sabato 20 giugno 2015

Laudato si’: una guida alla lettura

Un'Enciclica sull'ambiente e, ancora più in profondità, sul senso dell'esistenza e sui valori alla base della vita sociale. Si può definire così, in estrema sintesi, la seconda, attesissima Enciclica di papa Francesco, Laudato si'. Il documento prende il nome dalla nota invocazione di san Francesco d'Assisi, che nel Cantico delle creature ricorda che la terra, la nostra casa comune, «è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia» (1).

Questa terra, maltrattata e saccheggiata, oggi si lamenta; con essa, tanti dei suoi abitanti. Papa Francesco invita ad ascoltarli, sollecitando tutti e ciascuno a una «conversione ecologica», secondo l’espressione di san Giovanni Paolo II, cioè a «cambiare rotta», assumendo la bellezza e la responsabilità di un impegno per la «cura della casa comune».

Nel testo ci sono denunce molto dure, contro gli egoismi e la miopia alla base di una certa concezione dello sviluppo e contro i danni che ne derivano per l'essere umano e per l'ambiente, ma lo sguardo del Pontefice sembra illuminato anzitutto dalla speranza. «L’umanità ha ancora la capacità di collaborare per costruire la nostra casa comune» (13); «l’essere umano è ancora capace di intervenire positivamente» (58); «non tutto è perduto, perché gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi» (205).

Un altro tratto distintivo dell'Enciclica è certamente la costante attenzione a entrare in dialogo con tutti, non solo con i fedeli cattolici. Il dialogo percorre tutto il testo, e nel capitolo 5 diventa lo strumento per affrontare e risolvere i problemi. Tanto che, in non pochi passaggi, il Papa assume esplicitamente il contributo sui temi ambientali offerto da cristiani non cattolici (in particolare il Patriarca ecumenico Bartolomeo I), da altre religioni e da scienziati, filosofi e associazioni che hanno «arricchito il pensiero della Chiesa su tali questioni» (7).

L’itinerario dell’Enciclica è tracciato nel n. 15 e si snoda in sei capitoli, di cui di seguito offriamo una sintesi. A dare unitarietà al tutto sono alcuni assi tematici che percorrono il documento papale, affrontati da una varietà di prospettive diverse: «l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; la critica al nuovo paradigma e alle forme di potere che derivano dalla tecnologia; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia e il progresso; il valore proprio di ogni creatura; il senso umano dell’ecologia; la necessità di dibattiti sinceri e onesti; la grave responsabilità della politica internazionale e locale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita» (16)

sabato 30 maggio 2015

La tradizione delle opere di misericordia

Luciano Manicardi
operedimisericordia

"Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso" (Lc 6,36). Prima di essere un comando, queste parole di Gesù sono la rivelazione di una possibilità: esse attestano la possibilità per l'uomo di partecipare alla misericordia di Dio, ovvero di dare vita, di mostrare tenerezza e amore, di fare grazia, di con-soffrire con chi soffre, di sentire l'unicità dell'altro e di essergli vicino, di perdonare, di sopportare l'altro e di pazientare con le sue lentezze e le sue inadeguatezze. Se "misericordioso e compassionevole" è il nome di Dio (cf. Es 34,6; Sal 86,15; 103,8; I 11,4; eccetera), Gesù di Nazaret ha dato un volto d'uomo a tale misericordia e compassione e l'ha narrata nella sua vita (cf. Mc 1,41; 6,34; Lc 7,13; eccetera) e, dietro a lui, per la fede in lui e l'amore per lui, anche il discepolo del Signore può vivere la misericordia.

