Strumento di morte, la croce abbracciata dal Cristo, diventa strumento di salvezza: l’amore trasforma il male in bene, la morte in vita eterna.
“Prendere la propria croce” diventa l’invito a vivere ogni difficoltà, ogni umiliazione, continuando ad amare, a perdonare, a sperare che l’amore ha l’ultima parola e vince la morte e il male.
La croce diventa per il Crocifisso il suo trono da dove regna sovrano: la festa di Cristo Re dell’universo ci invita a contemplarlo sulla croce, come colui che è innalzato e che attira a sé ogni persona (“volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”).
E’ dal Crocifisso infine che scaturisce lo Spirito, dono ultimo dell’atto del morire, e il sangue e l’acqua dal costato trafitto (cf. Gv. 19,34), simboli dei sacramenti che dal suo amore, dalla sua vita scaturiscono.
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