Lettere apostoliche, segnatamente in quelle di san Paolo. Come se questo, annoto, facesse la differenza! Le Epistole paoline non vengono lette durante la Messa come “Parola di Dio”, allo stesso modo dei Vangeli? Ma prescindiamo da questa scorretta separazione tra le varie parti del corpo neotestamentario, del tutto inaccettabile, spiegabile solo alla luce della miscredenza attuale, che vuole escludere di fatto l’insegnamento di san Paolo dalla Rivelazione con l’argomento singolare che egli dettava norme e concetti validi solo per il proprio tempo!

Ciò che la propaganda omofila vuole insinuare a proposito dei Vangeli, è parimenti assurdo: non avendovi il Cristo mai nominato esplicitamente l’omosessualità, non la si dov­rebbe ritener da Lui condannata! La fornicazione e l’adulterio li ha con­dannati apertamente mentre la sodomia e affini (che sono fornicazione contro natura) li avrebbe invece assolti con il suo (supposto) silenzio? Ma ci rendiamo conto delle castronerie che vengono oggi propinate alle masse, peraltro ben felici di esser ingannate, a quanto pare?

mercoledì 16 settembre 2015

L’accidia: il vizio nella vita spirituale e la lotta contro di esso

di d.Angelo De Donatis, http://www.gliscritti.it/approf/2006/conferenze/accidia01.htm
Mettiamo a disposizione on-line la trascrizione della meditazione che d.Angelo De Donatis, parroco della parrocchia di S.Marco Evangelista in Roma, ha tenuto presso la nostra parrocchia di S.Melania, il 26 gennaio 2006. Il testo non è stato rivisto dall’autore
L’Areopago

Indice


L’accidia, il “demone del mezzogiorno”

Affrontiamo oggi il tema della vita spirituale, attraverso l’analisi di una malattia della vita spirituale. Ci domandiamo come affrontarla, anche se poi rispunta sempre. E’ una dimensione negativa che troviamo, ma che va affrontata. La tradizione della Chiesa la chiama l’ “accidia”.
Seguiremo le indicazioni di Evagrio Pontico, un maestro del IV secolo – ed, insieme, del Bunge, un autore moderno che ha affrontato lo stesso tema, studiando Evagrio.

Evagrio chiama l’accidia il “demone del mezzogiorno”, perché è la tentazione che assale il monaco a metà della giornata, quando l’entusiasmo viene meno, quando l’ardore si è spento.

Questo “mezzogiorno” che è anche il mezzogiorno della vita, quando ad un certo punto, l’entusiasmo viene meno, quando non c’è più la gioia profonda di fare una cosa, la gioia di vivere. Ecco perché Evagrio Pontico dice che questo è un demone pericolosissimo.

venerdì 4 settembre 2015

Sacramenti e carismi

Indicando con il termine generale di "sacramenti" le cose comuni a tutti e con il termine "carismi" le cose proprie a ciascuno, possiamo dire che i sacramenti sono il dono fatto a tutti per l'utilità di ciascuno, il carisma è il dono fatto a ciascuno per l'utilità di tutti. I sacramenti sono dati all'insieme della Chiesa per santificare i singoli, i carismi sono doni dati ai singoli per santificare l'insieme della Chiesa. Lo scopo finale è lo stesso per gli uni e per gli altri: promuovere la comunione, creare la koinonia.
R.Cantalamessa, Amare la Chiesa (2003), p.34

sabato 1 agosto 2015

Come immagino il paradiso (Enzo Bianchi)

Berndnaut Smilde, Nimbus Sankt Peter, 2014, Sankt Peter Kunst-Station, ColoniaIl Fatto Quotidiano, 18 maggio 2015
di ENZO BIANCHI
Ogni cristiano che recita il “Credo”, la professione di fede, dice: “Credo la resurrezione della carne, la vita eterna. Amen”, e questo credere non è periferico, ma fondamentale nella fede cristiana. Il cristiano, dunque, crede che ci sia un dopo la morte, una vita piena per sempre, nella quale non vi saranno più pianto, né dolore, né malattia, né morte, ma la gioia eterna della comunione, attraverso Gesù Cristo, con Dio e con gli uomini e le donne da lui salvati. Anch’io, in quanto cristiano e monaco, aderisco a questa speranza, ma confesso che il mio immaginario è molto personale ed è mutato nelle diverse stagioni della mia vita. La domanda che mi viene posta: “Come immagini il paradiso?”, mi spinge dunque a dare diverse risposte.