mercoledì 27 maggio 2015

No, non fu Paolo il vero fondatore del cristianesimo

Pietro e paoloA volte ritornano, direbbe Stephen King. Parliamo della schiera degli orgogliosi laici di Repubblica ossessionati dal cristianesimo. Pensiamo, ad esempio, alla coppia Augias-Flores D’arcais, autori di molteplici libri scandalistici intenti a convincere della falsità delle origini del cristianesimo, resuscitando le tesi degli oppositori pagani dei primi secoli.
In questi giorni è riemerso anche Eugenio Scalfari, un altro fanatico del laicismo che ha trascorso la sua vita a parlare di religione. In un articolo per l’Espresso ha elogiato l’ultimo libro dello scrittore e regista Emmanuel Carrère,Il Regno (Adelphi 2015), una rivisitazione romanzata delle origini del cristianesimo. Un altro non studioso, dunque, oltretutto distrutto dalla critica: Gesù viene paragonato a Che Guevara e sono talmente tante le sciocchezze scritte che perfino chi ha recensito il libro ha ammesso di aver «fatto un po’ fatica, a finirlo» (senza contare, tra un commento e l’altro sull’evangelista Giovanni, la descrizione dettagliata del suo video pornografico preferito). Luigi Walt, ricercatore a Ratisbona, ha sottolineato la «distanza di Carrère da un approccio realmente critico, e dunque storico, al problema delle origini cristiane». «Una specie di sufflé moscio e insipido» è stato definito da un altro recensore.

sabato 23 maggio 2015

Indulgenze (secondo papa Francesco)

Le indulgenze di Francesco sono diverse

CARLO MOLARI, in “Rocca” n. 10 del 15 maggio 2015
Il Giubileo come si è sviluppato nella tradizione cristiana occidentale dal 1300 (Bonifacio VIII) in avanti è stato sempre connesso con la struttura penitenziale e con la pratica delle indulgenze.
Il termine indulgenza ha un significato affine a quello di misericordia, ma nell'uso ecclesiale ha acquistato un particolare significato giuridico connesso alla remissione delle pene relative al male morale e alla necessaria soddisfazione da offrire a Dio in riparazione dei peccati umani.
Questa terminologia giuridica oggi appare inadeguata e improponibile. Per questo Papa Francesco nella Bolla di indizione del prossimo Giubileo straordinario (titolo: Misericordiae Vultus) introduce il tema della indulgenza con omissioni molto significative e con una sensibilità nuova. In particolare non si richiama più alla Chiesa quale «ministra di redenzione che dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi» come invece faceva ancora il Catechismo della Chiesa cattolica (1992) quando nel capitolo sul Sacramento della penitenza e della riconciliazione per esporre la dottrina sulle indulgenze riassume la Costituzione apostolica di Paolo VI, Indulgentiarum doctrina, Normae(1 gennaio 1967, AAS 59 (1967) 21) (CCC 1471-1479).

venerdì 15 maggio 2015

Lo Spirito: la potenza dell'amore e della misericordia

Storia dell’amore di Dio
o il «mistero della Trinità»
Carmine Di Sante

Lo «spirito» come forza 
Oltre che al Padre e al Figlio, le scritture attribuiscono un’importanza del tutto particolare allo Spirito che, nel primo Testamento, si presenta come un attributo di Dio, mentre nel secondo Testamento e nella tradizione cristiana come una realtà distinta dal Padre e dal Figlio ma uguale al Padre e al Figlio e proveniente dall’Uno e dall’Altro.
Il termine ebraico per «spirito» è ruah, che letteralmente vuol dire «vento» o «aria», e che in greco viene tradotto con pneuma e in latino spiritus, da cui spirito in italiano: 
«Lo spirito è il soffio, e in primo luogo quello del vento. C’è nel vento un mistero: ora, con la sua violenza irresistibile, abbatte le case, i cedri e le navi in alto mare (Ez 13, 13; 27, 26); ora s’insinua in un bisbiglio (1 Re 19, 12); ora dissecca con il suo soffio torrido la terra sterile (Es 14, 21; cf Is 30, 27-33); ora fa scorrere su di essa l’acqua feconda che fa germogliare la vita» (J. Guillet, voce Esprit, in Vocabulaire de Théologie biblique, sous la direction di X. Léon-Dufour, Paris 1962, p. 311). 

giovedì 14 maggio 2015

Per una cultura della misericordia (W. Kasper)

Walter Kasper 
Da: Misericordia. Concetto fondamentale del Vangelo - Chiave della vita cristiana, Queriniana 2013, pp. 268-303
Grandezza e limiti del moderno stato sociale
Gesù Cristo ha mandato i suoi discepoli e la chiesa nel mondo. La chiesa non può perciò limitarsi, con il suo messaggio della misericordia, al campo personale individuale e alla sfera intraecclesiale; non può, per così dire, ritirarsi in sacrestia, ma deve essere lievito, sale e luce del mondo (cf. Mt 5,13s.; 13,33) e impegnarsi per la vita del mondo. Essa non possiede però alcuna competenza specifica per le questioni tecniche di politica economica e sociale. Le questioni dell'ordinamento economico e sociale posseggono infatti una legittima e oggettivamente fondata autonomia; competenti in esse non sono i teologi, ma in primo luogo dei laici specificamente preparati [1].
Sarebbe naturalmente sbagliato pensare che, nel caso dell'ordinamento economico e sociale, si tratti solo di questioni oggettive tecniche; si tratta di persone, dell'organizzazione e della cultura di una vita umana, di una convivenza umana e, in molti casi, di sopravvivenza umana. Il pane per vivere è vitalmente necessario, ma l'uomo non vive di solo pane. L'uomo è qualcosa di più di quello che mangia. Egli ha bisogno di calore umano e dipende dal fatto che gli altri si comportino almeno con un po' di misericordia con lui. L'attuale predominante economicizzazione del sociale significa perciò un'amputazione e una riduzione dell'uomo. Quando ciò avviene, una società perde la sua anima e si riduce a un sistema senz'anima.

domenica 19 aprile 2015

Divorzio sì o no. Il biblista duella col monaco

angelico
L’interpretazione che il monaco camaldolese Guido Innocenzo Gargano, valente studioso della Sacra Scrittura e dei Padri, ha proposto delle parole di Gesù sul matrimonio nel Vangelo di Matteo, non cessa di sollevare discussioni, per la sua novità e originalità:
Questo blog ha già dato spazio a due repliche, una critica e una favorevole, e a una testimonianza:
Ma ora anche un biblista spagnolo reagisce alle tesi di padre Gargano.
È Luis Sánchez Navarro, professore ordinario di Nuovo Testamento presso l’Università San Dámaso di Madrid.

venerdì 17 aprile 2015

Perché il mondo Lgbt ha bisogno di negare l’esistenza della teoria del gender?

Teoria genderAccantonata in fretta la bufala dell'”emergenza omofobia” -martellata per mesi sui quotidiani- che caratterizzerebbe il nostro “cattolico” Paese tanto da necessitare una apposita legge (talmente urgente che il ddl Scalfarotto è stato dimenticato da tutti, senza problemi), il mondo Lgbt si è dato una nuova priorità: negare a tutti i costi l’esistenza della teoria del gender.
Bisogna dar loro atto che, effettivamente, non hanno mai definito le loro idee come una “teoria” vera e propria, tuttavia è legittimo parlarne in questi termini dato che quel che sostengono è ben definibile tramite due precisi convincimenti. La prima affermazione della teoria del gender è che esisterebbe una sessualità specifica (o “dato biologico”) e un distinto genere (o “dato psicologico”). In sintetiche parole: si può esseremaschi-uomini (o femmine-donne) in caso di coincidenza tra sesso biologico e genere (si parlerebbe in questo caso di cisgender, altro neologismo Lgbt per identificare il 99% della popolazione mondiale), così come si potrebbe essere maschi-donne (o femmine-uomo) nel caso in cui sesso biologico e genere non coincidano. Ovviamente è tutto presentato come “normale”, parola che fa sempre con insistenza capolino nella terminologia Lgbt. La seconda affermazione della teoria del gender è che sarebbe possibile scegliere autonomamente il genere sessuale “preferito” (o “sentito”), ovviamente prescindendo dal dato biologico. Finora sarebbe stata la società a indirizzarci nei rispettivi generi sessuali facendoli forzatamente coincidere al dato biologico, d’ora in poi bisognerebbe invece prendere coscienza di ciò e far crescere i bambini “liberi” da questi “stereotipi” per dar loro la possibilità di decidere “liberamente” (altro termine abusato) attraverso un’educazione gender-neutral.

sabato 4 aprile 2015

PASQUA, LE COSE DA SAPERE

01/04/2015,  http://www.famigliacristiana.it/articolo/pasqua-lo-sapevi-che.aspx

È la festa più importante per i cristiani e significa etimologicamente "passaggio". La data è mobile perché dipende dal plenilunio di primavera mentre l’origine è legata al mondo ebraico, in particolare alla festa di Pesach, durante la quale si celebrava il passaggio di Israele, attraverso il mar Rosso, dalla schiavitù d’Egitto alla libertà.


La Pasqua è il culmine del Triduo pasquale, centro e cuore di tutto l’anno liturgico. È la festa più solenne della religione cristiana che prosegue con l’Ottava di Pasqua e con il tempo liturgico di Pasqua che dura 50 giorni, inglobando la festività dell’Ascensione, fino alla solennità della Pentecoste.

COSA SIGNIFICA LA PAROLA “PASQUA”?

venerdì 3 aprile 2015

Giuda è purtroppo inutile

Noi leviamo il capo, però, all’amore che non è amato, quello del Cristo, di Andrea Lonardo


Bacio di Giuda, Sant'Angelo in Formis, Foto Bruno Brunelli

Giuda è inutile. Se Giuda non avesse tradito il suo Maestro, Gesù  sarebbe stato comunque catturato e ucciso, perché il Sinedrio così aveva già deciso. Giuda è servito solo per un lavoro appena un po’ più “pulito”: una cattura lontano dal clamore della folla, senza il rischio che qualcuno potesse creare problemi all’arresto: «non durante la festa» (Mc 14,2). Giuda è servito solo a trovare “il momento opportuno”, il momento tranquillo (Mc 14,11).
Perché allora tanto inchiostro e tante sequenze cinematografiche, tante speculazioni e dietrologie, per affermare che egli fosse predestinato, che egli avesse un motivo, che egli fosse inconsapevole e pur sempre amico e non vero traditore? La risposta è semplice, evidente. Perché giustificando Giuda ognuno cerca di giustificare se stesso. Se Giuda avesse avuto un motivo e delle attenuanti per essere scusato di ciò che ha fatto, ecco che si potrebbe e dovrebbe difendere colui che non ha onorato la parola data, ecco che sarebbe in fondo normale da parte di chi lavora non eseguire a regola d’arte ciò per cui si è pagati, ecco che si potrebbe in qualche modo giustificare il marito che ha tradito la moglie perché, in fondo, è lei che ha sbagliato. In Giuda è come uno specchio: riflette ciò che ognuno pensa del peccato. Giuda ci dice se pensiamo che il peccato debba essere evitato o, in fondo, abbia sempre una qualche scusante.  

mercoledì 1 aprile 2015

Passione, morte e risurrezione di Gesù: fatti accertati anche dalla storia

Gesù in croceLa Pasqua è la festività più importante per i cristiani: senza risurrezione Gesù sarebbe stato soltanto uno dei tanti saggi profeti apparsi nella storia, forse il più ammirabile, forse ispirato dallo Spirito Santo, ma senza la capacità di sconvolgere l’umanità e la vita di miliardi di persone.
Risorgendo è restato nel mondo, si è reso incontrabile da chiunque, ha espresso la volontà del Padre di mischiarsi tra gli uomini, donando loro il senso ultimo della vita: l’attesa di infinito che ognuno di noi vive dentro di sé non è un inganno della natura, ma è una promessa che verrà certamente mantenuta. La vita è il percorso della libertà dell’uomo, chiamato a riconoscere questo, a testimoniarlo e ad attendere il mantenimento di tale promessa vivendo già un anticipo, qui e ora, di compimento.

mercoledì 25 marzo 2015

L’infanzia di Gesù di J. Ratzinger-Benedetto XVI. Appunti di Andrea Lonardo

http://www.gliscritti.it/blog/entry/3056

1/ «Di dove sei tu?» (Gv 19,9)

«Colpisce che Matteo e Luca concordino [nelle rispettive genealogie di Gesù] soltanto su pochi nomi, non abbiano in comune nemmeno quello del padre di Giuseppe. Come spiegare questo? A prescindere da elementi tratti dall’Antico Testamento, ambedue gli autori hanno lavorato con tradizioni le cui fonti non siamo in grado di ricostruire. Ritengo semplicemente inutile avanzare delle ipotesi al riguardo. Per entrambi gli evangelisti non contano i singoli nomi, bensì la struttura simbolica in cui appare la collocazione di Gesù nella storia: il suo essere intrecciato nelle vie storiche della promessa e il nuovo inizio che, paradossalmente, insieme con la continuità dell’agire storico di Dio, caratterizza l’origine di Gesù»[1].
Il III volume della trilogia su Gesù di Nazaret scritto da J. Ratzinger-Benedetto XVI[2] si apre subito utilizzando congiuntamente i diversi Vangeli e mettendone in rilievo i tratti comuni. Le genealogie di Matteo e Luca, pur molto diverse, vogliono entrambe sottolineare che Gesù viene “da molto lontano”.
Il primo capitolo del volume, infatti, si intitola «Di dove sei tu?» (Gv 19,9) e ricorda come i Vangeli segnalino sia i dati certi delle origini di Gesù, sia la consapevolezza dei suoi ascoltatori di essere alla presenza di un “mistero” ben più grande di una qualsivoglia esistenza nata nel tempo.
I Vangeli dell’Infanzia (Mt 1-2 e Lc 1-2) insegnano che di Gesù, infatti, si sanno tante cose. Si sa, ad esempio, che ha vissuto da bambino a Nazaret:
«Si sa, appunto, benissimo chi è Gesù e di dove viene: è uno tra gli altri. È uno come noi. La sua pretesa non può essere presunzione. Si aggiunge poi il fatto che Nazaret non era luogo per il quale esisteva una tale promessa»[3].

lunedì 16 marzo 2015

Il messaggio della misericordia. Lectio magistralis del cardinale Kasper

http://www.retesicomoro.it/Objects/Pagina.asp?ID=7157

In occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 2014-2015, l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano ha assegnato la laurea honoris causa in Scienze filosofiche al cardinale Walther Kasper, il quale, dopo la laudatio del prof. Massimo Cacciari che lo considera "tra i teologi più significativi e influenti degli ultimi cinquant'anni, [...] quello che più profondamente si è soffermato sulla difficile relazione tra Rivelazione e filosofia", ha pronunciato la seguente lectio magistralis (ringraziamo per l'invio del materiale il dott. Luigi Menegatti, presidente di ITAS Assicurazioni):
 
Innanzitutto vorrei ringraziare di cuore l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano per l’onorificenza della laurea honoris causa. Ringrazio i membri della Facoltà di Filosofia, ringrazio il Prof. Cacciari per la laudatio e il Dott. Vito Limone per la collaborazione. Infine, ringrazio tutti voi, che siete venuti per la celebrazione di questo evento.
 
1. La misericordia: ripresa di un tema trascurato

domenica 15 marzo 2015

Cosa intende la Chiesa quando parla di “inclinazione disordinata”

Philippe ArinoVi è una diffusa incomprensione su ciò che la Chiesa Cattolica insegna in materia di attrazione per lo stesso sesso. Purtroppo questo equivoco causa spesso isolamento per gli uomini e le donne cattolici che lottano con la propria identità sessuale e si sentono allontanati in un difficile momento della loro vita, quando invece necessitano dell’amore del popolo di Dio.
Una precisazione della posizione della Chiesa in tema di omosessualità è stata offerta da Arland K. Nichols, fondatore e presidente del “John Paul II Foundation for Life and Family”. Nichols ha giustamente preso spunto dal Catechismo e dal documento sulla «cura pastorale delle persone omosessuali» approvato ufficialmente da Giovanni Paolo II e realizzato dal cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede.

martedì 10 marzo 2015

Nessuna similitudine tra Gesù, Mitra e altre divinità pagane

MitraGesù Cristo non sarebbe altro che una creazione fondata sulle diffuse mitologie delle divinità soggette a morte e rinascita, note in tutto il mondo pagano. Il testo che ha maggiormente diffuso queste credenze è “The Jesus Mysteries: Was the “Original Jesus” a Pagan God?” (Three Rivers Press 1999) di T. Freke e P. Gandy.
La tesi dei due autori è che «la vicenda di Gesù non è la biografia di un messia storico, ma un mito fondato sulleeterne favole pagane. Il cristianesimo non fu una rivelazione nuova e unica, ma un adattamento ebraico dell’antica religiose dei misteri pagani» (p. 2). Secondo loro al cuore dei tanti misteri pagani ci sarebbe il mito di un uomo-dio che sarebbe morto e risorto, a cui furono attribuiti diversi nomi: Osiride, Dioniso, Attis, Adone, Bacco, Mitra. E anche Apollonio. Ciò che accomunerebbe tutte queste divinità è la loro biografia: sarebbero figli di Dio e di una madre mortale vergine, nacquero il 25 dicembre in una grotta di fronte a tre pastori e uomini sapienti, come primo miracolo trasformarono l’acqua in vino, fecero il loro ingresso in città a dorso d’asino, furono crocifissi per Pasqua allo scopo di emendare i peccati del mondo, il terzo giorno resuscitarono. Avete già sentito questa storia, vero?